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Mattatrice della satira su video, Sora Cesira ha scritto un libro!



Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare della Sora Cesira. I suoi video sono ormai garanzia di risate genuine spacciate su qualunque tipo di canale: dagli immancabili social network, tipo Facebook, a siti più istituzionalizzati, come Repubblica.it o il portale del Fatto Quotidiano. Io, personalmente, sono venuto a conoscenza della “Sora”, come molti di voi immagino, col video “The Arcore’s nights” (che combins Nico Ghedins?) dove, sulle celebri note di “Summertime” di Grease, la nostra Cesira preferita ripercorreva le gesta amorose del nostro ex Presidente del Consiglio.

Incontro la Sora Cesira alla Fnac di Firenze dove mi trovo per presentare il suo primo libro “Nel bene, nel male e nel così così”. Assieme a lei c’è Nazzareno, che completa il duo artistico, prestando la sua ugola per le parti maschili (sua la voce di Gigi D’alessio in “Per campare”, ad esempio).

Dopo l’incredibile “botto” mediatico, la Sora ha intrapreso una serie di collaborazioni importanti con Sky (la trasmissione di satira politica “Gli sgommati”), Rai3 (“Robinson”) e Mediaset (“Chiambretti Night”) oltre alla pubblicazione del già citato libro e ad una serie di concerti in giro per l’Italia (il prossimo, in ordine di tempo, la vede dal vivo questo venerdì 20 aprile a Roma al Muccassassina). Questo è un resoconto della nostra chiacchierata.

Comincerei dalla copertina del tuo libro. Un paio di mutande, col tricolore.
Un paio di mutande perché rappresentano la situazione corrente. Stese, perfette, col tricolore sopra.

C’è un commento, decisamente crudo, che tu fai del paese: “Penso che l’Italia sia un paese molto carino… e senza speranza.”
Lo penso ancora. Lo penso ancora perché l’Italia è carina, è una nazione bellissima, c’è un clima favoloso e gente simpatica. Però, purtroppo, è senza speranza. Alla luce dei fatti recenti, con tutti questi ladroni e corrotti, non credo che ci siano possibilità di migliorare le cose. Poi magari mi sbaglio, ma non credo.

Da dove cominceresti a cambiare le cose?
Dall’educazione delle persone. L’educazione proprio dei bambini. Quello che manca, è una generazione che possa crescere educata, anche da un punto di vista civico. Parlo proprio di educazione civica, con la mamma che insegna al figlio che non si fanno le porcate per strada, che bisogna mantenere una certa condotta, che è necessario iniziare a capire che bisogna votare, esercitare il proprio diritto di voto e quindi, la democrazia. Partirei da questo. Ma, non so perché, non lo vedo molto probabile.

All’interno del tuo libro troviamo un cd che contiene alcuni dei tuoi brani più celebri, ma non tutti.
Esatto. Io li avrei messi tutti ma alla fine ho messo solo quelli che, molto probabilmente, non mi porteranno in galera. Nel senso: se io mettevo “La fidanzata di Berlusconi” con Ornella Vanoni, la Vanoni mi faceva subito una citazione. Se metto Grease, che è un musical vecchio di 30 anni, credo di non rischiare nulla.

C’è anche un inedito, che è “U tormentone”.
“U tormentone” è il pezzo del mio nuovo personaggio che si chiama Maria Sfigada. Una cantante brasiliana alla quale hanno consigliato di andare a vivere nel nostro paese, con la promessa di una “svolta” sicura, data la nostra perenne ammirazione per tutto quello che proviene dal paese verde-oro. Le cose però, andranno diversamente.

Torniamo al tuo primo video: “We are the world for Polverini”.

Beh, abbiamo fatto quel video e l’abbiamo messo in rete. E’ stato poi condiviso tantissimo, centinaia di migliaia di visualizzazioni: è finito sul sito di Repubblica e del Corriere. Insomma, ha fatto il giro della rete con circa un milione di visualizzazioni. A quel punto, la Sora Cesira c’ha preso gusto ed ha cominciato a fare altri video. Abbiamo quindi ripercorso, in due anni coi nostri video (si riferisce anche a Nazzareno, appunto) la storia disgraziata d’Italia.

Prima parlavamo di “U tormentone”, e tu il tormentone in qualche modo l’hai avuto, e mi riferisco ovviamente a “The Arcore’s nights”. Vogliamo parlare della genesi di quel pezzo?

Avevo l’influenza. Mi era venuta l’idea di fare questo video, sulla storia di Berlusconi, delle signorinee del bunga bunga. Quindi chiamo Nazzareno dicendogli che volevo fare un pezzo sulla musica di “Summertime Nights”. L’abbiamo fatto ma non ero molto convinta. Pensavo: “Che palle ‘sta storia di Berlusconi”. Comunque sia, alla fine decido di metterlo online e qui succede una cosa stranissima. Perché questo video, dopo mezzora, un’ora, aveva già tante di quelle visualizzazioni che io non mi sarei mai immaginata. Ed è nato un vero e proprio tormentone, che ha fatto circa sei milioni di click in tutto il mondo.

