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Cinema indipendente: The Blood




Trailer ufficiale del film ” The Blood”

Il 24 febbraio 2012 250 persone circa si sono radunate a Ikebukuro per vedere in prima visione mondiale il primo lungometraggio realizzato da Guillaume Tauveron, un giovane regista francese.

Nonostante Tokio sia annoverata come una delle città in cui ci sono più concerti, spettacoli al giorno, non capita tutti i giorni di andare a vedere un film girato da un artista straniero, con attori giapponesi, in un contesto nipponico. Il tutto poi amplificato e reso ancora più interessante dal fatto che Guillaume non solo e`quasi un mio coetaneo, avendo appena trentatré anni, ma anche perchè alcune scene del film sono state girate a Speak Easy, un locale giovanile frequentato in particolare dalla comunità francese a Tokio.

Eppure, come afferma il regista/produttore/scenografo/fotografo, in “The Blood” il contesto e` si` Tokio, la megalopoli il cui ritmo frenetico sembra fagocitare la vita stessa dei protagonisti, ma il tema di fondo e` universale, attinente infatti alle passioni viscerali che pulsano nelle vene (da qui, il titolo, The Blood) e, in particolare, quelle che portano alla perversione, al tradimento, all`odio, alla violenza, alla follia.


Teaser di The Blood

Shinji (Takahiro Ohno), il classico salaryman nipponico inghiottito dal sistema, vittima e carnefice egli stesso di una quotidianità asettica e della rovina del rapporto con la moglie, non e` solo lo strumento di cui si avvale Tauveron per denunciare le falle del sistema lavorativo giapponese, ed esattamente le rigide ore di lavoro e il maschilismo ancora radicato in alcune frange della societa`. Alter ego di Tauveron, il personaggio rappresenta la visione secondo cui solo un evento tragico può ricondurre l`individuo al risveglio, imprescindibile per acquisire una maggiore consapevolezza del vissuto e per una ricerca di alternative di vita, che altro non e` che la capacita` dell`uomo di cadere in basso, ma anche di risalire.

Una ricerca che pero` necessariamente e` legata a una sorta di discesa dantesca agli inferi, rappresentati dai bassifondi di Tokio, che altro non sono che i lati più oscuri dell`animo umano.

Intorno a Shinji ruotano tutti gli altri personaggi che incarnano problematiche e vicissitudini di tutti i tempi e spazi:  il mafioso locale (Keisaku Kimura), la ultra-quarantenne in crisi esistenziale (Miwako Izumi) , la ragazzina orfana in cerca disperata di affetto (Mari Yoshida), ecc.

Il vero personaggio protagonista e`, tuttavia, la città` informe e anonima, che in questo contesto e` Tokio, ma che potrebbe essere una qualunque altra metropoli. Una città le cui sfaccettature emergono di notte e in cui di notte avvengono le svolte che cambiano i percorsi esistenziali.

L`80% delle scene è stato girato non con effetto notte, ma realmente di notte, con una luce verdognola in stradine buie e strette. Un senso claustrofobico che accentua il senso di oppressione/perdizione di Shinji, che vagando per la città di vicolo in vicolo, guidato dal fantasma della moglie (Omocha Chiba), cerca disperatamente la direzione giusta.


Colonna sonora del film

Dietro The Blood, vi e` la profonda passione del regista per l`Asia e, in particolare, per il Giappone.

Grazie anche all`influenza del padre, appassionato di cultura giapponese, si avvicina fin da giovanissimo al mondo dei manga (il suo manga preferito e` ” La Fenice “ di Tezuka Osamu),  e in seguito al cinema asiatico di Takeshi Kitano e di Akira Kurosawa, i suoi registi preferiti. La decisione di diventare regista arriva quando vede il trailer del ” Il quinto elemento” di Luc Besson (rimane colpito dal fatto che Luc Besson stesso scrisse la sceneggiatura all’età di venti anni), e “Mars Attacks!” di Tim Burton.

Cio` che lo attira maggiormente non sono i film di per sé, ma l`universo personale dei due registi, che lo incitano a cercare il proprio universo e un modo personale per esprimerlo. Comincia così a trasformare i romanzi che già scriveva quando aveva l`eta` di quindici anni (Guillaume e` sempre stato anche un appassionato di letteratura) in sceneggiature, ispirato da Besson e Burton.

Ma la vera svolta arriva quando incontra un pittore giapponese, Kakuen, che accortosi del disorientamento di Tauveron (a quell`epoca il futuro regista lavora giusto per rimediare la giornata in una società di comunicazioni) gli dice ” Tu stai sfuggendo da te stesso. Se continui cosi`, un giorno scomparirai”.

Queste sono le parole che in un certo senso segnano gli esordi della carriera del regista. Guillaume abbandona il proprio lavoro e comincia a studiare da solo cinema e fotografia.


Sakura no Kage (All`ombra dei ciliegi), 2006

Lungometraggio realizzato in collaborazione con Hiroshi Toda, regista indipendente, in cui recita come attore.


Hashi (Ponte), 2010

Cortometraggio realizzato con attori francesi e giapponesi.


Furansu kara kita otoko (Il ragazzo venuto dalla Francia) 2010

Attore in un film di Hiroshi Toda

Ma ritorniamo a The Blood, direttamente con il regista. 

Nonostante tu visiti il Giappone più volte all`anno, abiti in Francia e per di più non a Parigi, ma in una realtà provinciale come Clermont-Ferrand. 

