Scopri l'universo
espanso di Gold
Gold enterprise
Goldworld Logo
SOTTO LA CURVA FA LA MITRAGLIA
MUSIC

Das EFX, la -iggedy intervista!



Ingeriti, masticati e presto sputati fuori dal music business.

E senza neanche un –iggedy di ringraziamento!

E’ questa, in pochissime parole, la parabola commerciale dei Das EFX.

Parabola commerciale che, fortunatamente, ha davvero poco a che spartire con quella artistica.

Krazy Drayz e Skoob, questi i nomi dei due mc, si incontrano in Virginia, all’università. Il provenire da un luogo lontano da quello che era l’epicentro artistico dell’epoca, New york ovviamente, si rivela una fortuna per i due rapper che riescono così a sviluppare un personalissimo stile, fatto di rime veloci, innumerevoli riferimenti alla cultura pop e, soprattutto, del copiatissimo suffisso -iggedy che veniva aggiunto in modo fantasioso alle parole per creare nuove metriche.

L’incontro fortunato per i due mc avviene ad un contest organizzato dagli EPMD. Pur non vincendo, i Das EFX riescono ad attirare l’attenzione di Erick e Parrish che si offrono subito di produrre il loro primo album. Il resto è storia. Lo stile originale ed innovativo del duo li catapulta in vetta alle classifiche col disco d’esordio “Dead Serious” ma questo viene presto copiato, senza troppi complimenti, da altri masticarime dell’epoca. Per paura di essere etichettati come gli “-iggedyboys” i Das EFX si allontanano liricamente dalla loro creazione nel successivo “Straight up sewaside” gran bel secondo album che non riesce, però, a bissare le fortune del primo. Stessa sorte per i tre seguenti dischi del gruppo, imprescindibili per i fan che attribuiscono a Dray e Skoob lo status di culto, ma praticamente ignorati dal grande pubblico.

Arriviamo così al 2003, anno della pubblicazione dell’ultimo lavoro in studio del duo.

Poi, il silenzio.

Dieci anni di nulla, interrotti lo scorso novembre da “Showtime” il primo album solista a nome Krazy Drayz.

C’è spazio per un altro lavoro dei Das EFX?

Non vi resta che leggere l’intervista.

Come stai Drayz? Cosa stai combinando in questi giorni?

Tutto a posto. Mi sto sbattendo per far promozione a Showtime, il mio album.

Lo scorso anno è uscito, appunto, Showtime. Cosa pensi di quel disco a qualche mese di distanza? Perché un lavoro solista? L’ultimo album dei Das EFX è uscito nel 2003: c’è speranza per i fan di vederne uno nuovo dieci anni dopo?

Showtime è uscito nel novembre 2012, e ne vado davvero davvero fiero. Perché? Perchè è il mio primo album solista e mi ci è voluto molto per realizzarlo. Sapevo di avere degli hater che non pensavano che potessi farcela, e che sostenevano che avrei dovuto fare semplicemente un nuovo album dei Das EFX. Quello è stato solo un piccolo fattore motivante, nel senso che io avevo davvero voglia di fare questo disco e mi sentivo di dover dare qualcosa ai fan che sono rimasti privati di buona musica dal 2003. Non avevo altra scelta che non fosse fare questo disco. Allo stesso tempo non voglio che i fan aspettino dieci anni per un nuovo disco dei Das EFX perché dubito fortemente che si farà mai. Semplicemente io e Skoob non siamo più sulla stessa linea musicale. Fra noi non ci sono problemi, al di fuori della musica è tutto ok, ma quando ci troviamo in studio sembra che non si riesca più a ritrovare l’alchimia..purtroppo. Ci sono passato sopra, anche perché non farlo non sarebbe corretto nei miei confronti o in quelli di Skoob o in quelli dei fan. E’ una cosa che succede da sempre, ai gruppi, nella storia della musica. Penso a Lionel Ritchie ed i Commodores, Sting ed i Police, Busta ed i Leaders of the new school, Ice Cube e gli NWA.. e via dicendo. Le persone, crescendo, prendono strade musicali differenti, e spero che i fan possano capirlo. Come Das EFX continuiamo a fare show dal vivo quindi speriamo che questo, ai fan, possa bastare.. lol. Spero solamente che i fan decidano di dare un ascolto al mio disco, perchè potrebbero pensare che non sia al livello di un album dei Das EFX. Ma se avranno voglia di farlo so che ne saranno piacevolmente stupiti. Per un Mc, fare un album dopo dieci anni che sei sparito, e farlo così bene, è una cosa rara e non scontata.

Chi erano le tue influenze quando hai cominciato col rap? Oggi, invece, chi sono i tuoi musicisti preferiti?

Mi sono avvicinato al genere con l’hip hop dei tardi anni ’70 e degli anni ’80 per cui direi tutto da Planet rock ai Fat Boys, da KRS One agli EPMD. Tutto le cose scontate. Io ero un vero e proprio studente! Oggi mi piacciono artisti come Vinnie Paz, Black Rob, Sean Price, i Black Keys, Lana Del Ray, Emeli Sandè. Ascolto un po’ di tutto, come molti di noi.

Cosa ricordi del tuo primo incontro con gli EPMD? Hai voglia di raccontarci qualche aneddoto?

