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Mastafive: la mia verità su Mtv Spit



Non c’è molto da dire: anche quest’anno, nel bene o nel male, Mtv Spit, è stato il programma che ha maggiormente canalizzato l’attenzione della scena rappusa, con hater e sostenitori divisi in parti (quasi) uguali.

Tra i protagonisti del programma (per quanto, in questa edizione, non fosse in video) c’è Mastafive, storico personaggio della scena torinese, già padre del Tecniche Perfette.

Questa lunghissima intervista è il frutto di una chiacchierata notturna via skipe, nella quale ho voluto sapere cosa ne pensasse il buon Masta di questo discussissimo programma. E le risposte, ve lo assicuro, non sono quelle scontate che potreste aspettarvi.

Buona lettura: questa volta – se ne avrete voglia – servirà uno sforzo in più, ma l’intervista è piena di spunti interessanti.

 

Cosa mi dici di Spit? La stagione si è chiusa una decina di giorni fa: a bocce ferme, che bilancio ne fai?

Detto fuori dai denti, nel momento in cui c’erano le registrazioni – non mi si vedeva ma chiaramente ero lì – il livello ci sembrava molto più alto, ma proprio perché abbiamo avuto la percezione dell’effetto battle, che dal vivo ti sembra bellissima, poi la rivedi su youtube e ti chiedi come mai un Mc abbia vinto su un altro.

E quest’anno Spit non ha mostrato una differenza tra gli mc così palese nelle battle, ha avuto proprio questo effetto qua. Guardandolo da  casa ho avuto modo di potermi fare un idea più distaccata rispetto all’anno scorso.

Quello che ho visto io, al di là di tutto, è che mancava un qualcosa.

Mancavano quelle sfumature che c’erano nell’ edizione prima che poi alla fine hanno fatto la differenza.

Le battle sono state belle e vivaci: non eravamo molto convinti su questa cosa delle magliette e poi si è rivelata efficace.

Per quanto riguarda la giuria , purtroppo le esigenze televisive hanno tagliato molto di quello che in realtà è stato detto e proposto dai giurati, ottenendo un effetto di quasi distaccamento rispetto al reale coinvolgimento che c’è stato.

Ensi è stato molto più acuto, Morgan meno stravagante, la stessa Paola Zukar ha fatto delle considerazioni molto efficaci e Max Pezzali era molto meno assente di quello che poi si è visto in trasmissione.

Diciamo che le mie critiche sono più da un punto di vista tecnico e ho fatto spesso presente alla produzione che, per esempio, l’audio delle basi era inesistente.
La mia considerazione sulla finale, senza parlare di tutte le battle, è che Shade è stato  il trionfo dell’intrattenimento sulla tecnica. Forse quello che ha fregato Nitro è stata la rabbia che ha messo nella battle, che l’ha reso in qualche modo antipatico al pubblico.
Nonostante che Shade sia anche particolarmente tecnico quando vuole ha saputo leggere meglio la situazione e nonostante ritenga che Nitro – dal punto di vista tecnico\artistico – sia stato più efficace, il pubblico ha poi premiato chi lo ha intrattenuto meglio.

Beh, hai già tirato fuori buona parte degli argomenti di cui volevo parlare. Immagino di non essere il primo a chiederti queste cose. Da un punto di vista tecnico, qual è lo scarto temporale tra quando registri il programma ed il momento in cui viene mandato in televisione?

Un mese. Quest’anno è stato molto più dilatato nel senso che, l’anno scorso, quando c’erano le prime puntate in onda, stavamo finendo di registrare le ultime.

Ma perché ci fu anche l’esigenza di fare dei ripescaggi, quindi capire cosa avrebbe potuto funzionare.

Quest’anno invece, visto che – a dirla tutta – soldi non ce n’erano, abbiamo fatto solo quattro puntate.

Si poteva dare molto di più e secondo me Mtv è stata abbastanza miope da questo punto di vista. Anche perché, secondo me, i partecipanti in gara avrebbero potuto molto di più fare la differenza rispetto a quanto hanno effettivamente fatto. La realtà dei fatti è che la crisi ha colpito davvero dappertutto e la paura di perdere investimento o fare un buco nell’acqua ferma molte delle produzioni che anni fa potevano essere più coraggiose per via della maggiore disponibilità di liquidità.

