È uscito ufficialmente oggi CCCC, il primo lavoro condiviso di Chiara Civello & Clap! Clap!, che inaugura il catalogo di Quarter Moon Records, la nuova etichetta indipendente fondata dalla stessa Civello. Dieci tracce tra songwriting, jazz ed elettronica, in un dialogo musicale che attraversa Africa, Sicilia, Brasile e Americhe.
Groove profondi, broken beat, house rallentata e sfumature R&B convivono con strumenti acustici e trame organiche, attraversati da una voce capace di farsi racconto, armonia e materia sonora.
Al centro del disco ci sono il rapporto con il dolore, la possibilità di cambiare, il richiamo delle radici. Temi che prendono forma attraverso un lavoro nel quale entrambi gli artisti mettono in discussione le proprie abitudini, lasciando che sia l’ascolto reciproco a orientare la loro musica.
La collaborazione ha avuto inizio quando Civello ha scoperto Liquid Portraits, l’album del 2020 di Clap! Clap!, rimanendo attratta dai suoi paesaggi sonori ricchi di tessiture e guidati dal ritmo. Lo ha contattato, e lui ha iniziato a inviarle bozze strumentali che lei ha trattato come materia grezza, trovando nuove forme all’interno dei loro ritmi mutevoli.

«Quando la traccia iniziava a scomporsi, ci sentivo una strofa; quando si apriva e diventava più piena, ci sentivo un ritornello», spiega. La prima canzone che gli ha restituito è stata “Me And The Trees”, diventata il primo tassello di CCCC. Quello che era iniziato come uno scambio spontaneo si è trasformato in un progetto di dieci tracce, completato quando i due si sono finalmente incontrati in studio nel 2022.
Come racconta Clap! Clap!: «È stato il risultato di una connessione spontanea, della curiosità reciproca e del desiderio di capire fin dove potessero spingersi due linguaggi musicali apparentemente distanti, ma profondamente compatibili».
Per quanto riguarda la nuova etichetta di Chiara Civello invece, il nome, richiama il suo primo album, Last Quarter Moon, facente riferimento alla fase lunare come a uno spazio tra due stati: né pieno né vuoto, ma carico di possibilità. «Quello che trovavo stimolante era non avere una direzione stilistica, ma lasciarmi guidare dal potenziale e dalle nuove possibilità», afferma la cantante.
Per lei stessa, CCCC ha rappresentato un allontanamento consapevole da alcune delle strutture che avevano plasmato il suo percorso di autrice. Ad affascinarla erano le dimensioni ritmiche e antropologiche della musica di Clap! Clap!, compresi l’uso delle registrazioni sul campo e i riferimenti alle tradizioni vocali di tutto il mondo. Quando lui le ha inviato le sue tracce strumentali, si è ritrovata a dover decostruire le proprie abitudini di scrittura: «Mi sono chiesta: come trovo la mia voce all’interno di una musica che, sul piano armonico e melodico, è più statica rispetto alla forma-canzone tradizionale a cui sono abituata?». Ha iniziato così a costruire intorno alle tracce voci stratificate, armonie e strutture inattese, scrivendo i testi dopo che la musica aveva preso forma.

