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Cielo bianco latte. Freddo. Freddo intenso che sfiora i tetti della città. Le gocce d’acqua silenziosamente si trasformano in ghiaccio e, con un tonfo, si schiantano sul lastricato antico del centro storico. Malinconia in tazza nella mano destra ed un guanto liso infilato nella sinistra. Voci sfuggenti, distratte, forse confuse dal ticchettare della grandine, sfiorano i pensieri leggeri del pomeriggio. La barba è un rifugio caldo dal giudizio della gente, parlare con se stessi risulta facile. Un incrocio come casa, una grondaia come tetto e tre piccioni, Josef, Mosé e Artur, come amici. Sempre diversi, ma sempre gli stessi, fedeli compagni da oltre vent’anni di vagabondaggio. Poi due occhi, neri come le unghie dei piedi del mostro del sottopassaggio della stazione, per osservare il mondo. Due pupille non ancora condizionate, sporche e malconce vergini di quartiere.

Jack – Guarda John, un fottuto barbone.
John – Ma cosa cazzo ti salta in testa Jack, cosa ti ha fatto di male?
Jack – Puzza John, puzza e parla da solo. Mi fa paura la gente che parla da sola.
John – Magari parla con qualcuno, ma tu non lo vedi Jack.
Jack – Porca troia, vuoi dire che quello è Babbo Natale?
John – Cosa? Non ho mai detto niente di simile Jack.
Jack – Cazzo John se hai ragione! Quello è proprio il dannatissimo Babbo Natale!
John – …
Jack – Forse dovremmo chiedergli qualcosa
John – Magari potrei chiedere un…aspetta! Ti rendi conto di quello che stai dicendo? Sei più pazzo di lui Jack!
Jack – Lui non è pazzo John, è Babbo Natale!
John – Ok Jack, anche ammesso che tu abbia ragione. Cosa vorresti che facessimo?
Jack – …
John – …
Jack – … Ci vorrebbe un’idea, qualcosa fatto soltanto per noi.
John – Bella trovata, davvero! “Scusa barbone che assomiglia a Babbo Natale, vorrei un regalo solo per noi”. Sei un genio Jack, lo sai?
Jack – Sì Sì, lo so. Ed è proprio questo che intendevo! Andiamo!!
John – C..cosa? Andiamo dove?
Jack – Da lui, da Babbo Natale
John – Adesso basta Jack, stai dando i numeri. Leviamoci dai coglioni, prima che quel pazzo decida di ucciderci…ASPETTA!!!…DOVE CAZZO VAI?!!! Torna indietro razza di stupido!!

Il vino era finito. Da almeno tre giorni era finito. Il fondo della tazza era sporco. Sporco del rosso del troppo bere, sporco di polvere e sporco di una vita strascicata fuori dai portoni della gente. Il guanto pure era sporco e le dita, le tre dita che uscivano fuori, erano più gialle del piscio su cui da anni dormiva. Colpa del fumo, oppure del fegato. Cosa importa, si diceva, tanto non si vive senza nell’uno nell’altro. “E poi non mi lamento, ho sempre quello che mi serve. Mai troppo lontano, né troppo vicino”. È così che sognava di vivere, ed è così che viveva.
Ogni tanto si concedeva il lusso di una relazione con altri esseri umani, qualche minuto di conversazione e via.
Quel pomeriggio sentiva il bisogno di parlare. Il freddo e la mancanza di vino gli facevano dare di matto. E poi quella musica sull’altro lato della strada aveva acceso qualche pensiero. Un piccolo cassetto in qualche angolo della memoria si era aperto e lui, oggi, era più felice degli altri giorni. Anche senza succo d’uva, anche coi piedi ghiacciati.
Fu mentre cercava un volto, oppure una voce tra i tanti ricordi sfocati e smussati dal vino, che uno strano tipo, mai visto prima, lo chiamò.

John – Caro Babbo Natale, vorremmo qualcosa di speciale, qualcosa di fatto soltanto per noi.

Sentì soltanto l’ultima parte della frase, i suoi occhi, sull’altro lato della strada, furono distratti dal fumo di sigaretta e da qualcosa di certamente alcolico dentro ai bicchieri della gente intorno. Abbassò gli occhi e vide Josef e Mosé. Dove si è cacciato l’altro?, disse. C’è una festa, dobbiamo andare, subito, sembra fatta apposta per noi!

John – Ma certo! Una festa! Perché non ci abbiamo pensato prima!??
Jack – Pensato a cosa?
John – Ha chiesto di te, sai?
Jack – …
John – Voleva sapere dov’eri finito. Ha detto che c’è una festa, laggiù. Ed è fatta per noi.
Jack – …
John – Sapevo che avresti reagito così. Buon Natale, Jack
Jack – Buon fottuto Natale, John. Andiamo a vedere di cosa si tratta. Ma lui? Dov’è finito?
John – E’ voltato via, Jack. E’ volato via.