Mi ha stupito infatti che questa stagione sia durata così poco.

Ripeto: miopia da parte del canale. E anche perché le risorse sono state veramente poche: non so quali sono stati i motivi in cui è stata gestita la cosa: il problema dei canali televisivi è che sono molto autoreferenziali.

Facciamo un esempio: annoto scelte televisive che hanno fatto promozione a quel programma, non al genere. E quindi si elude quello che è il movimento.

Perché nonostante si parli di rap e di freestyle, questi ragazzi arrivano da background molto forti. Nel momento in cui sono lì, rappresentano davvero un movimento.

Lasciamo perdere il discorso sulla cultura Hip Hop perché, già per il fatto che sia in tv non è possibile parlare di Hip Hop. Qui si sta parlando di rap e di intrattenimento.

I ragazzi arrivano da un movimento che va avanti da solo, che non ha bisogno di televisione per esistere e per funzionare al meglio. Nel momento però in cui le telecamere sono accese, e l’attenzione è rivolta su queste cose, andrebbero amplificate e soprattutto supportate di più quelle che io continuo a chiamare sfumature.

E non lo fanno. Forse perché hanno paura o forse perché non vogliono parlare di una cosa che non capiscono. Perché una cosa se non la vivi non la capisci. Oltre al fatto che fa paura, ci sono dei capitali, hanno delle responsabilità molto grosse e quindi fare il passo più lungo della gamba significherebbe per qualcuno perdere il lavoro o perdere una produzione intera, per cui lo capisco.

D’altra parte ci vuole molto più coraggio. Perché, chi arriva da questo tipo di movimento, da questo tipo di serate, senza neanche che uno si debba infognare con l’Hip Hop o il rap underground, sa benissimo che funziona.

Al di là del linguaggio italiano, è un’espressione mondiale. E funziona dove c’è chi ha avuto il coraggio di farla funzionare.

Qua in Italia non c’è, perché purtroppo, sia per le risorse ristrette, sia perché chi comanda non conosce l’ambiente ed il linguaggio che andiamo ad utilizzare, non potrà mai essere così. Anche per le leggi che abbiamo: un Moige (ride) ha obbligato a mettere dei beep su delle parole di uso comune, addirittura venivano beepati i freestyler e dalla giuria certe parole venivano invece tranquillamente ripetute.

C’è quella ipocrisia italiana legata alla legislatura che impone di censurare determinate cose quando poi in realtà queste sono di uso comune. Certe voci ormai sono di uso comune e bisognerebbe prendere atto del fatto che certe cose ormai si dicono, si pensano, si fanno. Diventa cronaca di quello che succede, non di quello che dovrebbe succedere.

Questa cosa dei beep è stato uno degli elementi che è emerso nella critica al programma. Puoi specificare qual è stato esattamente il tuo ruolo?

Io ho fatto la selezione degli Mc insieme a MTV dando la mia consulenza come organizzatore di battle ancora in attività + la consulenza Musicale, ho fatto cioè i tappetini, musiche per i dancers, selezionato con Double S i beat delle battle, fatto la sigla finale. Ne ho proposti alcuni, prendendoli dalle varie battle, sia da quelle che ho organizzato io, sia da quelle che hanno organizzato altri. Anagogia è uscito dal Fight Club, altri venivano dal Battle Arena, Fatt Mc, sì ha partecipato al Tecniche (e quest’anno l’ha vinto, dopo Spit) però quest’anno era il vincitore dell’Honiro Battle.

Non ho fatto quella che si dice comunemente “mafia”. Nonostante nella promozione della trasmissione su Sky “The real freestyle” venga dichiarato che in quella trasmissione “non ci sono raccomandazioni come in altre trasmissioni” dove l’ignoranza in materia degli organizzatori è così palese che non hanno letto nemmeno le bio dove ci sono le referenze degli mc coinvolti.

