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Una “Mangaka” con lo spirito “Art Nouveau”



In quel di Brooklyn c’è una delle scuole d’arte più interessanti dell’intero panorama educativo newyorkese: il Pratt Institute. Da qui vengono fuori ogni anno campioni di creatività indiscussi che nell’arco di breve tempo divengono celebri nell’ambito del mondo dell’arte. Audrey Kawasaki è uno di questi talenti. Anche se giovanissima, ha saputo ritagliarsi una fetta singolare di mercato appena ultimati gli studi, diventando un punto di riferimento per la cultura Pop Surrealism e non solo (illustratori di ogni nazionalità venderebbero l’anima per anche solo avvicinarsi alla grazia del suo tratto e alla delicatezza delle sue forme).

Il lavoro di Audrey è un mix incredibile di eco contrastanti. In lei risiede un animo da mangaka contemporanea, legata allo stesso tempo alle voluttuosità sinuose delle immagini Decò degli inizi del 900. Le contraddizioni e le antitesi tematico-visive dei suoi quadri, sono ciò che fanno di lei un’artista d’eccezione nel suo campo. La sua maestria nel realizzare ammiccanti figure femminili dotate contemporaneamente di un sottile velo di innocenza e un potente strato di sensualità, si declina in opere espressivamente raffinate ed eleganti.

Una linea netta e decisa si sviluppa con uno stile grafico sopra pannelli di legno, di cui spesso utilizza le sfumature per aumentare l’effetto decorativo già ampiamente ricercato tramite il fluire delle forme. Il materiale ligneo inoltre amplifica l’effetto di calore (in quanto elemento naturale e dunque idealmente di matrice terrena) e stempera la carica seduttiva e melanconica delle fanciulle ritratte.

L’effetto d’insieme che lo spettatore percepisce è un senso di enigma e di conseguente forte e viscerale attrazione, blandita da un pizzico di malinconia che degli occhi quasi sempre semichiusi comunicano instaurando un contatto immediato con lo spettatore, il quale si sente veicolo immediato di bellezza anche soltanto nell’atto dell’osservazione.

Audrey ha presentato un corpus vasto e significativo di lavori presso la Jonathan Levine Gallery all’inizio di questo Settembre, realizzando uno degli show più interessanti dell’anno non fosse altro per la freschezza e novità delle soluzioni compositive presentate.