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Dilated Peoples



The backbone of hip hop is the dj“.

Chi sta urlando, come un ossesso, questa cosa, è Iriscience, colonna portante della macchina da guerra Dilated Peoples. Dj Babu (Beat Junkies, anyone?) ha appena annichilito il pubblico romano presente all’Alpheus con un mix di scratch e beat juggling. Da un angolo del palco Evidence, Jordan nero-grigie ai piedi, osserva il tutto con fare divertito.
La routine di Babu è quella fatta con Blind Alley degli Emotions (il sample di “Ain’t no half steppin” di Big Daddy Kane, per capirsi) che lo rese celebre all’ITF del 1997.

La spina dorsale dell’hip hop è quindi, secondo Iriscience, il dj. E dire che nei video dei rapper odierni (specialmente gli italiani) il dj manco si vede. Altro stile, altra scuola.

Sul live c’è poco da dire. Zero effetti speciali, zero fuochi d’artificio. Ci sono due mc che spaccano ed un dj che è di un altro mondo. Babu è armato di Serato, Rane Ttm 56 ed una Roland 404 con la quale manda un po’ di effetti durante il live. Sempre durante il live, Babu suonerà anche qualcosa estratto dal suo prossimo lavoro, il battle record “Duck season 3”.

Clicca qui per vedere tutte le immagini del Concerto

“Support your local hip hop scene!” dice, sgolandosi, sempre Iriscience. Vi è tutto chiaro? Se non lo fosse, ve lo scrivo in italiano: supportate la vostra scena hip hop locale.

Prima dei Dilated, sul palco dell’Alpheus son saliti tanti nomi della scena romana, nomi che ultimamente abbiamo visto anche a Firenze: Er Costa e Er Nero (al F.a.f. lo scorso gennaio per il compleanno di Nothin Inc), i lanciatissimi Broken Speakers (visti una sera al Biz con Tullo e Primiera, ed un paio di settimane fa al Tecniche Perfette) ed i Gente de Borgata. Spero di non aver dimenticato nessuno.

A questo proposito: il modo in cui i romani supportano la loro scena è encomiabile. Credo che qui a Firenze abbiamo qualcosa da imparare in tal senso, ma potrei esser smentito e sarei felice se qualcuno lo facesse.

Si respira comunque l’aria dell’evento: tante le facce note nel backstage e fra il pubblico, Noyz Narcos, Kiave, Masito, il locale è strapieno. Ed è domenica sera. Ed è la terza data in italia.
Per farvi capire cosa vi siete persi vi pubblichiamo anche la scaletta del concerto immortalata in sede d’intervista nel backstage dei Dilated.

Nel backstage, animatissimo, non è che i Dilated si facciano vedere molto. Finalmente è il momento dell’intervista. Evidence ha la faccia di chi si è appena svegliato e non ha molta voglia di parlare. Ha poca voce ma è un pazzo totale, divertentissimo, passerà l’intera intervista vaneggiando idiozie su Bon Jovi. Leggere per credere. Babu è tutto preso nel cercare un po’ di relax. Iriscience è invece il più chiacchierone di tutti, tiene su la conversazione mentre gli altri due sono un po’ persi nel loro mondo…

Deiv Beh, prima di tutto piacere di conoscervi.

Iriscience Piacere nostro.

Deiv Ok, partiamo con quello che state facendo in questo periodo.

Iriscience Siamo in tour adesso, questa è la terza serata di un mini tour in 3 date in Italia. Domani andremo ad Amsterdam.

DeivSiete già stati qui diverse volte giusto?

Iriscience Personalmente sono, credo, al quarto viaggio in Italia.

Evidence Terzo viaggio per me.

DeivMi piacerebbe parlare di quando avete iniziato, cosa facevate, quali erano le vostre influenze allora.

Iriscience Tantissime! Boogie Down Production, KRS One, Rakim, Native Tongues, i pesi massimi della California, Kool G rap, Coltrane, Sun Ra, Bob Marley, Bob Dylan. Sai sono cresciuto con così tanta musica diversa che sono stato influenzato dal mio ambiente.

Evidence Jovi man!

Risate.

Iriscience Avresti dovuto vederlo, aveva i capelli lunghi, era fantastico!