Anzi ci tengo a sottolineare che nessuna label o mc abbia mai pagato un’ iscrizione o esborsato denaro per partecipare, anzi sono stati tutti stipendiati per la prestazione artistica prestata.

Ho voluto rappresentare la scena del freestyle italiano. La metà di questi ragazzi erano già in lista l’anno scorso, però l’anno scorso abbiamo voluto sdoganare il fattore freestyle. Quindi già l’anno scorso volevamo mettere Ensi in giuria al posto mio.

Un paio di ragazzi in freestyle non erano delle grandi cime però quando poi hanno realizzato delle canzoni, hanno avuto l’amplificazione televisiva che li ha portati ad essere conosciuti.

E non sono persone che fanno musica per il mercato, o si sono adeguati per andare in tv, sono andati per quello che avevano fatto l’anno prima, due anni prima, dieci anni prima.

Facciamo l’esempio di Loop Loona: si è presentata con i suoi testi, con il suo suono. Col freestyle non ha brillato molto, lei è molto più brava di quello che si è sentito in tv, però il fattore tv l’ha molto frenata. Detto questo, nel momento in cui si è messa a lavorare ha fatto dei numeri interessanti sul web, anche a livello di stampa si è mossa molto. Lo stesso J Ax che non la conosceva nell’ambiente ne ha sempre parlato bene con addetti ai lavori e giornalisti. E quindi la scelta era stata molto più di trattare in maniera più seria possibile il rap, non solo il freestyle. Quindi MC’s  di ottima qualità.

Quindi, per tornare alla domanda: tu ti sei occupato della selezioni dei partecipanti.

Sì, ero il consulente principale coadiuvato dall’approvazione, suggerimenti delle selezioni di Youtube e eventuali veti di Mtv.

Il tuo criterio di selezione qual è stato?

Prima di tutto la completezza. Nel senso che, tutti questi mc sanno anche scrivere, soprattutto quest’anno. Beh, anche quelli dell’anno scorso, ad eccezione di Moreno che, oggettivamente, aveva delle difficoltà a scrivere dei testi rispetto agli altri.

Quest’anno tutti in grado sia di scrivere, sia di performare, quindi vincere battle, sia di essere Mc. A me quello che interessava, il messaggio subliminale nella mia consulenza di Mtv, (ride) era quello di portare degli Mc veri.

Chiunque di questi ragazzi è criticabile sotto diversi punti di vista, ma nessuno può dire che questi non siano Mc.

Ci sarà una terza stagione?

Dipende dai che numeri farà questa, non c’è una progettualità dietro.

Molto semplicemente: se fa numeri, che al momento non conosco.

In realtà devi vedere il feedback, almeno sul web. So che molti l’hanno guardato ma anche che molti non si sono sentiti di dare un giudizio, né positivo né negativo. L’hanno visto e basta. L’anno scorso se ne discuteva molto di più, anche nelle jam, era un po’ la novità. Diciamo che i numeri di polemica sono stati coperti da altre polemiche televisive (ridacchia) che in qualche maniera mi hanno anche riguardato.

Sì, sì ci arriviamo. Non ti preoccupare. Senti, cosa succede al vincitore? A parte i 5mila euro dico.

Deve mettere l’assegno di un metro per due da qualche parte… niente. Finisce lì. Il vincitore vince solo i soldi, non c’è una progettualità di Mtv di sfruttarlo. Se poi il personaggio è forte lo faranno lavorare, almeno questo è quello che io so. Se poi Mtv abbia altre mire sui ragazzi io non lo so.

Tornando a quello che dicevi all’inizio dell’intervista, che mi ha colpito abbastanza, sul fatto che Mtv non abbia poi investito – mi pare di capire – un grosso budget sul programma..

Beh il budget era anche grosso, però sicuramente ci sono state delle restrizioni.

…com’è lavorare con Mtv? Sai benissimo che, vista da fuori, spesso viene percepita come il grande mostro, il nemico, l’assassino della Cultura.

In realtà ho trovato una grossa apertura, almeno nei miei confronti. Di sentire quello che, come consulente, avevo da dire.

