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MUSIC

Mendosa: Mc sospeso tra rap golden age e ritmiche in levare



Tra i dischi che sono arrivati ultimamente in redazione, ho particolarmente apprezzato quello di Mendosa Man realizzato in collaborazione con Yeasound. Il lavoro “Parole e fatti” è frutto di un bel binomio tra rap golden age e ritmiche in levare, un’ associazione musicale a delinquere che funziona, senza forzature o sbavature.

Il consiglio è quello di recuperare una copia del disco e, nel frattempo, di leggervi questa intervista.

Presentati ai lettori di Goldworld che non ti conoscono. Chi sei? Qual’è nel tuo background? Come ti avvicini all’hip hop? Cosa hai fatto prima di “Parole e fatti”? Chi erano le tue influenze?
Ciao a tutti gli amici di Goldworld. Qui Mendosa, 37 anni, nato a Bari, ma milanese d’adozione. La mia avventura col rap inizia nel ’93, influenzato principalmente da Public Enemy, Wu-Tang Clan, M.O.P., Mobb Deep e Das EFX. Ma l’album che ha acceso definitivamente la miccia è stato “Doggystyle” di Snoop. Le prime rime sono arrivate insieme alla mia prima crew Animali del Falò, scioltasi con la fine degli anni ’90 dopo numerose jam e serate trascorse in cantina a fare freestyle sui Technics.

In seguito ho intrapreso alcuni viaggi per arricchire il mio bagaglio, abbandonando temporaneamente la scena per poi ritornare con molte più cose da raccontare in rima. L’esperienza più significativa che ha fatto sì che mi rimettessi all’opera è stato il soggiorno a Manhattan, ospite nello studio di Doug E. Fresh. È nato così il mio primo mixtape “Angeli&Diavoli”, un lavoro sperimentale destinato a una cerchia ristretta. La successiva conoscenza di Naghe (Emarcinati) ha condotto alla realizzazione di “Senso di Presagio”, distribuito da Vibra Records e prodotto da Mirghe e Rastee. L’album ha ricevuto elogi e buone recensioni da tutti gli addetti ai lavori. Infine, la mia voglia di sperimentare ha dato vita a un altro mixtape, “Warararei”, composto in collaborazione con Yeasound su riddim reggae e dancehall.

Puoi introdurci a Yeasound? Come nasce la vostra collaborazione?
Yeasound è una crew di deejay appartenenti alla scena reggae milanese nonché tecnici del suono ed ex writer attivi dai primi anni ’90, quindi già all’epoca parte della scena hip hop (erano nei Penetra Posse). Dopo l’apertura dello Yea studio i ragazzi hanno iniziato a sfornare le prime produzioni reggae ma dopo essere stati completamente fuorviati da me e dalla mia predilezione per i boom bap classici, i suoni si sono trasformati in beat rap con tendenze in levare. Inoltre, grazie alla collaborazione di Matteo Merighi, Fabio D’Urso e Paolo Martina, Musicisti con M maiuscola, abbiamo reso il tutto musicalmente più raffinato e ricercato. Ed eccoci così a “Parole & Fatti”…

Mi è piaciuto molto lo stile del disco, che vive in bilico tra reggae ed hip hop in modo naturale e non forzato. Personalmente credo sia il pregio maggiore di tutto l’album. Quindi nel tuo passato non c’è solo hip hop giusto?
Innanzitutto ti ringrazio per questo complimento. Tra le mie influenze musicali che in parte già citavo nella prima risposta in realtà figurano anche artisti come Krs One, Mad Lion, Raggasonic, Busta Rhymes… insomma tutta gente che si distingueva negli anni ’80/’90 per le metriche molto vicine al ragga. Non a caso, ai tempi di Animali del Falò, di cui faceva parte anche Babaman, i ritornelli suonavano già roots. L’incontro con Yeasound mi ha permesso di poter sperimentare metriche e liriche più elastiche rispetto ai canoni classici del rap ma soprattutto questo incontro ha risvegliato quelle vybz positive che solo un’amicizia di lunga data può dare. Ciò nonostante la mia cultura rimane 100% hip hop ma senza paraocchi.

I beat sono quasi tutti a nome Yeasound. Chi sono gli altri producer del disco?
La seconda traccia dell’album, “Dimmi come vivi”, è stata prodotta da SpeakEasy, un dj della scena milanese. La tredicesima invece, “Mi consenta”, col featuring di Bubu è stata prodotta da Rastee, con cui avevo già collaborato nella realizzazione di “Senso di Presagio”, sempre il mio album in coppia con Naghe uscito nel 2009. Il resto è proprio tutto opera di YeaSound che non a caso firma il disco con me.

Direi che tra i tuoi ascolti c’è sicuramente “SxM” dei Sangue Misto. Confermi?
Confermo e l’accendiamo col fire! I Sangue Misto stanno al mio rap come Mina sta alla musica italiana e chi ha vissuto quell’epoca sa di cosa parlo. Album così non se ne vedranno mai più ed è grazie a loro che siamo qui a parlare di tutto questo. Ancora oggi trovo innovativi quei sample, quelle ritmiche e quei flow. Ricordo anche le jam e gli open mic vissuti in Pergola con loro, i Radical Stuff e Otr, e quei pochi spettatori che infiammavano il posto. Che dire di più? Nel nome dei Sangue Misto… Amen.

Mi è piaciuto molto il pezzo “Ti spammo”. Qual è il tuo rapporto con internet? Credi che la rete abbia avuto un’influenza più negativa o più positiva sulla scena hip hop?
Ti ringrazio di nuovo! Tra l’altro, come già sai, da poco è uscito anche il video di “Ti spammo” e invito a vederlo. Io e internet abbiamo iniziato a frequentarci da pochi anni ma sono convinto sia un buon canale per diffondere la propria musica. Personalmente l’avvento di internet ha avuto un’influenza positiva su di me proprio perché mi permette di diffondere i miei pensieri in rima. A dirla tutta il pregio del web penso sia allo stesso tempo anche il suo peggior difetto: non ci sono regole e spesso i passi fondamentali che permettono a un artista di crescere vengono saltati e sostituiti da bombardamenti spammatici che portano Mc di dubbio talento alla ribalta.

La collaborazione di prestigio con General Levy, invece, come nasce?
La nostra collaborazione nasce proprio nello studio della Yea, che stava ospitando General Levy per una dub session. Dopo aver ascoltato alcune nostre produzioni, il desiderio di collaborazione è nato in modo spontaneo. Il risultato è “Music”, settima traccia dell’album, che racchiude appieno il nostro concetto di ragga-hip hop e rispecchia bene la fusione tra Mendosa e Yeasound.