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CERTI GIORNI NON RIESCI A LIBERARTI DI UNA BOMBA!
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Weekly Song # 8 Strange Fruit



Nel 1996 alcuni tifosi dell’Hellas Verona impiccarono sugli spalti del Bentegodi un manichino con un cartello “Negro go away”. La protesta era rivolta nei confronti della dirigenza colpevole di aver manifestato l’intenzione di acquistare Michel Ferrier, giovane talento olandese che sarebbe diventato di lì a poco il primo calciatore di colore ad indossare la maglia gialloblu. Come contorno a questa “bella immagine” due giovani incappucciati con la tenuta del Ku Klux Klan.

Giovedì l’ennesimo episodio di razzismo, stavolta rivolto verso alcuni giocatori con “la pelle nera” del Milan. La cronaca ci racconta che al 26° minuto del match amichevole contro il Pro Patria, Kevin Prince Boateng scaglia il pallone in tribuna in segno di protesta contro i cori razzisti della squadra locale.
Il campione rossonero, con un gesto che sarà ricordato per molto tempo, si toglie la maglia ed esce dal campo. La squadra lo segue, la partita amichevole con la squadra di Busto Arsizio viene sospesa.
Non appena ho letto la notizia su internet ieri pomeriggio mi è subito venuto in mente l’episodio del ’96; in quel caso la partita non venne sospesa e il fantoccio rimase appeso agli spalti per una buona parte della gara.

Il sindaco di Busto Arsizio intervistato dai giornalisti definisce la reazione di Boateng e dei suoi compagni “impropria”. Altri hanno subito pensato cosa sarebbe successo se il fatto fosse accaduto in una partita ufficiale: “chissà se con i 3 punti in ballo o con in gioco una qualificazione in una coppa europea Boateng avrebbe fatto lo stesso…”

Intanto però qualcuno ha avuto il coraggio di farlo dico io! Se fosse accaduto in uno sport “minore” o con una squadra di calcio meno blasonata l’episodio avrebbe avuto la stessa ricaduta sui media?
I vip devono far parlare di sé solo sulle riviste di gossip?

Negli Stati Uniti quando il Ku Klux Klan terrorizzava la comunità afroamericana, a volte per essere linciati bastava semplicemente macchiarsi di eccessiva spavalderia nei confronti dei bianchi o del mancato rispetto della segregazione razziale: “così i negri non diventano troppo spavaldi” si usava dire.
Ecco, non so voi, ma io provo grande ammirazione per le persone spavalde.
Forse a certi tifosi andrebbe consigliato un “ripassino” di alcuni fatti storici… Se però leggersi un libro o documentarsi su internet gli risulta troppo faticoso, c’è una canzone scritta da Earl Robinson e intrepretata magistralmente da Billie Holiday che li può facilitare nella comprensione della loro idiozia.
Si chiama “Strange Fruit”…è uno strano frutto appeso agli alberi ed è macchiato di sangue.