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La malinconica tenerezza e la magica serenità di Joe Sorren



Immagino che non avrete occasione di recarvi alla mostra che Joe Sorren ha recentemente inaugurato presso la galleria La Luz De Jesus di Los Angeles. E che magari vi siete persi anche la sua straordinaria personale, ospitata a Roma, lo scorso Ottobre, dalla Dorothy Circus Gallery. Ciò che però non potete permettervi è di non conoscere questo artista fenomenale, proveniente dall’Arizona e ormai affermatosi a livello internazionale, grazie ad uno stile evanescente e sognante che lo rende unico ed inimitabile.

Joe Sorren è uno dei leader indiscussi del Pop Surrealism californiano. Le figure del suo universo creativo sono caratterizzate da un onnipresente dolcezza di fondo, come se si trattasse di personaggi fantastici, appartenenti a mondi fatati, dove il colore e la morbidezza delle forme regnano sovrani. Le sue pennellate sono spesse, pazienti e fluide, tanto che l’effetto di senso trasmesso è al contempo una malinconica tenerezza e una magica serenità. Le immagini che predilige sono quelle di giovani fanciulli e fanciulle colti in attimi di icastica bellezza. I loro piccoli occhi si perdono in visi dalle fattezze tutt’altro che realistiche e proporzionate. Ogni composizione ha un suo “eroe”, con una sua vicenda esistenziale, nella quale lo spettatore deve cogliere il proprio significato personale.

Il fascino dei quadri di Joe (che non è soltanto pittore, bensì anche autore di sculture, insieme a Jud Burgeron) ha qualcosa di eterno e aulico, un risultato che nasce principalmente dal dirompente spirito vitale che anima la sua personalità. A differenza della stragrande maggioranza degli pittori moderni, Joe non usa in nessuna fase della creazione l’ausilio del computer, né è solito fare sketch prima di dipingere ad olio sulla tela, preferendo un processo narrativo che scaturisce dall’immediatezza e dall’autenticità. Appassionato di skate (è stato anche direttore artistico di Transworld Snowboarding Magazine), Joe vive inoltre un amore sincero per la natura, evidente in ogni suo paesaggio e in ogni animale che ritrae con la stessa grazia e sottigliezza con cui tratta i suoi personaggi umani.

La sua ultima mostra prende il nome da una brano dei grandi Fab4, di cui è un fervente appassionato, “When the rain comes”, ed è un riferimento emblematico al suo lavoro. Negli ultimi suoi quadri è infatti evidente una tensione particolare verso la luce, verso il rischiararsi delle cose dopo la pioggia e i momenti bui dell’esistenza, in un iter catartico verso la gioia di vivere.

In passato Joe ha collaborato con riviste come il New Yorker, Time, Rolling Stone, ed è autore di un gigantesco e incredibile murale (40 metri per 30 dipinti in 11 mesi) a Flagstaff, in Arizona, dove ha trascorso gran parte della sua esistenza. La sua prossima grande mostra si terrà a Dicembre, presso la Jonathan Levine Gallery di New York, ma se nel frattanto il suo incantesimo vi ha conquistato potete iniziare a seguirlo attraverso suo blog.

Per saperne di più…
Il sito di Joe Sorren: http://joesorren.com