Come sei riuscito a realizzare un progetto come The Blood, girato in Giappone, in lingua giapponese, con attori giapponesi, e praticamente da solo, occupandoti in prima persona di tutto, dal casting all`editing?

 

The Blood nacque nel 2009 come parte di un progetto per la realizzazione di un cortometraggio di dieci minuti che descrivesse la multiculturalita` della città di Marsiglia, in particolare la comunità vietnamita.

Il progetto, per mancanza di finanziamenti, andò a monte, ma invece di lasciar perdere, decisi di adattarlo al contesto nipponico.

Essendo un film indipendente, avevo bisogno di un teaser per attirare investimenti. Così nel 2010 girai il teaser, e lo pubblicizzai su internet cercando sostegni.

Quando raggiungemmo un discreto budget arrivai a Tokyo, dodici giorni dopo l`11 marzo, proprio mentre l`ambasciata francese aveva emesso l`ordine di evacuare il paese. Persi in un mese 5 chili, ma in 6 giorni riuscimmo a girare tutto quello che avevo in mente.

Tornato in Francia mi accorsi che molta gente aveva fiducia nel progetto e così decisi di farlo diventare un lungometraggio. A settembre girammo per altri sei giorni. Il progetto era ultimato.

A che genere appartiene The Blood?

Sono contrario alla categorizzazione dei film in generale. Tuttavia penso possa essere annoverato come film noir, con una presenza di fantastico.

Secondo te, quali sono gli elementi più evidentemente francesi e quali quelli più giapponesi del film?

I dialoghi sono tagliati il più` possibile. C`e` un enfasi sulla componente del silenzio, elemento portante nella musica, e nelle arti nipponiche, considerato non come assenza di suono, ma come condensazione di significati.

Tuttavia il modo di filmare, l` editing del film è francese.

Per esempio, un regista giapponese in generale taglia la scena in quattro parti/stacchi. Prima gira l`inizio con un primo angolo,  poi la scena successiva con un secondo angolo, quindi con il terzo angolo e l`ultima parte con il quarto angolo. Questo procedimento comporta il fatto che nella fase del montaggio non si ha veramente molta scelta perché ogni ripresa inizia laddove si arresta quella precedente.

Io invece uso la tecnica del piano sequenza: giro integralmente una scena con un angolo n.1 , poi ricomincio dall`inizio fino alla fine con un secondo angolo, poi con un terzo e poi con un quarto, senza alcun stacco tra un`inquadratura e l`altra.

Questo mi permette nella fase del montaggio di montare la scena in modi differenti.

Anche per gli attori ciò implica molto, in quanto permette loro una maggiore continuità d`azione.

Che significa girare un film indipendente?

Penso che tutto stia nel realizzare un film di qualità, riuscendo a ottimizzare gli strumenti a disposizione.

Noi abbiamo girato con una CANON 5D MARK II, che di base e` una macchina fotografica, ma permette di girare video ad alta definizione, grazie alla profondità del campo visivo.

DR HOUSE, una serie americana molto famosa, e` stata girata in questo modo, per farti un esempio.

Poiche` la maggior parte del film si svolge di notte e per strada, era mia intenzione riprendere la città` di Tokyo di notte così com`e` nella realtà, senza aggiungere troppa illuminazione, dove in realtà` infatti non c`e`.

Così` abbiamo girato queste parti con degli strumenti molto sensibili che riuscissero a rendere bene anche con una luce molto fioca.

Inoltre in The Blood, ci sono poche scene di azione. Percio` uno strumento come Canon 5d Mark II e` l`ideale in un contesto in cui si susseguono piani fissi a riprese lente (travellings).

Che rapporto hai con gli attori? Quali sono i criteri che adotti per il casting?

Ho un bellissimo rapporto con il mio cast, che ho scelto personalmente grazie alla presentazione da parte di amici, o per caso, scoprendoli direttamente su internet.

Do molto spazio all`improvvisazione e a differenti evoluzioni e contributi da parte degli attori stessi.

Devo ammettere che mi piace molto lavorare con attori giapponesi.  Li apprezzo per la loro umiltà, semplicità,  calma, ma soprattutto per l` imprevedibilità del loro comportamento, che li porta ad assumere spesso atteggiamenti estremi e totalmente inaspettati.

C`e` qualcuno che potresti considerare come un tuo maestro o qualcuno anche mai conosciuto personalmente che ti ha maggiormente ” influenzato”?

Una persona in particolare no, ma ci sono tanti registi dagli stili molto differenti tra coloro che mi hanno influenzato: Akira Kurosawa, Takeshi Kitano, Tim Burton, Luc Besson, Shohei Imamura…e più recentemente Christopher Nolan e Jacques Audiard.

Secondo te, nell`era della crisi, perché un giovane italiano/francese dovrebbe decidere di andare a vedere un film girato da un francese in Giappone?

Per vedere una parte della realtà giapponese così` com`e`,  ma sempre da un punto di vista straniero e per farsene poi un`idea.

P. S. Attualmente Guillaume sta preparando un lungometraggio, documentario sulla prostituzione in Cambogia “Lumiere abimees” che, pone l`accento sulla possibilità` di prevenzione del commercio sessuale alla base come attraverso la costruzione di scuole.

Al contempo, non abbandonando il contesto nipponico, girera` questa volta in Francia un lungometraggio “Ghostheart ” di produzione francese con Keisaku Kimura e Takahiro Ohno.

Per saperne di più:

Sito ufficiale: http://guillaumetauveron.com/