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Vite come l’Oro* La sottile linea blu



Questa Rubrica raccoglie e ripropone- via film, album e romanzi- le storie (REALI) delle figure e le vicende più triviali e particolari del nostro mondo, coloro che lo valorizzano, che lo rendono insensato e perfetto.

Durante la notte del giorno del ringraziamento del 1976 Randall Adams mentre sta viaggiando da Ohio alla California finisce la benzina nella sua macchina. Alza così il pollice e si fa dare uno strappo da un ragazzino sedicenne, David Ray Harris con il quale viaggia per un pezzo, dopodiché si salutano e se ne va a vedere un film ad un drive-in.

Poco dopo mezzanotte, l’agente Robert W Wood fa accostare la stessa macchina perché ha un fanale spento. Una volta avvicinatosi al finestrino viene sparato due volte, uno proiettile entra nel braccio ed uno nel petto. L’agente Wood cade a terra senza vita mentre la macchina dal guidatore sconosciuto sgassa via.

La moglie dell’agente Wood aveva la mattina stessa comprato per natale un giubbotto antiproiettile al marito poliziotto, che non si metterà mai.

La mattina dopo Randall Adam ignaro di tutto viene arrestato e costretto a confessare.

La macchina che guidava il ragazzo, Harris, risultava rubata, ma il ragazzo minorenne che era fuggito di casa e aveva portato via un fucile ed una pistola dalla casa dei genitori punta il dito a Randall, pur non avendo mai visto prima di pochi ore prima.

 

Randall Adam viene sentenziato alla pena capitale.

 

La donna che ha incassato la ricompensa per aver testimoniato contro di Adam giura di averlo visto sparare dall’arma, pur essendo risaputamene una tossica e non sapendo precisare bene in che posizione, a che ora ne perché si trovava sul luogo del delitto.

David Ray Harris dopo due anni dalla morte del poliziotto viene incarcerato per un altro omicidio e sentenziato alla pena di morte, eppure Randall rimase in prigione per 12 anni e mezzo.

Questo non è un racconto breve. Questa è la storia vera di Randall Adams, una folle realtà, conseguenza di una serie quasi inimmaginabile di coincidenze e corruzioni che nello stupore fu riscoperto dal giovane detective privato e regista amatoriale Errol Morris, il quale ha raccolto prove, ha raccolto indizi e ha creato e ricreato la situazione dieci anni dopo, risciendo a sconvolgere l’America e strappare un innocente dalla sedia elettrica.

Una sottila linea blu (1988) questo è il titolo del documentario che ha messo insieme in 2 anni e mezzo, una sottile indifesa costrizione, in cui ci si confonde, ci si contrae… si perde il senso tra la giustizia ed il buon costume. Si perde il senso tra vita e morte.

Con le musiche mesmerizzanti di Philip Glass, Morris ha creato un documentario unico, dall’incredibile impatto visito, quasi una continua, unica magia, fatta di rallentatori, close-ups, accelleratori) e dalle rabbrividenti realtà della giurisdizione (mai datata) del Nord America.

Magia visiva sì, che racconta qualcosa di folle ed unico, una vita che si strappa ad altre vite, un vita che si incastra con una vita più folle. Un documentario unico nella storia dove di fronte alla telecamera il reale assassino confessa dopo 12 anni e mezzo il proprio crimine scagionando l’altro. Un documentario su un mistero che realmente, senza finzioni, senza supposizioni, risolve un mistero, scagionando un uomo e portandolo dopo quasi 15 anni alla libertà.

Randall Adams (1948-2010), da una immagine del documentario di Errol Morris (1988). Dopo esser stato scarcerato ha combattuto contro la pena di morte prima di morire per un tumore al cervello.

David Ray Harris nel documentario. E’ stato giustiziato in Texas il 30 Giugno 2004.