Era come ritrovarsi in un film o in un sogno, soprattutto pensando a come si svolse tutta la cosa. Prima di tutto, io e Skoob all’epoca eravamo studenti alla Virginia State University (Juniors). Rimavamo assieme da un paio d’anni ed avevamo registrato una serie di demo, vincendo anche qualche talent show locale. Avevamo un piccolo seguito..lol. Un giorno sentimmo alla radio uno spot che promuoveva questa battle/talent show, così decidemmo di andare. Non vincemmo.. per pippe politiche diciamo.. ma avremmo dovuto vincere. Quelli che c’erano sanno che intendo. Comunque, una volta terminato il contest, Parrish venne da noi e ci chiese se fossimo interessati ad un contratto discografico. Pareva che lo dicesse in slow motion, perché avevamo sempre voluto sentire quelle parole. Incontrammo lui, Erick (Sermon) ed altri membri della Hit Squad nel backstage, erano tutti affascinati dal nostro stile. Continuavano a chiederci di dove fossimo e se avessimo altre canzoni oltre a quella che facemmo quella sera, che era “Klap ya handz” dal nostro primo disco “Dead Serious”. Ricordo, di quella notte, d’aver preso il numero di telefono di Parrish e di averlo provato a chiamare subito, per poter ascoltare la sua segreteria telefonica ed esser certo che fosse veramente il suo numero. Il messaggio automatico diceva “non posso rispondere adesso, sto smazzando del business”. E la cosa ci fece impazzire dato che “business” era, ed è tutt’ora, il loro motto. Ricordo che andavo a prendere in macchina Parrish ed Erick per far ascoltare loro ogni nostra nuova canzone, per vedere la loro reazione. Per quel che posso ricordarmi posso affermare che per la maggior parte del tempo sia Erick che Parrish con noi si comportarono benissimo.

Come ti sei sentito quando altri mc hanno cominciato ad usare il suffisso “-iggedy”?

Come ogni altro giovane artista arrogante, non ne fui felice. Qua e là ci prendemmo la nostra rivincita con qualche mc. Ma, per quanto mi riguarda, col passare del tempo ci son passato sopra.

Hai mai pensato di utilizzare il tuo stile, molto rapido, di rap su altri tipi di ritmi, come, ad esempio, la dubstep?

Sì, ho un paio di tracce dubstep ma semplicemente non le ho ancora tirate fuori. Amo quel tipo di suono.

Ascoltando una tua recente intervista, dai l’impressione di essere una persona davvero in pace con sè stessa. Cosa fai nella vita oltre al rap?

Passo molto tempo col mio cerchio ristretto.. la mia famiglia e la mia compagna. Mi sto muovendo su altri progetti, come il doppiaggio, la recitazione, la scrittura di sceneggiature per film, spettacoli ed anche Broadway. Voglio mettere alla prova le mie abilità musicali e di scrittura, ed incontrare persone da cui possa imparare. Voglio aiutare gli artisti anni ’90 ad avere ancora visibilità sui media, perché non finiscano dimenticati come è accaduto per quelli degli anni ’80. Nessuno di noi ha più un contratto major, non abbiamo nessun tipo di meccanismo alle nostre spalle, per cui dobbiamo impegnarci assieme al massimo per avere successo. Mi piacerebbe mettere insieme un team di persone sveglie, una roba tipo “Ocean’s 11” per ricostruire la scena musicale anni ’90. Essere indie è grandioso, se sei disposto ad accettare di farti il culo, ma non è per tutti. Qui son tutti bravi a parole, ma quando poi si trovano sul ring, o sul palco, o alla console son costretti a “fare gli splendidi”..io no!

C’è una cosa che i giornalisti, o i critici musicali, non hanno mai capito dei Das EFX?

Mmm.. probabilmente il fatto che nessuno di noi due sia di Brooklyn. Io sono del Jersey.

La tua carriera adesso ha superato le due decadi. Quali sono i tuoi special EFX?

Non sono sicuro di cosa tu intenda per special efx, ma suona alla grande..lol. Son passati 20 anni ed il tempo è letteralmente volato. Ho conosciuto un sacco di persone nuove, e adesso sono pronto per fare nuova musica, incontrare nuove persone e provare nuove avventure. Non voglio ripetere errori già fatti nel passato, come stare ad aspettare altre persone.

Ultima domanda: cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo show a Pisa?

La stessa energia dei Das EFX con una poco di Showtime. Voglio che le persone cerchino il mio disco su Itunes e che mi seguano su Facebook (Drayz Das Efx)  Se le persone non supportano il disco allora diventerà tutto molto più difficile, così come fare un video, un tour, o un altro album se i fan non aiuteranno l’intero movimento. Una cosa influenza l’altra.

Grazie del tempo.

Grazie a voi, ci vediamo a Pisa.

I Das EFX assieme a Dj Rondevu saranno ospiti del Reverse Club (Pisa) il prossimo 31 marzo.

Per chi sta a Firenze e dintorni: essendo Gold partner dell’evento sono disponibili le prevendite sempre a 15 euro anche presso il nostro negozio in via Gioberti 54/R • Tel:055 664623 • email:info@goldworld.it

Di seguito tutte le info.

31 MARZO 2013
REVERSE CLUB
presenta

STRAIGHT FROM NEW YORK CITY:
DAS EFX

APERTURA CANCELLI ore 21:00

START ore 22:00

Opening DJ SET:SMOKE

Anticipazione del nuovo album di:

PEZZONE & MR. HERRERA

Closing DJ SET: LUKITO & CRAZY KID

INGRESSO 15,00 €

POSTI DISPONIBILI 400

facebook.com/REVERSE
REVERSE SOUND CAFÉ PISA
Via Pietro Metastasio, n.29
Loc. “La Fontina” – San Giuliano Terme
Pisa

Per info location, prevendite, prenotazioni tavoli ecc:
Alessio 340. 30 90 408
Emanuele Loompa 340. 51 09 326