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Ghemon – Luglio 2010



Ghemon

Sono i personaggi come Ghemon che ti ricordano come mai ti piaceva l’hip hop. Attitudine positiva, zero pose da ghensta, tanti fatti, poche chiacchiere. Fanculo gli egotrip, qui stiamo macinando rime, mica seghe mentali.

Il prossimo 23 luglio il buon Ghemon sarà di scena al parco dell’Ambrogiana assieme a Stokka, Madbuddy e tutti i ragazzi dell’Urban Being Crew (il post su di loro lo trovate qui).

Intercetto Ghemon, via skype: lo sgamo a Treviso, nello studio di Schocca. Le bocche tentano di restar cucite ma qualcosa, fortunatamente fuoriesce..

Deiv:Ciao Ghemon, come ti vanno le cose?

Ghemon:Tutto ok, cerco di far musica il più possibile. Ci si prova almeno. Poi che vuoi, alcuni mesi vanno meglio di altri, come un negozio no? Continuo in questa direzione cercando di trovare un equilibrio. Mi tengo lontano dai sogni di gloria.. non cerco la svolta.. neanche il sogno da dieci milioni. Poi che c’entra, se s’avvera bene, ma i tempi e i modi dell’industria sono quelli che sono.

Deiv:Che rapporto hai quindi con l’industria?

Ghemon:Un rapporto simpatico! (ride) Non la vedo né come il diavolo, né come l’ultima spiaggia. Ripeto: il singolo che ti lancia non serve più ad un cazzo, al massimo diventi la nuova Arisa. (risate copiose) L’industria ormai è piena di prodotti usa e getta, per questo mi tengo lontano da certi meccanismi one shot, preferisco costruirmi una carriera, mantenere il rapporto con i fan, così diventi un artista di spessore. Sono sempre dell’idea di poter migliorare me e la mia musica.

Deiv:Quindi in questo periodo che stai combinando?

Ghemon:Mi sono trasferito qui per un po’ di tempo, stiamo lavorando ad un progettino nuovo, con Shablo, Squarta, Frank Siciliano, quasi una mini reunion! Il processo però si è rivelato più lento di quel che credessi. Sono un tipo parecchio meticoloso, posso scrivere dieci pezzi in un giorno e poi bloccarmi tutto insieme. Sto facendo anche altre cose con Al Castellana , con uno stile completamente diverso. Inizierò a registrare il disco con Fid Mella, invece, ad ottobre.

Ghemon

Deiv:Come vivi le vendite dei tuoi dischi? Non ci dormi la notte oppure non te ne frega un cazzo?

Ghemon:Una via di mezzo diciamo. Non voglio vendere zero copie, perché sapere quanti dischi vendi ti aiuta a capire quante persone ti stanno seguendo, quanti ti sono fedeli. Quanta gente è decisa ad investire sul tuo disco piuttosto che su una pizza.

Deiv:Hai mai letto la tua pagina Wikipedia? Che ne pensi?

Ghemon:Si l’ho vista. Credo che ci sia un po’ troppo taglia e cuci e poi quell’unica citazione che c’è delle mie rime.. (“non mi fermo a pensare quanto è comodo paragonarmi a Common perché non copio ne i Colle ne i Dogo e ho stile personale che non sapete a chi cazzo assimilare”) è vecchia, ormai appartiene al passato. Comunque sono contento che ci sia una bella pagina su di me, però la foto la potrebbero cambiare! (ride)

Deiv:Continuano ancora a paragonarti a Common?

Ghemon:No, per fortuna no.La gente ha rilevato una mia identità. All’inizio certo non posso negare che non sia stato un trampolino di lancio.. poi sai fa parte della cosa.. come quando vedono un calciatore giovane e tentano sempre di paragonarla a qualcun altro..

Deiv:Ancora su Wikipedia. La pagina dice che ti sei avvicinato all’hip hop grazie al writing. Confermi?

Ghemon:Di pari passo sia rap che wrtiting. Ho ritrovato cose che ho scritto nel ’94 e me ne vanto. E ti spiego perchè: adesso, al giorno d’oggi è facile saperne di hiphop, all’epoca non so quanti ragazzini a quell’età (terza media) stessero già scrivendo le loro prime rime..

Deiv:A questo proposito: qual è la prima cosa rap che ricordi?

Ghemon:Qualche tag a giro per Avellino, erano di “Polo”, prima che fondasse la Ktm, sarà stato il ’94. Poi qualche pezzo a spray vicino alla mia scuola. Ricordo il mio socio Mobbi che ricopiava sui quaderni i pezzi che trovava in stazione per poi farmeli vedere.. ricordo qualche fanza come FS oppure Maccaroni.. per quanto riguarda il rap.. mi ricordo “Quando meno te lo aspetti” degli OTR ad “Un disco per l’estate”, poi ovviamente Jovanotti e gli Articolo.. la prima cose invece..diciamo.. consenziente (ride) che ho sentito è stata “Flavour in ya hear” di Craig Mack a Venerdìrappa..

Deiv:A proposito di radio: fai sempre il tuo programma? Come possiamo sentirti?

Ghemon:Si, continuo anche se settimana scorsa è andata in onda l’ultima puntata della stagione. Riprenderemo a settembre. Potete sentirmi ogni mercoledì dalle 22 alle 23 su www.supremeradio.it. Direi che come esperimento è andato strabene, c’è voluta molta passione per farlo, molta goliardia, un bel po’ di ironia. Ci siamo presi poco sul serio.

Ghemon

Deiv:Tu stai a Roma da un bel po’ ormai. Che ne pensi della scena capitolina?

Ghemon:Eh ormai sono nove anni. E’ una scena dai tratti molto autoreferenziali, cosa che non avviene in altre scene. La scena milanese, per dire, è molto più frammentata. Qui a Roma la cosa è molto più coesa, è un vanto ma anche un limite.

Deiv:Le pseudonimo di Gilmar come nasce invece?

Ghemon:Non ha una vera provenienza, stavo scherzando con un po’ di amici, ed è nato Gilmar e tanti altri personaggi assieme a lui, ognuno con la sua vita. Non è detto che Gilmar non diventi il nome definitivo, Ghemon ormai è un po’ troppo rap.

Deiv:Del progetto Blue nox che mi dici invece?

Ghemon:Siamo gente confusa, problematica. (ride). Stiamo portando avanti il sito (www.blue-nox.com) oltre ad i vari progetti solisti, tra dischi e video.. Poi volevo citare anche l’altra crew a cui appartengo, che è Unlimited Struggle, visto che c’è Schocca qui che mi sta facendo dei brutti gesti..quindi anche qui ci saranno lavori nuovi per Schocca, per Mista, ecc ecc. Continuate a seguirci. C’è pure il disco nuovo di Stokka e Madbuddy che è pronto da 15 anni! (ride) Io l’ho sentito, è bellissimo!

Deiv:Puoi citare alcune delle tue influenze musicali?

Ghemon:Oddio tantissime. Pino Daniele, Elio e le storie tese, Donny Hathaway, Marvin, Stevie, Jill Scott, Pharoahe Monch, Blackstar, Little Brother ecc ecc..

Deiv:Ok grazie del tuo tempo.

Ghemon:Grazie a voi.” E complimenti per il bel lavoro che state facendo!

“Le foto sono (dall’altro verso il basso): prima e terza di Giuseppe Larosa, seconda di Gloria Viggiani”