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STORIES

25 aprile, ma vi è morta la maestra di storia?



È matematico. Io il 25 aprile m’incazzo.

Funziona così: il 24 sera, carico per la ricorrenza del giorno successivo, condivido sui social qualche cosa legato all’antifascismo e alla libertà. Quest’anno, ad esempio è toccato a Odia gli indifferenti di DJ Fastcut con Principe e Kento, Piazzale Loreto sempre di Kento & The Voodoo Brothers ed a Storia di Gino di Murubutu. Me ne vengono in mente molte altre, ma queste sono state le prime e sono andato d’istinto.

Arrivano poche reazioni a questi post, ma non mi stupisco, molti dei miei contatti non masticano di Hip Hop e probabilmente non conoscono il contenuto dei brani che ho condiviso. Qualche pollice sù da amici hiphoppas appunto, un retweet di Kento (immancabile!) e niente più. Ma va bene così.

Stamattina mi alzo presto anche se non lavoro, e quindi mi dedico a lavoretti intorno casa che rimando da tempo. Non ho in programma commemorazioni o eventi legati alla Liberazione, ma il bello è questo: sono libero di scegliere cosa fare, e quindi pulisco il pavimento della terrazza con in testa due canzoni, Rigurgito Antifascista dei 99 PosseYo Bella Ciao di Zatarra. Nel pomeriggio mi scatta la valvola e dipingo sul muro della terrazza. Mia figlia non si fa sfuggire l’occasione e spunta un cuore viola accanto alla porta d’ingresso.

In casa si parla della Liberazione, un po’ per “santificare” la giornata ed un po’ per lanciare il seme su quel terreno fertile che è la mente di nostra figlia, che non risparmia domande.

Una giornata perfetta, dove abbiamo fatto quello che ci piace.

Poi, stasera, apro facebook. Dalle mie parti, quando uno s’incazza a bestia da un momento all’altro, si dice che gli è scappato il miccio. Ecco, io il miccio l’ho ancora a ritrovà.

Mi trovo a leggere post contro il 25 aprile, meme che deridono l’ANPI e altri post che trasudano odio gratuito. E quel che è peggio, è che questi pensieri vengono condivisi da gente “studiata”, che dovrebbe avere una visione più chiara della realtà attuale e passata. Ma vi è morta la maestra di storia?

Per farmi male, mi faccio un giro sui profili dei principali candidati alla presidenza del consiglio (a quasi due mesi dalle elezioni) e dei vari partiti di minoranza. E qui il miccio ormai è perso: a parte (l’ovvia, spero) commemorazione sventolata dai partiti di pseudo sinistra ed un pensiero molto soft del centro destra, c’è chi rivolta la frittata auspicando ad una nuova liberazione da invasori e ideali passati. E poi c’è chi oggi manifesta in ricordo dei martiri delle Foibe. E, ancor più triste, scopro che molti miei insospettabili contatti seguono e sostengono chi diffonde l’odio.

Di getto gli toglierei l'”amicizia”, ma non sono uno di quelli che pubblica stati tipo “oggi pulizia di contattiii! Kaffeeeé?”, quindi preferisco mantenerli, anche perché è gente che conosco di persona. Ed è sempre bene sapere quali sono gli ideali di chi abbiamo intorno.

Sempre di getto, scriverei un post di biasimo per chi rinnega la Liberazione, ma a che pro? L’unico modo per far leggere un post del genere è mettere un paio di tette in mostra, e le mie, nonostante la mia alta autostima, non sono molto fotogeniche.

Quindi ci scrivo qui, cari feisbukkettari, che almeno resta. Vi scrivo un elenco di pensieri miei che davo per scontati, ma che evidentemente non lo sono.

1) Oggi si celebra la festa della Liberazione. Se non sapete cos’è documentatevi, fortunatamente dopo il ventennio fascista i roghi di libri sono molto meno diffusi;

2) Ogni martire merita di essere ricordato e rispettato. Martire, appunto. È doveroso ricordare i martiri delle Foibe, è una triste pagina di storia (documentatevi anche su questo!), e mi fa piacere che oggi siate liberi di ricordarli, come facciamo anche nella Giornata del Ricordo. E perché non ricordare anche le operaie perite in fabbrica come l’8 marzo? Le vittime sul lavoro? Le vittime dell’Olocausto come nella giornata della memoria? Le donne protagoniste, loro malgrado, del fenomeno del femminicidio? I bambini di Chernobyl? I civili morti in Siria, le vittime dell’Isis, quei poveri cristi che aspettavano di prendere un treno alla stazione di Bologna prima dell’esplosione, quelli che si sono trovati sulla traiettoria di un proiettile esploso in una guerra di mafia? Tutti i martiri sono uguali, tutti sono degni di rispetto. Oggi come tutti i giorni. E, miei cari, se c’era Zio Benny col cazzo che manifestavate in ricordo di chissà chi.

3) Il fascismo esiste ancora, contrariamente a quanto si sente in giro. Ha altri nomi, ma è radicato fra di noi ed il suo motto è “il fascismo non esiste”. Proclama il rispetto della Costituzione (antifascista) in nome della difesa nazionale, è radicato negli ambienti più disparati, dalle tifoserie calcistiche ai salotti borghesi, e semina l’odio per raccogliere consensi fra le masse. Se avete dubbi vi dico questo: in un paese in cui esiste il reato di apologia di fascismo, a che pro una regione come la Toscana avrebbe dovuto pubblicare una norma che vieta il commercio di cimeli fascisti?

4) Non esiste un fascismo giusto, non è mai esistito e mai esisterà. È giusto che ci sia libertà di pensiero (e questa c’è ma non grazie a zio Benny!), ma è anche giusto che io combatta la tua idea se questa è fascista. Ma davvero, già alle elementari la studiano la storia, ma perché non ci arrivate?!?

5) Chiudere facebook e uscite di casa. Siete diplomati, laureati, avete fatto master, specializzazioni e chissà quanti e quali corsi di approfondimento, ma come caspita fate a seguire ideali del genere? Che poi condividere meme contro l’ANPI, post sulla terra piatta e annunci fake su WHATSAPP che diventerà a pagamento, ma che avete fatto in tutti questi anni di studio, oltre a togliere ossigeno ad esseri viventi più meritevoli di voi?

6) Documentatevi ma ragionate con la vostra testa, si tratta di fatti troppo recenti per poter trovare fonti obiettive. Di certo c’è solo una cosa: c’è una parte giusta ed una sbagliata, e se oggi potete scegliere di sbagliare lo dovete a quelli che avete deriso.

Ho scritto “fascisti” troppe volte, mi sta venendo l’orticaria. Se ora volete insultarmi, vi prego di essere più originali dell’ormai banale “zecca rossa”, please!

Onore a tutti i martiri, di qualunque razza, sesso, religione e cittadinanza. E onore a chi ha combattuto per la nostra libertà!