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Arte giapponese: Incontri di sumo



Lottatori di sumo sinonimo di uomini ciclopici, un po`aggressivi e, forse anche un po’ rozzi? Sbarazzatevi dei pregiudizi e dei luoghi comuni e date un’occhiata ai dipinti firmati da Hiroyuki Kimura.
Scoprirete come il sumo, oltre che a essere uno sport, anzi, piu`che essere uno sport, sia un`arte.
Vedrete questi giganti dello sport con le lenti della grazia, muoversi in uno spazio infinito dominato dal silenzio, eppur carico di energia e tensione. Essere ritti sul palcoscenico della vita davanti al pubblico, e non poter celare a un attento osservatore quei moti dell`animo che rendono più umano l`uomo: lo scoramento, l`orgoglio, l`invidia, la gioia, l`auto-controllo, ecc.
Il risultato finale sarà che il dipinto comunicherà impressioni profonde che trascendono la mera raffigurazione di un momento sportivo ed esplorano il ventaglio delle molteplici emozioni umane.

Così afferma l`artista: ” Cerco di rappresentare lo scintillio del corpo e dell`anima dei lottatori di sumo. Quello stesso scintillio che non e` altro che l`energia vitale insita in ognuno di noi”.

Il mondo dei dipinti, come delle statue di terracotta, di Hiroyuki Kimura, ruota esclusivamente intorno al sumo, un`arte, appunto, più che uno sport, le cui origini si perdono nella notte dei tempi e, che, a detta di molti incarna l`autentico spirito nipponico con le sue molteplici etichette, forme e rituali.

Hiroyuki Kimura nasce a Tokio nel 1975. Si laurea con specializzazione in pittura giapponese presso l`università Tama di Tokio. Tra le sue esposizioni una all`estero, nel 2009 in Germania, e di recente un progetto realizzato in collaborazione con il Park Hotel di Shiodome di Tokio.
Una camera d`albergo che sembra una sezione di un museo del sumo: pareti con raffigurazioni di lottatori sumo e qua e la` una coppa di sakè, l`altarino domestico scintoista, la graduatoria dei lottatori di sumo, ecc.

Come nasce il tuo incontro con il sumo e perché e`il soggetto esclusivo delle tue opere?

Oggigiorno il sumo non ha più la popolarità di una volta, con l`attenzione che viene prestata a sport più “leggeri” e di intrattenimento come il baseball e il calcio; ma quando ero piccolo, guardare gli incontri di sumo in tv rappresentava uno dei maggiori svaghi soprattutto delle persone anziane. Seguivo spesso in tv i tornei con i miei nonni. All`epoca uno dei miei sogni nel cassetto era diventare lottatore di wrestling.
Tuttavia, il vero incontro avvenne quando, una volta laureato, mi capito` su invito di andare a vedere un torneo di sumo qui a Tokio.
Ne rimasi colpito. I costumi, le acconciature e ogni altro dettaglio che fino ad allora avevo dato per scontato, mi apparvero fuori dall`ordinario, strani, come se li osservassi per la prima volta. Eppure sentii che incarnavano l`essenza dell`estetica e dello spirito giapponese.
Per esempio, nel movimento base del sumo, lo shiko, e` incluso il significato di schiacciare il male accumulatosi nel terreno e di riportarlo allo stato naturale rendendolo fertile e puro.
I lottatori di sumo simboleggiano buona salute, fortuna, successo, perciò spesso li si fa tenere in braccio bambini appena nati con l`augurio di una crescita sana e di una discendenza numerosa.
E così via dicendo. Ad ogni gesto, ogni usanza e` associato un significato specifico che rende il sumo, più che una disciplina sportiva, un rituale il cui augurio principale e` lo sviluppo fisico e mentale dell`uomo.
Penso che nel sumo sia racchiusa la saggezza dell`antico popolo giapponese, consapevole di vivere in un microcosmo dal clima rigido e di dovervi far fronte con un corpo il più possibile forte e sano.

Come nascono i tuoi dipinti?

I miei dipinti hanno origine per lo più durante i tornei o combattimenti quando colpito da un movimento o dall`espressione di un lottatore di sumo, cerco di rappresentarlo sulla tela. Uso esclusivamente carta giapponese e talvolta anche rotoli, ma l’utilizzo di questi ultimi sta diventando sempre più difficile, perché oggi gli artigiani specializzati sono una minoranza e il costo dei rotoli si è , di conseguenza, impennato.
Di solito impiego tra uno – due mesi per realizzare un dipinto. I titoli dei miei dipinti sono molto vaghi. Questo perché desidero che lo spettatore sia libero nel sentirli, nell`interpretarli.
Tre anni fa, inoltre, ho cominciato a dipingere direttamente con l`inchiostro. Penso che l`inchiostro sia lo strumento più adatto per riprodurre il dinamismo e l`energia e che i dipinti realizzati con l`inchiostro siano più efficaci e diretti. Tuttavia, non e` facile realizzarli proprio perché non e` possibile correggere il tratto realizzato con l`inchiostro.
In generale credo molto nelle sensazioni, intuizioni e nell`improvvisazione perciò non mi fossilizzo sulle tecniche e ho un atteggiamento costantemente aperto a nuove vie e metodi.

Oltre a dipingere, realizzi anche delle piccole statue di terracotta.

Si`, ho cominciato 4 anni fa, anche questo per caso, su invito. Mi parve subito divertente.
Oggi dedico parte della giornata ai dipinti e alle statue.
In genere e` più facile venderle, perché sono piccole e meno care. I clienti le considerano portafortuna, in specie per la salute.

