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MARIO MONICELLI NE SAREBBE FIERO
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Avengers Infinity War – Cronaca di un trionfo



“Niente sarà più lo stesso”

Quante volte abbiamo letto, noi appassionati di fumetti, una frase simile nei disclaimer pubblicitari di un qualsiasi crossover cartaceo fra gli eroi del nostro cuore?

Un’infinità (pun intended) di volte, spesso a sproposito (Original Sin, sto parlando con te).

Beh da ieri sera questa frase è assolutamente stampata a fuoco nella mia mente di appassionato sia di cinema che di fumetti.

Con Infinity War i Marvel Studios sono riusciti a portare sullo schermo la VERA epicità di quelle storie a fumetti che ci hanno cullato ed emozionato sin da quando ci reggevamo a malapena sulle gambe.

Ieri sera -notte- ho ed abbiamo assistito al dipanarsi narrativo, racchiuso in due ore e mezza senza respiro, di 10 anni di storie interlacciate e interdipendenti.

Personaggi “larger than life” che hanno illuminato gli schermi cinematografici del mondo nell’ultima decade si sono infine ritrovati, quasi, tutti assieme ad affrontare una minaccia a lungo solo intuita, teaserata, suggerita.

Una minaccia che si è manifestata sullo schermo incarnata dal villain cinematografico più potente, interessante, sfaccettato ed inaspettatamente commovente che si sia mai visto dai tempi in cui un giovane Jedi nato su un pianeta sabbioso ha abbandonato la sua umanità per abbracciare l’oscurità interiore che aleggia in ognuno di noi.

Il Thanos di uno strepitoso Josh Brolin quell’oscurità non solo la accetta, ma la stravolge rendendola empatica, il suo piano non è mai, nemmeno per un secondo, sporcato dalla meschinità e dall’egoismo tipico della maggior parte dei cattivi visti al cinema da quando ai fratelli Lumière è venuta l’idea di proiettare un treno su un muro.

Avengers Infinity War è la storia di Thanos, raccontata dal punto di vista del Titano, col quale si entra da subito in sintonia ed in risonanza. Non si riesce, neanche per un secondo, ad odiare il gigante viola, ma anzi ci si commuove profondamente davanti alla complessità del suo animo tormentato e, ebbene sì, incredibilmente nobile, pur nella sua evidente follia.

Infinity War è la storia di una famiglia, di tante famiglie…di tutte le famiglie. Infinity War è la storia del cinema pop e del suo stravolgimento in atto ormai da 10 anni a questa parte, uno stravolgimento operato con coraggio ed umiltà da parte di gente che sa come lavorare e non ha minimamente paura di farlo.

Kevin Feige, i Russo, James Gunn, ci prendono per mano e ci accompagnano (prendendoci anche a schiaffoni sui denti) in un mondo che non sarà mai più lo stesso dopo questi 149 minuti e 9 secondi.

Anima, Realtà, Potere, Spazio, Tempo e Mente. Tutti questi concetti prendono vita sia visivamente che narrativamente in una serie di sequenze che sono già memorabili.

Una profonda conoscenza del cinema e dei suoi meccanismi più infinitesimali fa si che i Russo siano in grado di manifestare fisicamente la “scala dei valori” dei personaggi in gioco, questo accade senza preparazione e senza un minimo di vasellina narrativa sin dai primissimi minuti della pellicola e si protrae senza soluzione di continuità fino all’ultimo secondo (LETTERALMENTE, c’è un motivo se i Russo hanno specificato che il film dura due ore, ventinove minuti e NOVE SECONDI) di una storia talmente piena di sorprese folli e coraggiosissime che, non so se lo avete già notato, mette in seria difficoltà chi di questo film deve parlarne e desidera -ovviamente- rispettare il volere di Thanos facendo assoluto silenzio su tutto ciò che può essere considerato spoiler.

Andate al cinema, godetevi lo straordinario spettacolo messo in piedi da gente che sa mettere in piedi spettacoli senza paura di sporcarsi le mani.

Magari fra una settimana o due, quando la polvere e le macerie si saranno diradate, ci ritroveremo qui a parlarne più liberamente.

Io intanto vado a prenotare le prossime tre o quattro visioni.

VOTO: 10 (ulteriori anni di successi)