Che effetto ti hanno fatto, questi sei milioni di click? E’ cambiata, in qualche modo, la tua vita?
Ero incredula. La vita mi è cambiata moltissimo, perché da allora sono passata da musicista parzialmente disoccupata a musicista parzialmente occupata. E’ nata la collaborazione con Sky per “Gli sgommati”, con Chiambretti per il suo show, con “Robinson” su Rai3, e quindi questa mia cosa dei video è diventata una bellissima consuetudine.

Te lo aspettavi, anche minimamente, tutto questo successo?
No, giuro!

E’ stato veicolato su molti canali. Io, per esempio, credo di averti “scoperta” sul sito del Fatto Quotidiano.
Era ovunque! Non ci potevo credere. Quindi la cosa di “The Arcore’s nights” ha continuato a crescere, e nel frattempo il nostro ex Presidente del Consiglio ci ha dato tantissime chicche. Un giorno ha detto una cosa bellissima sulla famiglia…

Ti senti un po’ orfana di Silvio?
No. A parte la politica, mi ha proprio stancata il fatto di fare le parodie su Silvio. Ormai lo chiamo Silvio. Un po’ ci manca, sì. Era l’amico di tutti, diceva delle cose carine, comunque ci teneva allegri. Però devo dire che rinuncio volentieri a questa allegria spontanea. Dopo “The Arcore’s nights”, e questa cosa sui gay, lui ha detto anche altre cose belle. Tipo, un giorno se ne è uscito che faceva i festini con queste signorine perché lui aveva una fidanzata (risate dal pubblico). Era vero! Tant’è vero che Ornella Vanoni, una berlusconiana “de fero”, ha fatto una canzone per spiegare che lui aveva una fidanzata, e per farlo ha usato un motivo di Ivano Fossati, che secondo me, se l’ascolta adesso, lui non è mica tanto contento… Praticamente la costruzione di un amore è diventata la distruzione di una canzone.

Volevo però dire anche un’altra cosa. Ovvero, che il gusto per la parodia, in realtà, preesisteva in me. Avevo già scritto in gioventù un pezzo che scrisse Sade. O meglio, diciamo che Sade ha fatto i soldi con una canzone che avevo scritto io, e che si chiamava “Sputa pe’ tera”. Lei l’ha chiamata “Smooth operator”.

Ti è arrivata la telefonata da qualche casa discografica?
No. Un po’ di tempo fa, poi, a “Robinson” su Rai3, ho fatto una cosa orribile, la parodia di Mary Poppins. Minimo la Disney adesso mi aspetta sotto casa. Ma finchè dura…

Musicalmente come ti sei formata? E’ evidente che hai un qualche tipo di background alle spalle.
Beh, io ho iniziato a suonare, come tutti i ragazzini, a scuola. Andavo in una scuola di suore e facevo finta di suonare la chitarra perché non ero capace. Per mia immensa sfortuna, la monaca che insegnava lettere sapeva suonare la chitarra. Io avevo questa chitarra bellissima e mi inventavo gli accordi. Un giorno la monaca, infame, mi si avvicina e mi dice: “Sai suonare?”. Ed io: “Perché?” “Perché tu non sai suonare, ti inventi gli accordi.” Brutta monacaccia! Mi chiese di fare un mi minore ed io non riuscii. Da lì iniziai a studiare la chitarra, poi il pianoforte, e quindi decisi di fare da grande la musicista. Ho provato ad iscrivermi all’Università. Ho fatto 12-13 facoltà, mi manca solo Agraria poi l’ho fatte tutte. Diciamo che la musica non porta grandi fortune, ci sono periodi di lunga disoccupazione. E poi un giorno, grazie alla Polverini, e grazie al mio amico Berlusca, son diventata la Sora Cesira, e fino a che la cosa dura… andiamo avanti.

Credi che la parabola politica di Berlusconi sia veramente esaurita? O prevedi un colpo di coda?
Non mi sembra il tipo da farsi da parte in questo modo. Quindi no, non credo. Credo che stia preparando un colpo di teatro, magari tornerà biondo coi capelli lunghi, tipo Sandy Marton.

Dopo il successo di “The Arcore’s nights” si conosce qualcosa della Sora Cesira ma poco o nulla della persona che c’è dietro. Come sei riuscita a difenderti dall’assalto di tanti miei colleghi?
Beh, assalto. Non ci allarghiamo. Mi difendo con un cappello. Che ho cominciato ad usare da quando fui invitata dal Trio Medusa. Ma io non volevo diventare un personaggio pubblico, che sennò poi, quando vado al mare, mi fotografano le chiappe. E io voglio andare al mare tranquilla. Quindi mi suggerirono di mascherarmi o di mettermi di spalle, ma non volevo sembrare un pentito di mafia. In un negozio di articoli da teatro ho trovato un grosso cappello e degli occhialoni, e da quel giorno la Sora Cesira si configura in questo modo. E’ una scelta: non amo essere un personaggio pubblico, preferisco essere una persona comune, poter continuare a coltivare i miei hobby orribili e non essere riconosciuta.