Babu I miei genitori mi facevano sentire i Bee Gees, gli ultimi Beatles, tantissimo hip hop…

Iriscience [verso Babu] I tuoi genitori ti facevano sentire l’hip hop?

Risate.

Babu No, IO ascoltavo l’hip hop! Sono diventato da subito un grande fan dei gruppi che avevano un dj.

DeivQual è stata la cosa che ti ha spinto a diventare un dj? Cosa ti ha ispirato?

Nel momento esatto in cui faccio questa domanda, intanto, i Broken Speakers lanciano la base de “La mia pistola”…

Babu Beh, quando ho iniziato io, negli States attorno all’84 -’85 non c’era molto che potessi fare perchè come hobby era molto costoso. Ma ero motivato, ho sempre voluto essere un dj, cercavo di capire gli scratch. Ecco, prima di tutto ho voluto capire e imparare lo scratch. Come ho detto, seguivo sempre le gesta dei gruppi che avevano un buon dj che si faceva rispettare su disco e dal vivo.

Mi giro verso Evidence: nella sala dove li sto intervistando, antistante al salone del concerto, rimbomba il pezzo dei Broken Speakers…

DeivTu invece… cosa ti ha spinto a diventare un mc?

Evidence Ho cominciato facendo il pitcher a baseball ma facevo schifo. Quindi mi sono buttato sul rap come seconda scelta.

DeivE tu?

Iriscience Beh sai, dove sono cresciuto ognuno voleva essere un mc, ognuno voleva essere un dj, ognuno voleva essere quello che vedeva in tv. Ognuno voleva essere Ll cool j, i Run DMC, Doug E Fresh, Slick Rick o chiunque. Nel circolo che frequentavo, ognuno lo voleva fare, ma non tutti si sono concentrati, non tutti han fatto tutto quello che c’era da fare.

Deiv Ma c’è un momento particolare, una canzone magari?

Iriscience My Philosophy dei Boogie Down Production. Quella canzone mi fece scattare qualcosa.

Deiv Perchè proprio quella?

Iriscience Era l’equilibrio perfetto tra un beat potente e delle rime potenti e, soprattutto, era una canzone che diceva qualcosa. Anche nell’hip hop odierno non ci sono tanti pezzi che sono… come dire… così di sostanza. Tanti muovevano la bocca e caccian fuori delle parole, certo, ma all’epoca furono loro a motivarmi, a farmi fare quel passo in più, a darmi quello che cercavo in quel momento ovvero l’utilizzo dell’hip hop come strumento per costruire una comunità. Ma il modo in cui lo facevano loro non era nè melenso nè predicatorio: era grezzo, in your face, funzionava in ogni parte del mondo.

DeivDell’hip hop nel 2010 invece che pensi?

Iriscience C’è più roba buona adesso che prima. Ma c’è anche più merda adesso che prima. Ma quello non mi interessa. Quello che mi interessa è il fatto che più persone che prima non avevano la possibilità di esprimersi adesso possono farlo. Ci sono diverse cose, diversi passaggi che devi compiere per arrivare all’hip hop, ma per certi versi è sempre stato così. Anche quando ho iniziato io le cose non erano accessibili: non c’era internet. Dovevi andare nei negozi di dischi, dovevi essere amico dei dj, i dj stessi dovevano fare diggin’ in the crates (scusate ma ‘sta cosa proprio non riesco a tradurla! Nerd love!!) di qualsiasi tipo, per trovare quel cazzo di disco che cercavano. Erano cose che, però, te lo facevano apprezzare di più. Adesso certo è diluito e inquinato, ma non vuol dire che non ci sia buona musica.

DeivTu che ne pensi?

Evidence Concordo al 100%

Deiv Ci sono nomi nuovi che ti piacciono?

Evidence Si tantissima roba nuova ma il mio cuore continua a tornare indietro a Bon Jovi…

Risate grasse.
A questo punto, complice anche uno strano aroma nell’aria, l’intervista comincia ad assumere toni surreali…

Evidence Sai, credo che “Livin on a prayer” sia il disco perfetto.

