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Maurice Sendak: L’illustratore che sognava come un bambino



Si e’ spento da poco, a seguito di un attacco cardiaco, all’eta’ di 83 anni, Maurice Sendak, una delle colonne portanti della storia dell’illustrazione per l’infanzia. Originario di Brooklyn e figlio di genitori ebrei polacchi, Sendak aveva iniziato la sua carriera artistica realizzando immagini per le magnifiche vetrine Fao Schwarz, il celeberrimo negozio di giocattoli newyorkese (avete presente dov’e’ ambientata la scena finale dell’ultimo film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”?).

Pare che il suo destino di illustratore sia stato segnato proprio dalla natura debole del suo cuore. A causa di una salute cagionevole Sendak era stato infatti costretto fin da bambino a rimanere confinato a lungo a letto, e dopo avere visto all’eta’ di dodici anni il lungometraggio d’animazione “Fantasia” firmato da Disney, il suo amore per la cultura visiva l’aveva indirizzato verso una carriera come disegnatore.

Nel 1956 Sendak firma “Kenny’s Window”, il primo libro scritto e illustrato completamente da lui, dove strizza l’occhio all’immaginario surreale tipico delle fantasie infantili, una caratteristica di tutta la sua opera. Seguono un’altra mezza dozzina di titoli, finche’ nel 1963 non da’ vita al capolavoro che l’ha reso famoso in tutto il mondo: “Nel Paese dei Mostri Selvaggi” (che in principio si chiamava “Nel Paese dei Cavalli Selvaggi”). Quel libro racconta la storia di un bambino, Max, che dopo avere fatto i capricci ed essere stato mandato a letto senza cena dalla madre, evade dalla realta’ che lo circonda, approdando in un paese fantastico abitato da creature orribili, che decidono pero’ di fare di quel piccolo umano il proprio sovrano.

Di recente (2009) quella favola e’ diventata anche un film, diretto dal regista statunitense Spike Jonze, con una trasposizione che ha provocato molte polemiche fra gli amanti dell’originale, ma che ha comunque reso omaggio con grazia ed estrema poesia al libro illustrato (lo stesso Sendak ha collaborato alla produzione). “Nel Paese dei Mostri Selvaggi”, pur rimanendo un classico della letteratura per l’infanzia, si e’ imposto comunque ben oltre i confini del mondo dell’illustrazione, diventando uno dei riferimenti chiave della cultura pop odierna.

Oltre a produrre una sterminata bibliografia, che include tanto opere completamente originali quanto illustrazioni per storie scritte da altri autori, Sendak collaboro’ alla realizzazione dello show televisivo “Sesame Street”, serie culto per i bambini degli anni 80, tenendo nascosta fino a pochi anni fa la sua natura omosessuale, sia per non incorrere in problemi nella professione di illustratore per l’infazia, sia per non alterare i rapporti con i suoi familiari che erano sempre stati molto fragili.

Un’intera generazione di ragazzi cresciuti con le sue immagini piange oggi la scomparsa di Sendak e lo ricorda con amore vero e sincero. Le forme, i colori, i mondi che questo gran maestro dell’illustrazione ha saputo creare resteranno un’eredita’ indelebile per moltissime persone e una base su cui costruire l’immaginario visivo del futuro.

Il trailer del film di Spike Jonze tratto dal libro “Nel Paese dei Mostri Selvaggi” di Maurice Sendak.

Un breve adattamento animato, realizzato da Gene Deitch nel 1987, del libro “In the Night Kitchen” di Maurice Sendak (1970). Le illustrazioni della storia originale di Sendak, dove un bambino perde tutti i vestiti durante uno strano sogno notturno, scatenarono furiose polemiche quando fu’ pubblicata, con il risultato che l libro fu bandito da molte scuole e biblioteche perche’ considerato semi pornografico (vedere per credere!). L’autore spiego’ in seguito che se proprio qualcun voleva fare della dietrologia, quando aveva creato quella storia lui aveva in mente l’Olocausto (i cuochi con baffetti hitleriani che vogliono cuocere il forno il bambino protagonista…), anche se il suo obiettivo primario era esplorare le fantasie del sonno infantile.