Ci sono almeno un paio di leggende metropolitane che circolano su di te in internet.
Ce ne sono almeno 6-7.

La più famosa ti vuole figlia di un celebre politico, Publio Fiori (democristiano vecchia maniera, iscritto alla P2, vicepresidente della Camera, Ministro dei Trasporti nel primo governo Berlusconi, tra le altre cose)…
Si, si, si…

La stessa leggenda poi parla di una tua apparizione a Sanremo con tanto di stecca…
Seeee. Con Romina Power!

Cosa c’è di vero in tutto questo?
Niente. Tutto falso. Però finchè si parla della Sora Cesira, bene, vuol dire che c’è curiosità. Magari mi fanno scrivere anche un secondo libro.

Come scegli le canzoni? Sei “fan” dei pezzi che scegli? O è più un discorso di metrica e musica?
In realtà scaturiscono sempre dall’attualità. Da colpi di fortuna a volte. Tipo la canzone che ho fatto per la neve a Roma… Alemanno si lasciò un po’ andare durante la nevicata romana: “Tranquilli, è solo pioggia!” Quindi Alemanno non c’ha fatto una grandissima figura e lì… è come a tennis, no? C’è la palla alta e la devi solo “smashare”. Ho pensato ad “Alejandro” di Lady Gaga che è presto diventata “Alemanno”…

E questo è quanto è successo anche con Berlusconi, quando se n’è andato e veramente m’è dispiaciuto tanto. La canzone era “Babooschka” di Kate Bush. Vedi, era già tutta lì, la canzone…

Tornando al tuo libro, so che sei una grande tifosa della Lazio.
Ebbene sì.

Che fa la Lazio quest’anno? C’arriva in Champions League?
Per scaramanzia non dico niente. Però la vedo un po’ “frenata”, nel senso che non abbiamo tanti giocatori e tanti ricambi.

Hai mai fatto un pezzo su Lotito? Lui mi pare un personaggio adatto.
Sai qual è il problema? La politica la puoi toccare tutte le volte che vuoi. Se a Roma tocchi il calcio… hai finito di campare. Io una volta ho fatto una parodia sulla Roma quando è uscita dall’Europa League… Non ho mai ricevuto così tanti insulti. Da una parte< chiaramente, "Brava, fico, grandissima!". Dall'altra, guardando i commenti, magari trovavo, che so, “Lupo Giallorosso” che iniziava con "Ah pezzo de..." Quindi politica, attualità, ma calcio no: mica voglio ritrovarmi gli ultras sotto casa. Preferisco trovarmi Gigi D'Alessio sotto casa.

Quanto c’è di tuo nella donna che racconti nel libro?
Tutto. Quello che non è successo a me, magari è successo a persone che conosco.

Il lavoro in tv che effetto ti ha fatto?
Buono. Poi, sai, io lavoro da casa, con Nazzareno, non vado negli studi. Mi hanno chiesto più volte di andare, ma preferisco fare il lavoro a casa, consegnare il video e ciao.

Qual’è il video al quale sei più legata?
Forse il primo, “We are the world for Polverini”. Abbiamo passato una notte intera a registrarlo, senza sapere quale sarebbe stato il risultato finale.

Hai mai ricevuto qualche tipo di feedback dai personaggi coinvolti nelle tue parodie?
So che Gigi D’alessio ha visto il video di “Per campare” alle Invasioni Barbariche della Bignardi. Almeno lì, ha riso.

Ultima cosa: che aspettative hai, a questo punto, per il tuo futuro?
Non lo so, non amo il futuro, il mio tempo preferito è il condizionale. Per quanto riguarda il libro invece, spero di venderne qualcuno. Ma mica per arricchirmi, perché non ci faccio una lira. Per avere la possibilità di scriverne un altro, perché in realtà scrivere è il mio sogno da sempre. Ho sempre scritto racconti, che non ho mai fatto leggere a nessuno. Ho aperto il blog (lasoracesira.blogspot.com), proprio perché volevo esprimere liberamente quello che mi veniva in mente. E adesso che ho avuto la possibilità di pubblicare, spero di poter replicare. Una parte del ricavato della vendita dei libri andrà a quelle associazioni che si occupano dei cani abbandonati. Quella è l’altra mia missione: aiutare queste persone che c’hanno un cuore, e due palle così!, che aiutano i cani abbandonati. Detto questo, spero di scriverne un altro, mi ha divertito tantissimo, mi diverte presentarlo in giro, mi diverte tutto quello che è legato a questo libro. E quindi, se la provvidenza mi aiuta, andiamo avanti così.

Te lo auguro.
Grazie.

PS: Per tutti voi piccoli Sherlock Holmes dietro al monitor, l’apparizione sanremese attribuita alla Sora Cesira è questa. Sarà lei per davvero? Scopritelo da voi…