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NON ABBIAMO TROVATO UN CAZZO!!!
STYLE

Acqua griffata: Naturale, effervescente, carissima



“Bulgari” è il soprannome che mio babbo ha dato al suo ortolano di fiducia. Non perché quello sia un appassionato della nota casa del lusso, né tanto meno per qualche parentela con i fondatori, ma piuttosto perchè quando uno va a comprare frutta e verdura da lui spende quanto se andasse a comprare gioielli nella nota boutique.

Ora, fino a poche settimane fa, battute scherzose a parte, Bulgari e l’alimentazione non avevano nulla in comune. Ma per festeggiare i 125 anni della sua attività, la celeberrima maison della gioielleria ha annuciato una “dorata” collaborazione con la San Pellegrino, e i due brand hanno presentato un’edizione speciale dell’altrettanto famosa bottiglia da 75 centilitri in vetro color verde, con grafica per etichette e tappo dedicati.

Il risultato è un’estetica a mezzo tra lusso e pacchiano: fondo oro, con una tempesta di pietre preziose a fare da contorno, e la tradizionale stella rossa al centro dell’etichetta principale. Il gusto – e intendo quello provato dal palato – per fortuna è rimasto lo stesso di sempre, a parer mio quello di una buona acqua frizzante italiana, che conserva tutte le qualità dell’imbottigliamento vitreo, capace di sposarsi con ogni tipo di pietanza, e ottima anche bevuta semplicemente da sola.

Quello che invece mi da un po’ da pensare è come alcuni rivenditori marcino su questa collaborazione, proponendo l’acqua, che dovrebbe essere la fonte di vita primaria, come un bene di lusso. A Parigi, da Colette, la San Pellegrino-Bulgari viene venduta per 6,20 euro (online store) più spese di spedizione. A Milano ho visto foto di alcuni posti dove veniva venduta dal frigo, quindi senza alcun tipo di servizio di ristorazione, all’esorbitante cifra di 10 euro.

A mio babbo, che ha un ristorante in provincia di Firenze, gliene sono arrivate più o meno una ventina di casse di queste bottiglie “chic”. E lui continua a proporle allo stesso prezzo di tutte le altre, quelle con etichetta celeste senza collaborazione: un euro e cinquanta servita al tavolo.

Il mercato è giusto che sia libero, e ognuno può spendere i propri soldi come meglio crede, su questo sono pienamente d’accordo. Ma la domanda sorge quasi spontanea: come si può evitare che si crei questo incredibile “hype” anche su una bottiglia d’acqua? Perchè pagare fino a sette volte il valore (più o meno effettivo) di un prodotto nato con scopo totalmente diverso?

L’acqua San Pellegrino è sicuramente tra quelle più alla moda nel circuito internazionale delle star e dell’alta ristorazione, ma a volte i trend prendono strade malsane. Tutti talvolta ci lamentiamo di quanto la moda porti all’estremo il prezzo e il valore percepito di un prodotto, solo perchè ci viene stampato sopra un nome piuttosto che un altro. Eppure sta’ forse anche al consumatore saper gestire un po’ la questione, scegliendo con più cura cosa acquistare, e a quale prezzo, e che cosa invece è velleitario. Sete?