Un punto di connessione particolarmente importante per i due artisti è stato l’interesse condiviso per le tradizioni di canto yodel dei Baka, una comunità indigena che vive in diverse aree dell’Africa centrale. Per Clap! Clap!, scoprire questo interesse comune è stata la prova che i loro linguaggi musicali non erano così distanti come sembravano inizialmente. «Non abbiamo mai cercato di far convivere due mondi diversi», afferma. «Ci siamo semplicemente resi conto che parlavano già una lingua comune».
La sfida di Clap! Clap! è stata capire quando l’elettronica dovesse guidare e quando dovesse arretrare. «L’obiettivo non era dimostrare quanto fosse sofisticata la produzione», spiega, «ma creare un ambiente nel quale la voce di Chiara potesse trasmettere tutta la sua forza emotiva». Il risultato è un suono che si colloca tra produzione incentrata sul beat, jazz, canzone acustica e sound design cinematografico. Descrive CCCC come un mare perfettamente calmo»: una musica che incoraggia chi ascolta a rallentare, prestare attenzione ai dettagli e lasciare che le emozioni arrivino senza forzarle.
Questa apertura è al centro del singolo “New Dimension”. Quando Civello ha ascoltato per la prima volta la traccia, ha immaginato di risvegliarsi dopo essere stata immersa in un mare di cambiamenti. «È un nuovo giorno», canta, con la sua voce ariosa e impalpabile che galleggia sui beat solidi e propulsivi di Clap! Clap!.
Il singolo “My Grief and I” affronta temi più cupi, trasformando l’accettazione in un modo per andare avanti. Anziché considerare il dolore come qualcosa da superare, Civello immagina di farci amicizia: «Siamo qui dentro a ballare, il mio dolore e io». La canzone affronta la tendenza contemporanea a mettere da parte il dolore e la vulnerabilità, suggerendo invece che accettare ciò che fa male possa essere parte del percorso per andare avanti.
Con “A Jurnata”, lo sguardo si rivolge alla Sicilia e alla storia familiare di Civello. Clap! Clap! è partito da strumenti tradizionali come il tamburello, il friscalettu e la quartara, creando un paesaggio strumentale che ha fatto pensare Civello alla terra dei suoi antenati. Ha scritto il testo in siciliano insieme alla cugina, la cantante barocca Mattea Musso, riallacciandosi alla storia della migrazione della sua famiglia dalla Sicilia a Roma. «È nata dal bisogno del mio cuore di tornare e assaporare di nuovo le mie radici», racconta. Il percussionista Mauro Refosco (David Byrne, Thom Yorke, Red Hot Chili Peppers, etc.) conferisce ulteriore profondità al brano.
Infine, “Clarice My Dear” è un omaggio cinematografico alla scrittrice brasiliana di origine ucraina Clarice Lispector, il cui approccio impavido al linguaggio affascina Civello da tempo. Nato come un beat di Clap! Clap!, il brano è stato successivamente ampliato con i contributi dal vivo del pianista, producer e compositore napoletano Dario Bassolino e del batterista Stefano Costanzo, aggiungendo una dimensione più organica alla struttura elettronica. Le voci stratificate di Civello fluttuano verso l’alto, mentre il testo si rivolge all’abisso che è dentro di noi. «Sono innamorata dell’abisso di cui sono fatta», canta, accogliendo, anziché nascondere, le contraddizioni che abitano ciascuno di noi.
In tutto CCCC, questo movimento tra luce e oscurità, casa e luoghi lontani, suono acustico e produzione elettronica diventa la forza centrale del disco. Quelli che erano inizialmente due linguaggi musicali diversi hanno gradualmente rivelato un vocabolario condiviso di ritmo, voce e curiosità. Insieme, Clap! Clap! e Chiara Civello creano un disco che si colloca tra i generi, in equilibrio tra quiete e movimento, intimità e possibilità. A tenere insieme tutto è la curiosità di due artisti che, ascoltandosi, scoprono quanto spazio ci sia ancora da esplorare.
Si ringrazia Megan Iacobini De Fazio e Bizarre Love Triangles – Foto di Cataldo Lucchese
CCCC: DUE GIORNI DI RELEASE PARTIES A ROMA
Per celebrare l’uscita del nuovo album inoltre, Chiara Civello & Clap! Clap! saranno protagonisti di due giornate di appuntamenti speciali a Roma, in collaborazione con YOKHO TRIBE.

VENERDÌ 30 OTTOBRE
Ore 19:00 | Studio 33 – Via della Paglia 3/A
Release party con talk, condotto da Martina Martorano (RAI Radio 2, Propaganda Live) e live showcase
SABATO 31 OTTOBRE
Listening session, firmacopie, special set in vinile e MPC e conversazioni informali con gli artisti, attraverso due appuntamenti nei record store indipendenti della Capitale:
Ore 16:30 | Rhizome – Via Nuoro 10
Ore 19:00 | L863 – Via Giovanni Ansaldo 3/A
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.