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Le Peuple de l’Herbe



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Le Peuple de l’Herbe (Pee, Psychostick, Spagg & JC 001), live at Rocktambule festival in Grenoble, France

Alcune foto della serata a Chianciano le potete trovare cliccando qui

E’ stato un bel concerto quello dei francesi Le peuple de l’herbe.
A giro da una decina di anni buona, con una cinquina di bei dischi in studio sulle spalle, sempre alla ricerca della qualità e mai della quantità, con gli occhi aperti, per raccontare la realtà invece di ignorarla.
Chianciano ha ospitato davvero una bella situazione (complimenti agli organizzatori), per una serata frizzante che ha visto sul palco, prima dei lionnesi, anche Vandemars ed i fantastici Kultur Shok (pensate al Mike Patton più ruvido e sclerato, assieme alla psicotica shizofrenia dei System of a down, miscelati nella colonna sonora di un Kusturica in bad trip..rendo l’idea?).

Magari no. Stokaz, la prossima volta ve li venite a sentire.

Prima dello show ho avuto la possibilità di incontrare Jean e Spagg, rispettivamente voce e basso della band.

Deiv:Ciao ragazzi, non è che proprio capitate spesso in Italia.

Jean e Spagg:Vero, hai ragione. Abbiamo suonato ad Arezzo Wave qualche anno fa e poi una volta a Milano. Oggi a Chianciano Terme è la terza volta per noi.

Deiv:Il vostro ultimo disco, “Tilt” è uscito lo scorso anno. Siete ancora in promozione?

Jean e Spagg:Sì, siamo in tour da ottobre. Ci siamo preso una piccola pausa tra gennaio e febbraio e adesso siamo nuovamente in tour. Questo è il periodo dei festival, presto saremo in Belgio, poi Olanda, poi Spagna.

Deiv:Avete già in mente di tornare in studio?

Jean e Spagg:Lo faremo dopo il tour, il prossimo anno.

Deiv:Siete soddisfatti di come è andato il disco? E’ piaciuto?

Jean e Spagg:Si siamo soddisfatti, le canzoni nuove sono piaciute, qualcuno ha storto il naso, ma va bene così, a noi piace stupire e fare cose nuove. L’idea è di tornare in studio per NON fare quello che hai già fatto.

Deiv:Nel retro del vostro singolo “Look up” c’è un brano con un titolo italiano “Imbroglio”. Come è nata questa canzone con questo titolo?

Jean e Spagg:In realtà la cosa è semplice, è una canzone strumentale e non sapevamo che titolo metterle.

Deiv:Mi ha colpito il fatto che il titolo sia proprio “imbroglio”.. che in inglese significa “to cheat”..

Jean e Spagg:Credevi che l’avessimo scritta per il vostro Presidente del Consiglio eh? (ridono).

Deiv:Noo..questo l’avete detto voi.. (rido) a parte gli scherzi, vi ritenete un gruppo politicizzato?

Jean e Spagg:Beh sì, parliamo di quello che vediamo intorno a noi. Siamo molto legati a quello che succede politicamente. Comunque sì, per tornare alla domanda di prima, diciamo che tra il titolo e chi vi governa ci potrebbe essere qualche relazione.

Deiv:Nel futuro prossimo che succede?

Jean e Spagg:Ci sarà un disco dal vivo che racconterà il tour che stiamo facendo. Sul disco troverà spazio anche qualche bside, canzoni della session di registrazione di “Tilt” che non sono entrate nel disco. E poi ci saranno anche un paio di video.

Deiv:Vi considerate una band hip hop?

Jean e Spagg:Nello spirito di quello che era l’hip hop originale, ovvero nel senso di farsi le cose da soli, un po’ punk, con quell’ottica diy diciamo, allora sì. La band dopotutto è nata con due dj, ma musicalmente parlando direi che è limitante considerarci solo hip hop. C’è jazz, drum n bass, jungle, dub. Facciamo tante cose, tanta musica diversa. Che dire.. è difficile rispondere a questa domanda.. di solito chiediamo agli altri di dirci che musica facciamo! (risate) Ai musicisti non dovrebber esser detto cosa fare, a meno che non suonino in un’orchestra! L’importante è se la tua musica è buona o no. Il resto son chiacchiere.

Deiv:Avete un’etichetta? Siete in autoproduzione?

Jean e Spagg:Abbiamo un’etichetta ma la usiamo solo per la distribuzione. Abbiamo il nostro studio… il nostro ingegnere del suono è un membro della band, quindi facciamo tutto da noi.

Deiv:Qual è lo stato della musica francese oggi?

Jean e Spagg:Ci sono tante cose.. c’è il mainstream che ovviamente non ci interessa. Non perchè siamo snob, semplicemente non ci interessa. Noi veniamo considerati underground è quella è l’area che ci interessa. Ci sono tantissimi buoni gruppi che incredibilmente non hanno un’etichetta.

Deiv:Adesso l’hip hop mainstream suona molto elettronico.. voi certe scelte le avevate già prese dieci anni fa.. vi sentite dei pionieri ini questo senso?

Jean e Spagg:Quando abbiamo iniziato noi pochi in effetti usavano l’elettronica quindi sì, direi che ci sentiamo dei pionieri.

Deiv:E del rap francese che ne è stato? Io ho adorato quello della prima ora.. cose come Mc Solaar.. poi però..

Jean e Spagg:Vero vero, prima era molto bello, cose come IAM o NTM.. per quanto riguarda Solaar siamo d’accordo con te, ma solo per il primo disco. Quando arrivano i soldi cambia tutto.. e nel corso degli anni ’90 è cambiato tutto.. sembra tutto uno schifo poi all’improvviso arriva un gruppo come i Fugees che ti insegna che nell’hip hop si può ancora credere. Adesso però non ci sono grandi nomi.

Deiv:Ok. Siete soddisfatti della vostra nazionale ai recenti mondiali?

Jean e Spagg:Mmm..no. Ma direi che anche voi non è che proprio potere esser contenti.

Deiv:Già. E dire che eravamo entrambi finalisti, quattro anni fa.

Jean e Spagg:Vedi, una squadra di calcio è come una band. Ci sono tante connessioni tra musica e sport. In una squadra ci vuole comunicazione, affiatamento, rispetto. Tutto questo è mancato.

Deiv:Ma voi farete meglio di loro, vero?

Jean e Spagg:Puoi scommetterci. E’ il nostro lavoro, è la nostra musica. Dobbiamo difenderla.

Alcune foto della serata a Chianciano le potete trovare cliccando qui