Margherita Landi

TREMENDA PRESENZA (2023)

A un secolo dalle Elegie Duinesi, completate e pubblicate nel 1923, un’omaggio a Rainer Maria Rilke e all’invisibile.

“L!angelo delle Elegie è quella creatura in cui la metamorfosi del visibile in invisibile, che noi operiamo, compare già compiuta… L!angelo delle Elegie è quell!essere che è garante del fatto di riconoscere nell!invisibile un superiore rango della realtà. Per questo è tremendo per noi, perché noi, coloro che amano e trasformano, siamo ancora legati al visibile. Tutti i mondi dell!universo precipitano nell!invisibile, nella realtà più profonda che abbiamo accanto”. Scrisse Rilke nella lettera a Witold von Hulewicz, del 13 novembre 1925.

Il visore di Realtà virtuale diventa in questo caso la soglia tra visibile e invisibile.
L’invisibile diventa presenza concreta, che fornisce il materiale e il significato alla performance.

Margherita Landi ha sviluppato un’approccio al corpo che passa dal visore VR, per metterla in diretta comunicazione con i performer che volta volta coinvolge nel processo attraverso il sistema del “Landi’s Cube”. Attraverso la Mixed Reality Landi ha costruito un linguaggio visivo che offre la possibilità di dirigere la performance in tempo reale, senza limitare la libertà creativa dei performer, costruendo così un dialogo che avviene in scena in tempo reale nel quale anche il software ha esso stesso voce in capitolo generando elementi casuali. Una pratica discorsiva a tre tra coreografa, performer e apparato, in cui non vi è gerarchia ma collaborazione.

Il visore diventa così parte del processo generando intra-azioni più che inter-azioni come direbbe Karen Barad, ma soprattutto generando significati diversi, l’invisibile si “materializza” (“come to matter”) nello spettacolo dando “importanza” (“come to matter”) ad aspetti e significati sempre nuovi.

TREMENDA PRESENZA (2023)

A un secolo dalle Elegie Duinesi, completate e pubblicate nel 1923, un’omaggio a Rainer Maria Rilke e all’invisibile.

“L!angelo delle Elegie è quella creatura in cui la metamorfosi del visibile in invisibile, che noi operiamo, compare già compiuta… L!angelo delle Elegie è quell!essere che è garante del fatto di riconoscere nell!invisibile un superiore rango della realtà. Per questo è tremendo per noi, perché noi, coloro che amano e trasformano, siamo ancora legati al visibile. Tutti i mondi dell!universo precipitano nell!invisibile, nella realtà più profonda che abbiamo accanto”. Scrisse Rilke nella lettera a Witold von Hulewicz, del 13 novembre 1925.

Il visore di Realtà virtuale diventa in questo caso la soglia tra visibile e invisibile.
L’invisibile diventa presenza concreta, che fornisce il materiale e il significato alla performance.

Margherita Landi ha sviluppato un’approccio al corpo che passa dal visore VR, per metterla in diretta comunicazione con i performer che volta volta coinvolge nel processo attraverso il sistema del “Landi’s Cube”. Attraverso la Mixed Reality Landi ha costruito un linguaggio visivo che offre la possibilità di dirigere la performance in tempo reale, senza limitare la libertà creativa dei performer, costruendo così un dialogo che avviene in scena in tempo reale nel quale anche il software ha esso stesso voce in capitolo generando elementi casuali. Una pratica discorsiva a tre tra coreografa, performer e apparato, in cui non vi è gerarchia ma collaborazione.

Il visore diventa così parte del processo generando intra-azioni più che inter-azioni come direbbe Karen Barad, ma soprattutto generando significati diversi, l’invisibile si “materializza” (“come to matter”) nello spettacolo dando “importanza” (“come to matter”) ad aspetti e significati sempre nuovi.

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