I media e i gossip mi vendono come autore, mi danno la paternità del programma che invece ho solo marginalmente. Io e la Zukar è 5\6 anni che tentavamo di piazzare un format simile.

Soprattutto gli autori, dato che la produzione non è di Mtv, è di Zodiac che poi la vende a Mtv. Forse da parte di Mtv c’è troppa concentrazione sui numeri, su quello che funziona.

Non ci sono mai state grosse imposizioni a parte quello che televisivamente serve.

La mia esperienza è che.. chi è arrivato prima di me a lavorare con le televisioni, l’ha sempre dipinto come il mostro che ti vuole cambiare. In realtà, quando ti viene data la prima chance, sei tu che cerchi di dare un instradamento e fino a che lavori per loro cerchi ti tenere quella strada lì.

Poi al momento che non ci lavori più sei libero di fare quello che ti pare. Molti non lo sanno, ma tante scelte prettamente rap vincenti sul programma, vincenti su chi segue il rap, le ha volute Marracash. Invece la gente pensa che lui arriva, presenta, piglia e se ne va. In realtà ci siamo imposti dal giorno zero su molte cose, avevano dei web-stereotipi nella testa che poi gli abbiamo tolto.

Puoi fare qualche esempio?

In Mtv non è che ci sono dei vecchi di 70 anni che ti vogliono per forza far fare dei programmi vecchi. Anzi, come età, siamo tutti quarantenni praticamente. Ci sono stati anche dei collaboratori che arrivano da Zona Dopa, quindi persone che conoscono benissimo l’Hip Hop. Ecco, questa cosa voglio far notare: su Mtv Spit, la parola Hip Hop non viene mai pronunciata.

Proprio perché c’è molto rispetto per la faccenda e nessuno pretende di vendere come Hip Hop quello che succede là dentro.

Quelle sono battle di rap, fatte con la tv. Non sarà mai come il cypha del parcheggio, non sarà mai come il Tecniche Perfette, non sarà mai come il 2The Beat. Per forza di cose. Anche quando Marra presenta dice “il rap in tv”: questa è una sfumatura molto importante.

E’ una distinzione che va fatta dalla radice: ogni volta che si va in tv arriva la critica “sputtanate l’Hip Hop!” Bisogna pensare molto bene alle parole che si usano, c’è una grandissima differenza tra le cose, e se non siamo noi a farla notare, allora non andiamo a farci un cazzo là dentro.

Almeno io che ritengo di arrivare e di condividere quello che ho convissuto in questi anni nel movimento Hip Hop. Se non sono io il primo a mettere i puntini sulle i allora sono andato lì a far niente, sono andato a prendermi dei soldi per fare un lavoro che poteva benissimo fare Dj Francesco o qualsiasi altra persona al posto mio.

Ma non perché questa sia una guerra o che la cultura Hip Hop non deve essere mainstream o non deve arrivare in certi posti, però va spiegata bene: e quando non hai la possibilità di esprimere la cosa a pieno,  tu devi andare lì e dire “questa cosa non è Hip Hop, facciamo quello che dobbiamo fare, lasciamo in pace l’Hip Hop.”

Parafrasando decine di  pionieri  americani, partendo da Bambaataa arrivando ad Esa per l’italia, vorrei ricordare che l “Hip Hop” è un mezzo non un fine. Vorrei ricordarlo in grassetto pure: l “Hip Hop” è un mezzo non un fine-

Quindi in TV e men che meno su Mtv scordati e non illuderti di vedere il vero Hip Hop, piuttosto che lamentarsi nei social uscite e andate dai vostri amici, buttate su un beat, fate freestyle, allenatevi a ballare, fate quello che volete fare per stare bene e andate nei posti a divertirvi con le ragazze o con chi vi piace, farete il 230% di quello che serve per l’ Hip Hop, usate sti pc per conoscere la storia e farvela propria alimentando il “vostro” knowledge… anche il crunk e il rap south hanno delle storie utili e interessanti da conoscere….