Le origini delle rappresentazioni del sumo risalgono al periodo Edo quando il sumo acquisì vasta popolarita` alla stregua del kabuki, come dimostrano le xilografie ukiyo-e di Katsukawa Shunso, Utagawa Kunisada, Sharaku, Hokusai. Raffigurazioni che per il loro intento pubblicitario ritraevano lottatori dalla muscolatura esagerata e dal corpo maestoso, che somigliavano più a semidei che a esseri di questo mondo.

Oggigiorno qual e` la situazione? Conosci anche artisti stranieri che come te hanno scelto il sumo come tema principale della loro produzione?

Ci sono molti artisti che dipingono incontri e lottatori, ma nessuno che li abbia scelti come soggetto esclusivo delle loro opere.

Cosa pensi degli scandali che hanno travolto il mondo del sumo nel 2010, con la scoperta di scommesse che hanno confermato le connivenze di alcuni lottatori e dei loro capiscuola con la criminalità organizzata? E che dire dello scandalo delle partite truccate esploso nel 2011 culminato nella sospensione del torneo, per la prima volta dopo oltre cinquantanni?

Non penso sia il sumo a essere corrotto, piuttosto la società in se`. Certo non si può omettere l`effetto amplificatore dei mass-media e la netta distinzione dell`epoca moderna tra la società “buona” e la criminalità organizzata.
Sono contrario alle rigide regole “morali” che scandiscono la vita di un lottatore di sumo e ne limitano le azioni. Ritengo che questo causi un impedimento alla crescita dell`individuo, fondamentale in uno sportivo. Sono le esperienze, buone e cattive, ovviamente fino a un certo limite, che fanno crescere l`uomo.
Oggi il sumo sembra aver riacquisito fiducia tra il pubblico generale, tuttavia ritengo che sia ancora insufficiente in generale lo sforzo dell`associazione nazionale di sumo. Per esempio, a mio parere sono ancora insufficienti gli incentivi nell`educazione e diffusione del sumo.

Qual e` il tuo lottatore preferito?

I lottatori più famosi non hanno libertà di azione e quindi io stesso non ho molta occasione di avere con loro uno scambio diretto, a parte durante i tornei.
In generale preferisco i lottatori di rango più basso e in particolare Fujimoto, originario del Kyushu con cui ho un rapporto di amicizia. Nonostante sia maldestro, penso sia un lottatore molto forte. Gli serve solo un po` di più fiducia in se stesso per poter avanzare.
Vado spesso alle scuole di sumo e io stesso partecipo agli allenamenti. Non solo mi piace andare perché avverto un ambiente intimo e familiare, ma perché l`allenamento di sumo equivale a un insegnamento di vita. Sia a livello fisico che mentale.

Quali sono i tuoi maggiori sostenitori?

So che può apparire un po`strano, ma ho più sostenitori stranieri che giapponesi. Ovviamente sono persone interessate al sumo. Alcuni vengono appositamente in Giappone per assistere ai tornei.
Tra i giapponesi stranamente ho più sostenitrici donne che uomini.

Ryuichi Sakamoto ha affermato durante il primo anniversario della tragedia dell`11 marzo che l`uomo dell` epoca moderna ha dimenticato la capacita` di “ascoltare” la natura, e che la musica come l`arte in generale hanno in qualche modo il ruolo di risvegliare l`uomo alla consapevolezza del legame di interdipendenza con la natura.

Cosa pensi del ruolo dell`artista in un periodo come questo in Giappone di transizione politica e di nuova consapevolezza sociale?

Anch`io sono dello stesso avviso. Non si può sfuggire alla natura, ne` opporsi. E` necessaria una convivenza intelligente. Per questo e` indispensabile “ascoltare” la natura. Purtroppo, presi dalla realtà quotidiana, dimentichiamo il bisogno innato in ogni essere umano di sentirsi parte dell`universo.
Nel mio caso l`anno scorso ho cercato di concentrarmi maggiormente durante la creazione delle opere con la speranza di poter infondere coraggio e amore per la vita. Un mio contributo personale, vista l`impossibilita` di un sostanzioso aiuto materiale.
Posso in qualche modo affermare che il mio approccio artistico e`cambiato da allora, in quanto, ora più che mai, sono consapevole della caducità` delle cose e del fatto che da un giorno all`altro tutto può accadere.
In realtà sono sempre stato affascinato dalla natura e penso che il maggior cambiamento artistico sia avvenuto a 27 anni, quando con mio padre e un suo amico alpinista per un mese visitammo il Tibet, tra cui anche la regione del Mustang, dormendo in tenda. Quell`esperienza fu decisiva. Il clima rigido, la forza e severità dei raggi solari come del vento, la convivenza con l`ambiente circostante risvegliarono in me la consapevolezza dell` unione con l`universo e dell`eguaglianza degli esseri umani.

Parlaci dei tuoi obiettivi futuri

Non ho grandi aspirazioni. Per me l`importante e` continuare a realizzare dipinti e statue inerenti al mondo del sumo e diffondere in questo modo al maggior numero di persone un aspetto della cultura giapponese.

Come accennato precedentemente, non hai dei modelli di riferimento, ne` maestri. I tuoi diretti predecessori potrebbero essere Hokusai e altri artisti del periodo Edo. Tuttavia, essi hanno dipinto anche altro diverso dal sumo.
Non senti un po` la solitudine tipica dell`artista?

In realta` non penso di essere solo. Ho molti consiglieri: proprietari di gallerie, lottatori di sumo. Tutto ciò che fa parte della realtà e`fonte di ispirazione e sostegno per me.
Inoltre, mia moglie e` anche lei artista. Spesso la pensiamo in maniera diversa, ma devo riconoscere che lei e` la mia prima consigliera.
” Family is teacher! “, conclude Kimura.

Per saperne di più:

Sito ufficiale: www.hiroyuki-kimura.com/profile_e.html