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Veltro e la nuova scena Hip Hop pratese



Fine dicembre 2023, sono annoiato, scrollo i reel di Instagram come un vero boomer, quando mi appare un video rap girato in Chinatown a Prato: Giovane Veltro – Made in China Freestyle. Produzioni fresche, rime ancora di più e una descrizione del quartiere che neanche Report su Rai Tre.

Il pezzo è la cosa più fresca e originale sentita negli ultimi anni dalla mia città.

Avevo già visto un altro rapper che mi ricordava molto Old Dirty Bastard (che poi ho scoperto che si chiama PAX); insomma qualcosa si muove di nuovo nella scena pratese e decido di contattare Velcro per conoscere meglio la nuova scena Hip Hop della mia città.

Ho visto un po’ di vostri video sui social e secondo me siete la nuova scena rap (Hip Hop?) pratese… Che ne pensi? Presentati, avete una crew? Chi cazzo siete?

Io (Veltro) e Simone (Röen), classe 2003, siamo due giovani rapper di Prato.

Ormai scriviamo e pubblichiamo praticamente da tre/quattro anni, ma ci siamo messi insieme solo da un annetto. Abbiamo pubblicato vari pezzi in coppia come “Bocca di Rosa Rmx”, “Birra e Ganja”, “Decisioni” e “Smistamento Panette”, pur sempre continuando a condividere anche pezzi in singolo, in particolare freestyle.

Ora come ora stiamo finalmente concludendo il nostro primo album, che vertirà principalmente proprio sulla nostra città, ma questa è un altra cosa.

In generale ti dico che stiamo dando il tutto per tutto per connettere la gioventù underground pratese (sia per quanto riguarda rapper, produttori, writer e in piccola parte skater) e ci stiamo abbastanza riuscendo, stiamo legando anche molto con ragazzi di Firenze e altre città toscane.

Diciamo che la situazione in Toscana, come a Prato, sembra in movimento, si sta ricreando in qualche modo un vero e proprio gruppo. 

Io e Simone non abbiamo una vera e propria crew, ma con i ragazzi con cui ci ritroviamo a fare freestyle e “altre cose birichine” ci piace definirci “Squali martello” / “Giovani squali”, ma questo alla fine è solo un termine generico per evidenziare la mentalità da cui tutti noi ragazzi che portiamo avanti in qualche modo questa cultura siamo accomunati.

Voglio sottolineare che il gruppo di persone con cui ci ritroviamo è di un numero abbastanza cospicuo, e come ci sono individui in singolo/ in coppia (come me e Simone), ci sono anche ragazzi che vengono da altre crew, anche perché ognuno ha la sua specialità come detto prima, chi fa beat, chi rappa, chi dipinge, chi va sullo skate, ecc.

Per quanto riguarda la scena pratese più “vecchia” noi ci siamo sempre pompati in cuffia la Dvlhs (in particolare Gab, membro della Dvlhs, che ha fatto pezzi come “0574”, “3 x 22” e numerosi altri).

Di produttori pratesi con cui abbiamo rapporti e che ci piacciono molto c’è primo tra tutti Lester Nowhere (che ha prodotto Grinta, altro abilissimo rapper pratese, e anche rapper del calibro di Gianni Bismark e i ragazzi della Love Gang facendo delle basi assurde, a Prato gli è stata data secondo me troppa poca rilevanza), e a seguire Logic e Ghaze.

Per quanto riguarda le nuove leve di rapper noi siamo grandissimi amici di Pax0574 che porta avanti, ormai da parecchio tempo, circa dieci anni, un genere super particolare (una sorta di rap metal davvero super figo e violento, reso incredibile soprattutto dalla sua voce).

Siamo poi anche amici di ragazzi più giovani di noi che hanno creato una loro vera e propria crew, i Pigboys, all’interno della quale vi sono produttori come Mystic, writer e skater come Matteo Bonanno.

Abbiamo anche stretto un vero e proprio rapporto con vari ragazzi di Firenze, in particolare Toni Mannaja e il Circolo Vizioso Crew, gruppo Hip Hop underground, all’interno della quale vi è Mire , che ci ha appoggiato fin dal principio, dandoci consigli e ispirazione.

A Prato ci sono poi anche numerosi altri ragazzi che stanno spingendo e facendo tanta musica, tutta gente super in gamba, stiamo facendo gruppone.

Non ti faccio altri nomi sennò è un macello, questi che ti ho fatto comunque sono secondo me sufficienti a descrivere quella che è al momento la situazione a Prato e dintorni.

Abbiamo poi tantissimi amici writer che spingono molto come la Z16 di Alter che fa girare il nome sui convogli italiani e esteri, Wild Sowet che partecipa a varie jam internazionali e Kote, altro grande writer attivo pratese.

In che quartiere vivi? San Paolo? Mi descrivi la vita nella tua zona?

Io non sono di San Paolo, il fatto è che San Paolo/ Chinatown è sicuramente la zona che bazzichiamo di più in assoluto, proprio perché c’è lo skatepark, e lì ci ritroviamo almeno 3/4 volte a settimana, i più piccoli anche di più, che hanno meno impegni di noi.

Io in realtà vivo in centro, letteralmente al confine con il Serraglio, ma vivo in centro.

E non mi lamento assolutamente di nulla, la mia vita è apposto, i miei genitori mi hanno sempre dato da mangiare, non vivo in una situazione di pericolo.