Questa finta guerra tra old e new, underground e mainstream se la inventano quelli che hanno paura o non sanno che dire; cosa hai da dirmi che Krs One non mi  abbia già detto con migliore cognizione di causa della tua?

 

Credo che tu mi abbia in qualche modo risposto tra le righe ad inizio intervista ma preferisco farti la domanda in modo esplicito: credi che abbia vinto il freestyler migliore?

Quello più completo secondo me è Nitro anche se Shade sa anche fare meglio di quello che ha fatto in finale…

Il freestyle di Shade è di ottimo intrattenimento: non che Shade non abbia attitudine Hip Hop o non arrivi da quello.. avessi dovuto scegliere, se il mio voto avesse fatto la differenza, avrei scelto Nitro.

Ma non perché è più hardcore o perché sembra cattivo, ma semplicemente perché è stato più vario: ha messo metrica, fantasia, poetica.. poetica quest’anno si è vista pochissimo rispetto all’anno scorso. Un Noema ha dato tanto l’anno scorso, Kiave non ne parliamo. Shade è stato simpaticissimo, ce lo ricordavamo anche più clamoroso, da come avevamo visto, rispetto a quello che è stato trasmesso. Ma, per sua stessa ammissione – ci siamo sentiti il giorno dopo la fine del programma – mi ha detto “guarda, mi sono rivisto, non sono così convinto di aver stravinto come pensavo.” Ma è andata così: quando il voto va al pubblico, il pubblico vota chi lo diverte di più: non stanno a guardare la manfrina di Nitro che ha usato una metrica, ha fatto un giro di parole o è stato sottile perché non gliene frega niente. Son lì per divertirsi.

Tu, quindi, non hai avuto nessuna possibilità di esprimerti sul montaggio delle puntate?

In realtà neanche l’anno scorso, non che la cosa mi interessasse. Speravo venisse un po’ meglio. Io non sono neanche in grado di dare dei consigli da quel punto di vista, non è il mio mestiere. Però, per esempio, c’è stato un momento, sulla puntata finale, in cui ogni due secondi cambiava l’immagine e mi stava venendo un attacco epilettico. Però son cose tecniche.
La possibilità di esprimermi c’è stata ma non ne avevo il tempo di andare a vedere quando c’era il montaggio e in ogni caso potevo suggerire pareri personali, non è il mio lavoro…

Sei, in qualche modo, deluso da questa edizione?

Deluso no, perché poi alla fine il freestyle ne è uscito vincente. Sai, quando nella tua testa sai che si può fare meglio, e non viene fatto, rimani scontento ma deluso no.

Come in ogni cosa si può fare sempre meglio, la squadra di Mtv SPIT non è di scappati di casa, magari il prossimo anno mi propongo davvero come autore se mi accettano e vediamo se faccio meglio….

Ok, arriviamo verso la conclusione dell’intervista. Ho fatto un giro sui social network, e sulla pagina di Mtv Spit ed ho registrato quelle che sono state le critiche più comuni al programma. Vorrei che tu rispondessi ad ognuna di queste.

 

  • La prima, che in qualche modo abbiamo già sviscerato, è che l’Hip Hop non c’è.

Beh non è stato neanche richiesto. Secondo me questa nazione non è pronta ad avere l’Hip Hop in tv. Perché anche se ci fosse, alla fine, chi ci metti? Anche mettessimo tutti i precursori italiani, rappresenterebbero al 100% quello che dovrebbe essere? Lo farebbero bene, lo farebbero male? Sicuramente la possibilità di poter fare meglio l’ha avuta chiunque. L’Hip Hop magari lo si può documentare ma neanche Yo! Mtv Raps era Hip Hop, anche quella era una macchietta di quello che succedeva alle jam, molto simpatica, fatta sicuramente bene e molto meglio di qualsiasi MTv Spit però, sì, se dobbiamo scegliere qualcosa di meno peggio, scegliamo Yo! Mtv degli anni ’90 ma non era nemmeno quello Hip Hop.

