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MUSIC

Jazzanova



Tanta roba i Jazzanova.

Ricordo che mi innamorai all’istante del loro esordio “In between” uscito nel lontano 2002, che contava di perle come “L.o.v.e.” o “Mwela mwela”. Tra “In between” ed il seguito “Of all things” passano addirittura sei anni, un abisso musicale, ed il passaggio del tempo, e di etichetta, si fa sentire. Il disco non è brutto, anzi, ma suona completamente diverso rispetto all’esordio, decisamente più club oriented: qui infatti largo al songwriting ed all’easy listening con canzoni pastose, calde, e quel nome inconfondibile, Verve Records, a sigillare il tutto.

Preziose anche le collaborazioni, da Ben Westbeech a Phonte dei Little Brothers, passando per un grandissimo come Josè James.

Il dj set dei Jazzanova è atteso per questo venerdì, all’interno di Playblack, la nuova rassegna dedicata a tutto lo spettro delle musica nera all’interno di Fabbrica Europa.

Questa volta la telefonata la faccio a Berlino, per intercettare Alex Barck, leader del collettivo Jazzanova (da cui è nato, appunto, il Sonar Kollektiv) intento a recuperare la figlia, di nove anni, dalla lezione di chitarra.

“Sai, ho sempre bisogno di nuovi musicisti” dice, scherzando, Barck, che si rivela simpatico e loquace.”

Deiv “Cosa combini in questi giorni?”
A. Barck “Sono perso in mille progetti, come sempre. Ho due programmi alla radio, entrambi su emittenti pubbliche, uno è Jazzanova Radio Show e uno è Collision Course. Passo sempre un po’ di roba old school. Due o tre settimane fa al massimo sono uscito con un disco, dal titolo “Alex & the grizzly” in compagnia del batterista tedesco Christian Prommer, quello di “Drumlesson”. Sempre per quel disco sto lavorando ad alcuni remix oltre al disco di remix dei Jazzanova. Ed il disco nuovo dei Jazzanova, che sarà pronto per quest’anno ed uscirà il prossimo. Lavoro anche, come dj, alla Berlin Fashion Week, una settimana di sfilate tipo quella che fanno da voi a Milano.”

Deiv “Il secondo disco suona molto diverso dal primo. Che ne pensi?”
A. Barck “Sono assolutamente d’accordo. Il primo disco era più pensato per il dancefloor, mentre il secondo lavoro era più un’occasione per noi per imparare ad usare uno studio. Ci siamo orientati molto di più sul songwriting, cercando di rendere tutto più interessante.”

Deiv “E il prossimo disco come suonerà?”
A. Barck “Stiamo cercando di fondere gli stili dei primi due dischi. Perchè abbiamo notato che, per quanto a noi piacesse molto anche il secondo lavoro, il pubblico apprezzava maggiormente le cose estratte dal primo, quelle più uptempo. Daremo, inoltre, molta importanza agli strumenti live e agli arrangiamenti.”

Deiv “Come mai è passato così tanto tempo tra In Between e Of all Things?”
A. Barck “Perchè abbiamo fatto molte altre cose. E poi siamo tutti dj, il Sonar Kollektiv appunto, ognuno ha le sue date. Oltre a quelle live come Jazzanova, conta che ne facciamo qualcosa come 120 l’anno. Quindi, secondo la mia opinione, non è passato così tanto tempo.”

Deiv “Come scegliete le voci da mettere sulle vostre produzioni?”
A. Barck “Sai, col fatto che siamo dj, siamo in contatto con moltissimi artisti. Nel nostro metodo di composizione, cerchiamo sempre prima di creare un pezzo strumentale che, come dire, stia in piedi da solo, senza il bisogno di una voce. Un pezzo strumentale che sia una foto, che dia un’immagine. Poi cerchiamo una voce da metterci sopra. Josè James per esempio l’ho scoperto tramite Gilles Peterson: ci piacciono gli artisti che siano disposti a sperimentare, a fare cose diverse, ad adattarsi ad altri ritmi. Siamo inoltre molto attenti ai dettagli nelle nostre produzioni, siamo molto meticolosi da questo punto di vista. Pensa che, io stesso, continuo ad ascoltare “Of all things” e a trovarci sempre cose nuove, che non avevo mai sentito. Sono dettagli, piccole informazioni subliminali. Manteniamo, in fase compositiva, tutti una mentalità da music lover. Perchè è importante che la musica risulti vera. Anche il pop può essere bello, se fatto bene, se si sente che è vero. E se la musica è vera non può essere complicata.”

Deiv “Dato che il vostro sound è così eterogeneo e così diverso tra il vostro primo ed il vostro secondo disco, che tipo di dj set dobbiamo aspettarci?”
A. Barck “Non lo so. Suono col laptop da due anni, dentro ci sono qualcosa come 10mila file musicali ed ogni volta faccio qualcosa di diverso. Suono molte cose con percussioni, tante cose brasiliane ma, ripeto, ogni volta è diverso. Cerco di comunicare con le persone ed ogni volta ho davanti a me un pubblico diverso. Quindi la musica cambia. Direi che la potremmo definire “una buona miscela di emozionante club music” (a good mixture of emotional club music).”

Deiv “Ok, ultima cosa. Qual è il remix, fatto su materiale dei Jazzanova, ti piace di più?”
A. Barck “Un tizio russo ha appena fatto un remix di un nostro pezzo che è una bomba. Il tizio in questione si chiama Byma Studitzky ed il suo remix uscirà su “Upside down” il prossimo lavoro di remix di cui ti accennavo prima.”

Ok, vi ricordo l’appuntamento allora:

Playblack per Fabbrica Europa, venerdì 27 maggio 2011

Dinamitri Jazz Folklore e Omara “Bombino” Moctar
Wax Tailor (la mia vecchia intervista al sarto del vinile potete leggerla qua)
Jazzanova
Voodoo Rebel