Il fatto è che nelle canzoni descrivo esattamente quello che vedo, da Chinatown noi ci passiamo tutti i giorni per farti capire, quel pezzo non è mica un pezzo scritto così per fare.

Ok, e che ne pensi di Chinatown per l’appunto ?

Io credo sia un quartiere veramente interessante, che i pratesi dovrebbero riscoprire un po’. Ci sono stato ultimamente e mi sembra anche leggermente migliorato, più pulito. I pratesi trovano cool mangiare da Ravioli Liu, ti fa strano anche a te?

La prima cosa che sicuramente va detta è che effettivamente il Comune, sta cercando in ogni modo di portare delle iniziative per includere maggiormente i ragazzi cinesi, e i cinesi in generale, però queste iniziative non hanno avuto troppo successo (ad esempio la media library, o altre).

Sicuramente il quartiere è più pulito rispetto a prima, però capita spesso di imbattersi in montagne di rifiuti, ed è anche aumentato il numero di cinesi che sanno l’italiano.

Probabilmente il problema vero e proprio di Chinatown è che c’è una convivenza “condominiale” sul territorio tra italiani e cinesi, ma non c’è una vera e propria interazione. Le due parti non dialogano molto, questo avviene solo in determinati luoghi, come in Ravioli Liu, lo skatepark e pochi altri. Questo perché i cinesi hanno una cultura molto diversa da noi.

È chiaro poi che all’italiano piaccia andare a mangiare nel posto “particolare”, però trovami un italiano che gira Chinatown con i cinesi. Noi abbiamo vari amici allo skatepark, ci parliamo a volte, ci “giochiamo” anche, però questa divisione c’è e si vede.

Esempio, anche quando abbiamo girato il video, non si vede un italiano a parte me, perché se giri a Chinatown il 75% della popolazione è cinese. In più i cinesi (in particolare quelli più ricchi) sono soggetti a svariati furti, da parte di italiani, marocchini, nigeriani.

Questo fattore non aiuta affatto l’interazione e anzi la insterilisce. Proprio perché li rende più diffidenti nei nostri confronti.

In ultimo poi c’è da dire, che c’è un grandissimo sfruttamento (a volte per via dei cinesi più ricchi, altre per via degli italiani che sfruttano questa manodopera a basso costo). Alcuni cinesi lavorano un sacco di ore all’interno di ditte per poi accontentarsi di stipendi minimi. Avendo stipendi piuttosto bassi la conseguenza è che sono anche poi costretti a vivere in condizioni dure, in case minuscole insieme alle loro famiglie.

A me piace la visione che hai fatto di Chinatown, è molto street. Mi ricorda molto la narrazione di rapper come Nas che fa di NYC o di Common per Chicago. Però i cinesi che mangiano i gatti è una battuta vero, eh eh?

La barra sui cinesi che mangiano i gatti e che mangiano i cani come hot dog sono false, in Italia i cinesi non lo fanno!

Queste due barre sono utilizzate per attaccare l’ignoranza degli italiani, e in più è un’iperbole: vorrei vedere voi come fareste senza soldi!

Come fareste ad arrangiarvi, a sopravvivere in situazioni così difficili.

Capito. Cosa ascolti e quali sono i tuoi riferimenti musicali? (Che possono essere anche due cose completamente differenti!).

Ascolto Fabri Fibra, Achille Lauro, Gué, Marracash, Noyz e i pezzi vecchi di Inoki e altri “mostri sacri”, poi un grossissimo numero di emergenti tipo Toni 2milli e 18k.

Come riferimento musicale ti direi Fibra, Quentin40 e Articolo 31.

Mi rendo conto sia un difetto, però io ascolto davvero tantissimo rap italiano, su quello in inglese sto iniziando a concentrarmici ora.

E forse ti direi pure Kid Yugi, nonostante sia “entrato nella scena” da poco e l’Elfo, che dimostrano rispettivamente che se vuoi puoi riuscire a portare in alto il posto in cui sei cresciuto.

Dovessi scrivere una o due barre in una bottiglia?

La barra che ti dico in risposta alla tua domanda è questa: “Sta per arrivare il giorno opportuno, il giorno in cui i miei amici saranno raccontati da qualcuno” / oppure / “canto dei miei amici come i testimoni, portatori di un messaggio come ambasciatori”.

Un’ultima domanda, penso che la generazione dai 16 ai 25 anni sia in questo paese la meno e peggio raccontata. C’è una cosa che vorresti dire, a chiare lettere? In freestyle appunto.

La generazione dai 16 ai 25 anni, sta iniziando a emergere ora. Quindi in fondo determinati artisti stanno riuscendo di fatto “a entrare nella scena” e di conseguenza a raccontare.

Secondo me il vero e proprio problema è che è la Toscana che non riesce a raccontare i suoi giovani, o insomma a farli raccontare.

Penso che una delle soluzioni a questo problema, sia principalmente creare sempre più veri e propri legami tra artisti, e di conseguenza tra città, il cosiddetto “supporto”.

In poche parole servirebbe secondo me creare un vero gruppo, una vera connessione.

Poi sicuramente, appellandomi ai locali, dico che dovrebbero dare più possibilità, vista anche l’influenza che hanno (e il guadagno che ne traggono).

C’è grande difficoltà a trovare posti che permettono di fare live, e ancora di più se si cerca una retribuzione!

Su questo argomento ci sarebbero anche troppe cose da dire, ma mi sembra di aver detto quelle che per me sono da urlare.