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L’informazione che ci piace: L’incredibile ascesa di Zoro



Da Pisapia a Bersani, dallo spread a Lavitola, dai referendum allo sciopero generale CGIL, dall’Europride alla Grecia, dai riot di Manchester agli indignati, dagli scontri di Piazza San Giovanni alle dimissioni di Berlusconi, fino all’arrivo del tecnico Monti. Altro che “Ballarò” o “Servizio Pubblico”, ore di trasmissioni inutili… Basta qualche minuto di Zoro per avere un’idea di cosa sta succedendo in questo momento in Italia.

Vediamo chi è Diego Bianchi in arte Zoro: comincia a fare video e li mette online su YouTube, prima sul Grande Fratello e poi sulla politica. Nasce cosi la serie “Tolleranza Zoro”, i cui video, dal 2008, sono andati in onda, più o meno ogni settimana, all’interno del programma “Parla con me” su Rai Tre. Ha scritto per Il Riformista (“La Posta di Zoro”), ha curato un blog sul sito di La7 (“La7 di 7oro”), attualmente firma per il Venerdì di Repubblica la rubrica “Il sogno di Zoro”.

In un esilarante monologo, Zoro interpreta due o più personaggi che discutono, con un’accento sfrontatamente romano della situazione politica del paese. Il monologo ci racconta in maniera molto chiara e immediata quello che ci circonda, ovvero quelle stesse cose che i giornali tendono invece a descrivere con un gergo difficile e noioso per noi giovani.

Forse i giornali preferiscono parlare ad un elite, perchè, come dicevano gli antichi romani, alla plebe è meglio dare solo “Panem et circenses”, pane e divertimento, cosi non si lamenta. Ovvero meno la massa capisce cosa sta succedendo e meno c’è la possibilità che scenda nelle piazze a lametarsi. Ovvero diamo alla gente notizie più o meno confuse e incomprensibili, ma poi gli sbattiamo il Grande Fratello in diretta, e quella assopisce.

Sicuramente Diego Bianchi è l’esempio più concreto di come la nuova generazione dei giovani utilizza invece i nuovi media, come YouTube, per fare informazione alternativa, e nei casi migliori per crearsi anche un piccolo business, passando dall’underground alle tv nazionali con una rubrica personale. Uno spunto di riflessione che ci strappa anche un sorriso. È questa l’informazione che ci piace!