Scopri l'universo
espanso di Gold
Gold enterprise
Goldworld Logo
PÀ PÀ L’AMERICANO PÀ PÀ L’AMERICANO
MUSIC

Jangy Leeon l’intervista!



 

E’ uscito in questi giorni “Lionel Collection” il primo lavoro solista a firma Jangy Leeon.

Il leone milanese si era fatto conoscere al pubblico nel 2011 con “Symphony’s Backline” lavoro scritto a quattro mani con Prinz, collega di crew nella Mad Soul. Il lavoro, dal suono classico ma fresco, basa la propria forza su un gioco di contrasti ben riuscito.

L’album, in uscita con la 20100 records (la stessa etichetta della crew Mani Pulite) è ordinabile al costo di 9 euro al seguente link  http://20100records.bandcamp.com/album/lionel-collection.

Dallo scorso 15 maggio, “Lionel Collection” è disponibile anche in copia fisica.

Abbiamo raggiunto Jangy Leeon via mail per fare due chiacchiere su di lui e sul suo disco.

Buona lettura.

 

Chi è Jangy Leeon? Ci racconti il tuo percorso artistico fino ad oggi?

Ho iniziato ad avvicinarmi all’hip hop con il writing verso i quattordici/quindici anni. A sedici anni ho cominciato a scrivere strofe con un mio amico di quartiere che già praticava l’mcing. All’inizio praticavo freestyle nelle jam e facevo battle nei contest a Milano e dintorni, poi ho ripreso a scrivere pezzi più assiduamente con il proposito di fare musica. Nel 2004/2005, con miei diversi amici, ho fondato la Mad Soul Legacy: inizialmente era una crew più allargata, poi si è definita in un gruppo più ristretto di quattro elementi. Ora siamo in 20100 records, un’etichetta che si è formata per dare identità al nostro modo di far musica proponendo i nostri ed altri progetti.

Il tuo disco mi è piaciuto molto, soprattutto il gioco di contrasti che ne esce. Un po’ in italiano un po’ in inglese, un po’ rap un po’ reggae, un po’ aggressivo un po’ intimista. Era questo l’obbiettivo che ti eri prefissato? Sempre a questo proposito: cosa ascoltavi quando lo hai scritto?

Sì, si può dire che è questo l’obbiettivo che mi ero prefissato. Più che altro l’idea era di costruire un disco che fosse vario e completo nelle sue varie sfaccettature, sia a livello musicale sia di contenuti. Generalmente ho sempre ascoltato di tutto, dal classico hip hop East dei Wu-Tang, Gangstarr, Busta Rhymes  al west di Xzibit, Murs, Cali Agents o il reggae roots di Capleton, Sizzla Kalonji e Bounty Killer. Ultimamente invece mi sono appassionato al rap “from Philly” dei Jedi Mind Tricks e Vinnie Paz.

Perché hai scelto di non avere featuring, esclusa la bonus track, sul tuo lavoro? E’ una scelta decisamente in controtendenza questa.

Ho scelto di non avere collaborazioni perché volevo dimostrare a me stesso di poter realizzare un album interamente da solo, basandomi unicamente sulle mie forze. È stata una scelta un po’ controcorrente, ma voluta, perché da una parte non volevo essere classificato come l’ mc che basa la forza del suo album esclusivamente sulle collaborazioni e dall’altra volevo esprimere al meglio l’essenza della mia musica.

Mi consigli qualche tuo compagno di etichetta, la 20100 records?

Proprio in questo periodo il roster di 20100 è in ampliamento, ma non posso fare ancora nomi!

I nomi degli artisti che sono sotto 20100 sono già noti: HUGE, WEGO FTS, MANI PULITE, MAD SOUL LEGACY,ovviamente li consiglio tutti perché ci collaboro a stretto contatto e li stimo.

Che città è oggi Milano? Mi piacerebbe avere la risposta del “cittadino” e quella del “rapper”.

Come cittadino penso che Milano oggi sia una città sotto certi punti di vista asfissiante: tutta dedita al lavoro, con i ritmi serrati… inoltre è abbastanza cara e insomma non è semplice viverci. Le zone monumentali sono più che altro ristrette al centro. La città si estende anche in ampie zone periferiche che sono meno curate ma con più respiro. I punti d’incontro serali, dove stanno i locali o dove ci sono gli eventi, vanno conosciuti altrimenti non offre molti sbocchi. Continuando in questo quadro direi che l’inquinamento è alto e il clima spesso non è simpatico. Nonostante tutto ciò è una delle città italiane che probabilmente offre di più: a livello di opportunità puoi trovare quello che cerchi. Come rapper invece penso di poter dire che è una città musicalmente fervida in ogni sua zona. L’hip hop è presente bene o male ovunque. Ci sono varie serate o eventi dedicati alla black music e al rap in generale, alcuni più clubbing e alcuni più live concert, dipende da quello che cerchi ma puoi trovare davvero di tutto.

 

Ti vedremo in Toscana prossimamente? Sei in tour?

Purtroppo per ora ho solo date fissate in zona Milano e dintorni, sabato 25 sono al “WISKIMAN’S HAPPY JAM BIRTHDAY” a Bernareggio (MB), poi l’1 giugno partecipo a un’altra jam, “Libera Mente”, a Quarto Oggiaro con Esa, Oscar White e tanti altri. Mi piacerebbe molto poter suonare al di fuori della Lombardia, specie in Toscana, ma non ne ho avuto mai occasione, se non in Emilia, sempre con Esa. Spero in futuro di poter trovare i contatti giusti per farlo.

Che ne è della tua crew, la Mad Soul? Ci sono novità in arrivo?

La mia crew è sempre all’attivo, proprio in questo periodo stiamo lavorando a un album ufficiale, oltre che al secondo volume del Sampler 20100, e ad un altro disco che abbiamo realizzato con un artista canadese della 100 Bluntz to the Head, Mr Erbie, che spesso collabora strettamente con i videoproducer della “Reel Wolf Productions”. Aspettatevi tante nuove chicche made in “Mad Soul”.