Neanche se un programma lo facesse Bambaataa con Kool Herc rappresenterebbe realmente quello che è l’Hip Hop. C’è tutto un discorso da contestualizzare. Io quando faccio workshop cerco di contestualizzare, non è che mi metto a dire “nella New York anni ’70 c’era un’edilizia talmente selvaggia che ha scaturito dei movimenti politici che poi..” cioè, te ne vai a male.

Qui abbiamo altri problemi. Abbiamo la Tav. (ride) Capisci? Bisogna contestualizzare. Realmente, secondo me, l’Hip Hop non si potrà mai vedere in tv, neanche se metti i pionieri tutti assieme. Art of Rap è stato un bel film di cronaca, ma non è l’Hip Hop, mancano tutti gli elementi.

 

  • Ci sono troppi torinesi.

Ahahhaha! Beh, la mafia del freestyle torinese, non se ne esce. Hanno ragione comunque…troppi torinesi… ci sta anche la polemica. Non avessi fatto parte del programma e non garantissi per la mia giustizia nel scegliere, sarebbe stata la prima cosa che avrei detto.

 

  • Un’altra cosa che ho letto spesso è : i veri artisti non sono mai usciti da un contest.

Mmm…ni. Non saprei farti degli esempi, l’artista quello vero non saprai mai che esiste.

 

Ti faccio l’esempio di Psycho Killa: vuoi sentire i suoi pezzi nuovi? Devi andare a casa sua, bussare alla porta, ti fa entrare in camera e te li fa sentire. Se vuole. Quello è un artista e non si è mai piegato alla logica del “devo far sentire la mia roba per far sentire che sono ancora vivo” e questo al di là del fatto che possa piacere o meno. All’artista vero non frega niente degli applausi: se ci sono dei soldi in palio e c’è da campare, partecipa, ma lo fa giusto per quello.

 

  • Il discorso degli applausi è un assist fantastico per la prossima critica, l’applausometro, che ha deciso diverse sfide in questa edizione e che proprio non è piaciuto.

E’ un semplice misuratore di rumore. Quello che il pubblico NON ha capito, è che quando c’era da votare per l’altro mc, quello che NON ti piaceva, dovevi stare zitto.

C’è stata una battle, quella tra Nerone e Fred De Palma, dove la gente fischiava Fred De Palma, così però l’ha aiutato. E’ un misuratore di decibel, niente di che, comunque c’era la notaia che segnava tutto e di lì non si sgarra. L’anno scorso il misuratore lo teneva Marra che era molto più alto, quindi determinate frequenze venivano prese in una certa maniera: quest’anno era in mano a delle ragazze che erano 1.70 al massimo e prendevano un suono da una certa altezza in su. Se consideriamo che la gente alza la testa quando urla.. Non ho sopportato, anzi, mi ha proprio fatto girare le palle, quando la battle finiva alla pari, perché non sopporto le persone indecise in generale, soprattutto quando l’ultimo sa che il proprio voto può fare la differenza. Prendi le palle in mano e dai un voto. Però per me quest’anno è stato facile criticare la cosa, l’anno scorso alla seconda battle mi sono reso conto che, conoscendo tutti gli mc, dover dare un voto era molto più importante. Però non mi sono mai fatto prendere da “facciamo pari perché non so cosa votare”.

 

  • La critica maggiore ricevuta dal programma è quella relativa alla giuria, soprattutto per quanto riguarda Morgan e Max Pezzali.

Ritengo Max una persona che stimo, come artista ho i suoi dischi da quando ero ragazzino, come persona, una persona fantastica, però lui stesso è un outsider. Un tipo di giurato così – che dà un voto di pancia – ne basta uno, per quanto lui sia inserito nel pop. Uno come me, o come Ensi, diciamo uno che viene dalla scena, ci vuole, per forza.

Però, prendi Niccolò Agliardi: magari non ha avuto molta personalità, però oltre ad essere un paroliere – che comunque ha vinto dei Grammy, non è che ha vinto noccioline – è anche insegnante alla Statale di Milano, quindi valutava il discorso di grammatica: mancava una figura del genere quest’anno.

