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LEGOlize it! L’ironia dell’arte contro le follie proibizioniste



In tempi di crisi finanziaria c’è chi, come il villaggio rurale di Rasquera (in Catalogna), propone un referendum popolare per permettere ad associazioni no profit di coltivare marijuana per uso privato, in modo che questa possa essere tassata, e chi invece — e questa è l’Olanda, dove il consumo è di fatto liberalizzato — si appresta ad equiparare l'”erba” alle droghe pesanti, come cocaina ed eroina.

Per i “dipendenti” e i detrattori di questa pianta, che si trovavano nei dintorni di Los Angeles e che erano nel mood di sciogliere un po’ le briglie in un dibattito che spesso assume toni troppo seriosi e moraleggianti, il 26 maggio è stata una data da appuntare in agenda. Presso la Known Gallery, il collettivo LAGO ha inaugurato infatti una mostra dedicata appunto alla marijuana… fatta di Lego!

“Non fumatela!” allertavano i pannelli all’ingresso dell’art show (che chiude il 9 luglio). Si tratta di un’iniziativa che permetterà ai partecipanti, soprattutto ai non addetti al fumo, di simulare uno smercio di cannabis, dall’acquisto sino alla coltivazione. “Vi invitiamo ad un ‘raccolto’ dai poteri guaritivi”, strilla la tag line. E ancora: “Arte venduta all’oncia”. Sì, perché l’esperienza di massa in questa Legolandia della marijuana è palpabile: dai semi alla coltura iniziale, fino ad arrivare al bocciolo, dalla transazione d’acquisto di “medical marijuana” (in questo caso oggetti d’arte, per nulla nocivi alla salute) sino alla simulazione di un business di spaccio a mero fine di lucro. Tutto da maneggiare, con cura, sotto forma di mattoncini di Lego.

Solo due anni fa, lo stato della California, per salvarsi dalla bancarotta, aveva proposto di legalizzare “in toto” la marijuana (che al momento è ampiamente tollerata, ma solo per usi medici certificati) e tassarne la coltivazione, il commercio e l’uso (con lo stesso modus operandi oggi riservato agli alcolici). L’ipotesi di fare della marijuana un fucile da caccia da scaricare contro la crisi economica era saltata in mente al deputato del parlamento statale Tom Ammiano, democratico italo americano, ai tempi di Schwarzenegger governatore. I sondaggi d’opinione d’altronde parlano molto chiaro: dal 2009 il 56% della popolazione si dice favorevole, in particolar modo a Los Angeles, dove il collettivo LAGO smercia fieramente la sua cannabis-lego.