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Tropic Thunder



Il tenente Quadrifoglio è uno dei tre sopravvissuti dei sei che erano stati mandati in Vietnam ed è anche uno dei due sui tre tornati che ha scritto un libro, ma è il solo, dei due che lo hanno scritto, al quale si è ispirato un film. Questo è il tentativo di fare il vero film di una storia finta di una guerra vera. Una cosa complicata, ma incredibilmente esilarante. Ben Stiller torna alla regia con un film di guerra dove son presenti tutti i luoghi comuni dell’universo hollywoodiano, dal super duro che interpreta sempre e solo lo stesso personaggio e, toccato il fondo, si ricicla(senza successo) come attore drammatico, alla presenza della pluripremiata stella così desiderosa di calarsi nel personaggio da rimanerci intrappolato, fino ad arrivare all’attore comico, evidente parodia di Eddie Murphy, famoso per i peti e per la capacità di interpretare tutti i personaggi dei suoi film. Non mancano nel cast l’intellettuale e la stella nascente dell’Hip Hop. Il risultato è un film scorrevole e divertente, forse la miglior prova del Ben Stiller regista. Con un cast (quello vero) estremamente capace di calarsi nelle parti di problematici e stupidi uomini straricchi, pronti a fare continuamente autoironia su se stessi e sul mondo hollywoodiano del quale fanno parte. Splendido poi il cammeo di Tom Cruise che, assurdo a dirsi, fornisce a mio parere la sua miglior prova d’attore. Dispiace solo che il previsto Owen Wilson sia stato escluso dal film dopo aver tentato il suicidio. Sarebbe stato senz’altro la ciliegina sulla torta. Ma il suo sostituto Tugg Speedman si dimostra ugualmente capace nell’interpretare la piccola, ma decisiva parte dello scrupoloso agente di Ben Stiller.
La colonna sonora e i dialoghi, oltre ai paesaggi e gli effetti speciali, ripagano fino all’ultimo centesimo speso per andarlo a vedere. Se non lo aveste capito, ve lo consiglio caldamente.