Il voto di pancia ci sta, il voto dell’insider ci sta.. Morgan è un folletto. Alcune sue considerazioni, anche interessanti, all’interno del programma sono state tagliate: comunque, o Morgan, o Max Pezzali. Altrimenti è troppo. Quindi o uno che dà il voto di pancia, o il folle che non sai che cazzo combina: però ci sono 5mila euro in palio, non puoi mettere una persona che vota collericamente…. Avrà i suoi buoni motivi, avrà i suoi parametri di scelta, però a me, essere votato da uno che, in base a come è preso – ha votato anche a capocchia quest’anno – con 5mila euro in palio assolutamente non va bene. Televisivamente vincente ma moralmente mi scende la catena.

Il discorso di Paola, lei è una manager, si occupa di rap ed è riuscita a portare il rap a livelli insperati.

Livelli che sono solo non puoi immaginare, ma nemmeno ci speri. E’ una persona in grado di dire “questo artista ha qualcosa da dare, questo artista no” quindi il suo voto ha la valenza di quello che l’anno scorso aveva J Ax.

L’anno scorso Ax votava quello che avrebbe potuto avere, prettamente, un futuro come mestierante della cosa. Semplicemente quello. Di tutta la faccenda, di tutte le trasmissioni, l’errore che fa la gente è di sfogare le frustrazioni personali, da una parte e dall’altra. C’è chi è nel mainstream e dice che chiunque si lamenta lo fa solo perché rosica, che è la più grossa cazzata del ventesimo secolo – perché c’è chi rosica e chi ha cognizione di causa – dall’altra parte si strumentalizza a livello underground perché poi, alla fine, parafrasando Marra “c’è chi non ci prova nemmeno”.

Che effetto ti ha fatto, parlando di mainstream, vedere Moreno (che l’anno scorso ha partecipato a Spit) partecipare ad Amici e vincere?

Le mie considerazioni sono le stesse che già conoscono sia la De Filippi, sia la Zukar, sia Moreno. Quando seppi della notizia che andava ad Amici pensai: “ti prego no…dai…”. Fui contrariato fino al momento in cui (dato che non avevo visto la trasmissione in tv) non vidi Moreno col microfono in mano ad Amici.

Lui arrivò lì facendo quello che aveva fatto fino al giorno prima: fece freestyle.

E vabbè, ok, è piccolino, carino, simpatico, si fa voler bene e tutte quelle paraculate televisive che ci stanno, però ha preso il microfono in mano e li ha fatti strippare tutti.

Tutti. Dal pubblico, che era lì per l’ennesima Emma Marrone, agli insegnanti, perché nessuno in realtà sapeva.. sapevano che era un rapper che arriva da Spit ma non pensavano che fosse in grado di gestire così il pubblico.

Quando l’ho visto ho detto “questa è roba sua”. Io non ho visto un mc che rappresentava l’Hip Hop o l’Hip Hop che veniva stuprato: io ho visto un ragazzo che utilizzava il linguaggio del rap, e le capacità a del freestyle, tenendo a bada un pubblico degli addetti ai lavori che in realtà non sapevano niente di quello che stava succedendo.

Mi sono ravveduto dicendo “questa è roba sua”. Se qualcuno doveva fare qualcosa del genere ad Amici, Moreno è la persona giusta.

Non sono molto d’accordo sul fatto che abbia vinto lui, in quanto tutti gli altri, cantanti e ballerini, si sono fatti un culo quadro. Non che lui non abbia fatto niente, però si sono fatti veramente un culo tremendo e che arrivi un rapper che ha fatto per metà freestyle e per metà ha scritto il disco là dentro, è un po’ come uccidere tutto lo sbattimento degli altri. Questa è la mia considerazione personale. Delle puntate ho visto ben poco, ho visto solo quella dove c’ero io.

Secondo me è difficile che Amici –  e parlo sempre dal punto di vista dell’intrattenimento – riesca a ritrovare qualcosa di così potente e funzionale come Moreno. Poi tecnicamente, le basi che vengono utilizzate sul suo disco e cose del genere, su quello io non metto bocca, anche perché – pochi lo sanno – io in Tempi Duri non sono più direttore artistico e non seguo i lavori che stanno uscendo per l’etichetta. Sono un normale consulente, lavoro con Paola, lavoro con Fabri ma non sono più un uomo tempi Duri a 360.

