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Incontro con Tying Tiffany



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Quello che segue è un modello di improvvisazione giornalistica. Intervistare Tiffany non è stato proprio facile, nonostante la disponibilità del personaggio. La conversazione si è tenuta nell’angolo più marcio dell’Auditorium Flog, a ridosso del palco, mentre un certo Alec Empire – non esattamente un drago del chillout – stava spaccando tutto (palle comprese) vomitando odio sulla folla ivi presente. Palpabile l’emozione del sottoscritto e soprattutto quella di Emy, preoccupatissimo del fatto che alla questione “Deiv ti sei preparato le domande?” io avessi risposto, con candore di bimbo, un allegro “no”. Grasse risate di Dani di contorno.
Dopo un approccio che definire titubante è riduttivo, Emi si lancia. “Dicci come ha iniziato”. Lei ci guarda come a dire “toh, una domanda che non mi hanno mai fatto”. Tiffany ci racconta che ha iniziato da giovane a fare musica, in gruppi dei quali non sono riuscito a sentire il nome. Quel che posso darvi per certo è che sicuramente tra queste esperienze c’è un gruppo crossover ed uno industrial, tratti che poi si ritroveranno nel suo progetto “solista”. Da qui il discorso si sposta sulla “band” – chitarra ed effetti – che la accompagna dal vivo. “Avrei potuto salire da sola sul palco con un laptop, ma mi sarei annoiata”.
Influenze.
Tra gente che urla, Empire che abbaia al microfono ed un tappeto di chitarre distorte come le gambe di Ronaldo riesco a percepire un triangolo di parole “Tarantino. Barbarella. Film”.
I film cazzo! Deiv non fai altro che guardarti film! Era il mio turno per fare una domanda idiota.
“Film preferito?”
Missione compiuta.
Lei mi guarda. Ci pensa. Prende tempo. Pensa ancora. “E se te ne dico 5?”
Esaltato dal solo fatto che non mi abbia ancora mandato in culo mi faccio audace. “Facciamo 3”
“Allora ti dico 3 registi”. Vai libera.
“Greenaway. Cronenberg. Lynch.”
Ragazza di gusto, non c’è che dire.
“Sai che mi sono scaricato la prima serie di Twin Peaks l’altro giorno?”
“Io ce l’ho tutta in dvd. E’ meravigliosa”.
Ormai è amore.
Manicomio in sottofondo.
Urla. Strepitii. Beat come martelli pneumatici.
Il discorso rotola su sé stesso ed inciampa nei CCCP, dei quali Tiffany ha realizzato una cover (la meravigliosa “Io sto bene”), proposta questa sera, ovviamente in chiave rivisitata, con ottima reazione da parte del pubblico. “E’ il mio gruppo italiano preferito. Sicuramente. Anche i C.S.I.”
Il tempo a nostro disposizione, come direbbero certi attempati mezzi busti televisivi, è giunto allo scadere. Ma Emi vuol chiudere col botto. “Un messaggio ai ragazzi di Gold?”
Ancora delirio sonoro, che da sottofondo si fa, ormai, sprezzante protagonista. Padiglioni auricolari impastati come quando la nonna faceva i frollini. “Lo stile. Di Gold apprezzo lo stile”.
Chissà se dopo questo pezzo la pensa ancora così..