Iriscience Se infatti ascolti alcune delle sue nuove produzioni (si riferisce ad Evidence) puoi sentire queste influenze, robe da gente del New Jersey coi capelli lunghi…

Evidence [comincia a cantare Dead or Alive dei Bon Jovi] “Im a cowboy on a steel horse I ride, wanted dead or alive… ” che perfezione.

Iriscience Sai ormai siamo una famiglia e abbiamo imparato ad accettarlo. E’ quel che è. Io non sono proprio un fan di Bon Jovi ma apprezzo il fatto che lo sia lui. Non lo giudico per questo.

Evidence Sai, a volte, quando sono solo, mi metto a pensare…

Iriscience Lui crede che Bon Jovi sia un gran poeta, che ti devo dire? Io non lo penso.

Deiv Ok. Quindi, ricapitolando, l’hip hop secondo te è cambiato per il meglio?

Iriscience Non direi che sia cambiato, direi che si è allargato. Ci son più cose buone e più cose negative. Tutti possono fare un disco. Tutti possono farti sentire il loro disco tramite internet. Studi fatti in casa, Pro Tools, ognuno può fare un disco. Quindi, ad un livello avrai un sacco di persone che faranno schifezze. Ad un altro livello però, avrai un sacco di persone che fanno cose grandiose. E magari sono persone indipendenti che non escono da una cerchia conosciuta o sotto il nome di un altro Mc. Adesso hanno la possibilità di farsi sentire. Devi prendere il bianco ed il nero. Così la vedo io.

DeivInternet quindi lo consideri un valore positivo o negativo per l’hip hop?

Iriscience Fondamentalmente positivo per il modo in cui unisce le persone e per l’opportunità di cui parlavo prima ma, allo stesso tempo, ha praticamente annientato l’industria musicale. I dj non vanno neanche più nei negozi di dischi. E se non ci vanno i dj nei negozi di dischi, chi ci va nei negozi di dischi!? E questo significa, fine dei negozi di dischi. E’ successo. Il download è ovviamente cosa risaputa, tutti possono sentirti, ma le tue vendite sono considerevolmente ridotte. Come dicevo, bianco e nero.

DeivVorrei parlare di politica, vi va?

Iriscience Sicuro.

Deiv Hai votato per Obama?

Iriscience Si.

Deiv Anche tu?

Evidence Si.

Deiv Cosa avete pensato il giorno che è stato eletto?

Iriscience Ero a Parigi, al Redbull Bc 1 e quindi c’erano bboys da tutto il mondo. Ero… orgoglioso, da un certo punto di vista ma non eccezionalmente ottimista da un altro punto di vista. Voglio dire, alla fine della fiera è politica. Non è che le cose cambiano perchè il soggetto è di un determinato colore o ha un certo tipo di background. Solo alcune persone saranno invitate a partecipare al sistema politico a quei livelli quindi potremmo dire che lui era il male minore.

Evidence ridacchia sulla definizione di Obama di “male minore”.

Iriscience Ma il fatto che sia il male minore non lo rende necessariamente giusto o saggio. E questo era, onestamente, quello che pensavo allora. E la penso ancora così. Non è un problema, sono a giro da abbastanza tempo per aver visto un po’ di Presidenti andare e venire, ho visto il cambiamento politico a livello mondiale… è tutta politica. E nulla, in politica, avviene per caso.

Evidence Ero rogoglioso. Soprattutto se penso che Bon Jovi si è candidato come sindaco in un posto del New Jersey… certo poi non ce l’ha fatta però…

Babu a questo punto si sta rotolando in terra dalle risate…

Evidence … dicevamo: non ce l’ha fatta. Però mi ha fatto pensare: cazzo! Questa musica è potente!

Risate generali.

Deiv Cosa pensate invece delle elezioni di mezzo termine? Sono state una sonora bocciatura per Obama.

Iriscience Sai proveniendo dalla California c’erano diversi temi che mi interessavano… la legalizzazione dell’erba per esempio…

DeivSi ho presente, sono stato in California due volte…

Iriscience E ti sei divertito eh? Lo vedo dal tuo sorriso!