Quindi non ti saprei dire perché è stata scelta quella base, o quel testo, se realmente tutti i testi li ha scritti Fibra, sono cose che non so e che al momento non mi interessano. Un disco così, non sono in grado di poterlo fare, quindi non posso darti pareri da quel punto di vista. Ritengo che quel programma è stato perfetto per Moreno.

Domanda da sfera di cristallo: secondo te durerà questa bolla dell’Hip Hop?

Allora, sono tre anni che la gente dice che “passata l’estate si torna tutti underground”. Da una parte la mia anima roots hardcore vorrebbe che fosse tutto più grezzo però dall’altra parte è un discorso di ying e yang: senza tutto questo hype.. ti faccio un esempio: quando gli Articolo 31 uscivano con un singolo, i Gatekeepaz, in quella settimana, vendevano 100 copie. Che 100 copie le vendi in sei mesi adesso. Quindi, tutto questo mainstream, fatto bene e fatto male, in realtà aiuta e stimola l’underground. E non è un discorso paraculo è la verità: nel senso che tanti si sentono in dovere di fare qualcosa per combattere quello che non gli piace del mainstream. E quindi c’è una reazione positiva: creare, fantasia.

E tanti dell’underground – non lo ammetterebbero mai – ma ringraziano che ci sia un mainstream, perché uno passa da un Guè Pequeno, da un J Ax, da un Fedez e poi dopo impatta con un Egreen, per parlare dei due lati della stessa medaglia. E poi magari si appassiona di Egreen.

Io ho avuto la fortuna di impattare prima sui De La soul ed i Run Dmc ma se vuoi ti rappo a memoria Gimme Five di Jovanotti. E’ anche grazie a quello se poi ho ascoltato altre robe, quando poi è uscito Stop al Panico l’ho sentito molto più simile ai mie gusti rispetto a Gimme Five. Questo mainstream, fino a che funziona, farà funzionare tutta la macchina.

Quello che vedo che manca invece nella discografia è un vero investimento sul genere: ci sono artisti stranieri, americani, che in Italia, oltre al fatto che non vengono, non vengono nemmeno promossi. Non si prova neanche a tentare di attingere a queste fonti, neanche di fronte a delle cose molto palesi come un Blue Nox che sta funzionando tantissimo, ha un feedback molto alto sul pubblico. Unlimited Struggle, nato come un collettivo, adesso stanno facendo l’etichetta. La stessa gente che arriva dal mainstream si sta appassionando a queste cose perché sente la differenza. La stessa Mtv, tramite New Generation, sta cercando di amplificare questa cosa, non c’è chissà quale tipo di censura dall’alto, del tipo amplifichiamo di più Club Privè rispetto ad un altro programma che potrebbe essere più hardcore.

Purtroppo una televisione commerciale vive di numeri, una radio commerciale vive di numeri, un giornale vive di numeri ed infatti We got Flava in edicola è durato due uscite. I numeri fan la differenza, l’unico modo per far numeri.. è un po’ come sparare sulla folla: se spari su un milione, è facile che un centinaio li ammazzi.

Possibile che in due anni nessuno abbia detto a Marra che la pronuncia è “battol” e non “bettol”?

Ahahahahah. In realtà io e Marra ci stiamo battibeccando su questa cosa, dal 18 febbraio 2011. La pronuncia corretta sarebbe “baedol” ma è una cosa che solo i piemontesi riescono a pronunciare bene . Però c’è la timidezza televisiva di non dire “baedol” e quindi lui dici “bettol” enfatizzando il fatto che non è “battol” che comunque è sbagliato (ride). Quindi nessuno dei due ha ragione. Basta che non si dica “bottol”!

Ok grazie per il tuo tempo mi rendo conto che l’orario è assassino.

Figurati, poi tu lo sai che sono logorroico quindi la cosa poteva andare avanti anche sei ore!

Grazie.

Grazie a te.