DeivEh beh…

Iriscience Comunque. Se senti solo un lato della storia, e questa ti viene raccontata bene, magari è credibile. E questo vale anche per l’altro lato della storia. Questo è il potere della propaganda. Qualcuno era contento della legalizzazione dell’erba, qualcuno no. A me frega il giusto, tanto in California è legale! Ma, a parte quello… questa è una cosa interessante sulla politica di oggi. E anche su Obama. Tante persone pensano, solo perchè lui è nero, o solo perchè lui è un democratico…

Evidence Non è nero, è mezzobianco!

Iriscience Ok, allora solo perchè è mezzobianco…

Altre risate copiose.

Iriscience… allora solo per queste cose c’è un sacco di negatività. Ma questa è l’era maggiormente basata sul sociale, sulla tecnologia che non ha mai reso così facile dare voce alla gente per esprimersi… anche nella musica. All’inizio della nostra carriera c’erano un paio di riviste specializzate, dove ognuno conosceva i giornalisti e questo era quello che era.

“Er Nero” dei Broken Speakers

Deiv Immagino tu ti riferisca a Vibe e The Source…

Iriscience Beh ora quelle riviste sono fallite. Ora ci sono i blog, ci sono i magazine online, tutto il sistema è cambiato. E questo influenza anche la politica. Perchè tutti possono far sentire la loro voce. E c’è un sacco di odio, un sacco di fascismo, un sacco di razzismo, credimi, tutte queste cose accadono ORA in America. Non in superficie, ma leggermente sotto la superficie. Stanno cercando di farti credere che adesso va tutto bene, che c’è la democrazia e ci teniamo tutti per mano ma la verità è che in realtà c’è un sacco di odio a giro. Specialmente quando uno può cogliere l’opportunità nascondendosi dietro ad un soprannome o dietro un nick di un computer… da questa gente sentirai arrivare sogni orta di odio, ogni sorta di negatività.

Deiv Ok, mi fanno segno che devo andare per cui ti faccio un’ ultima domanda. Quale credi che sia il tuo disco migliore? Come gruppo, intendo.

Iriscience Come gruppo? Non saprei, direi “Crown of thorns” perchè è l’ultimo sul quale abbiamo lavorato e perchè credo che miglioriamo sempre. E perchè, finalmente, ci abbiamo lavorato sopra tutti, come una famiglia. Direi che ho una canzone preferita in ogni disco ma non un disco preferito. Qual è il tuo preferito?

DeivNon saprei, ma la mia opinione non è così interessante…

Iriscience Sì che è interessante! Facciamo musica per le persone, quindi dovremmo sapere da VOI qual è il disco che considerate migliore!

Deiv Direi che non fa una piega.

Provo a rimediare. Mi giro verso Evidence per l’ultima domanda.

DeivQuale credi che sia il miglior lavoro di Bon Jovi fino ad adesso?

Non riesco a descrivervi le risate in questo momento. “Cazzo, mi ha fregato!” dice Evidence nascondendosi sotto il suo New Era. Babu e Iriscience mi abbracciano e si complimentano con me. Ma ovviamente l’ultima parola spetta ad Evidence. E non potrebbe essere altrimenti.

EvidenceMa il primo album ovviamente!

Risate incredibili!

Evidence [comincia a fare la voce da teenager] il primo disco ovviamente che, paragonato a “The platform” (il primo disco dei Dilated) è sicuramente molto più puro, molto più eccitante. E poi i Bon Jovi avevano bei capelli, avevano la lacca, il chitarrista non aveva ancora incontrato Hether Locklear…

Babu Richie Sambora?

Evidence Si

Babu Non so neanche se suonasse sulla colonna sonora di Young Guns 3…

Mentre Babu dice questo, Iriscience attacca un motivetto western con la bocca…

Evidence No cazzo Young Guns 3 è stata la fine. Comunque si adoro Bon Jovi. Sai c’è così tanta merda nel mondo che a volte mi basta sentirmi i loro dischi per far sparire tutto il dolore. Jon mi manchi cazzo!

Deiv Grazie ragazzi, è stato commovente.

Un saluto a tutti i pazzoidi che si aggiravano per il backstage, un abbraccio a Max (mio fratello di sale stampa), Lu Kick It (grazie man, senza di te era un casino) e Danielone (sei un grandissimo, c’hai fatto sentire a casa).

Le foto sono di Zerokilled Studio.