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PROFEZIA CHE MALINTERPRETATA PUÒ ESSERE STATA
MUSIC

Intervista a Fuoco Negli Occhi



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Qualcuno magari ha già avuto modo di sentirli recentemente suonare dal vivo, qui a Firenze, durante la manifestazione Firenze Rima – Do The Right Side .. Si chiamano FNO – Fuoco negli Occhi, e nascono dall’incontro di quattro menti completamente diverse, ovvero Brain, Chiodo, Prosa e Micha, provenienti allo stesso tempo anche da ambienti e paesi differenti. I primi due infatti, sono entrambi di Bologna, mentre Prosa e Micha, rispettivamente fratello e sorella, sono nati a Bruxelles da genitori italiani e hanno passato gran parte della loro vita nella capitale multi-etnica belga, oltre ad aver abitato qualche anno anche in altre capitali europee, portandoli così ad avere di conseguenza nel proprio bagaglio musicale un background artistico internazionale … Nel 2004, ritrovatisi tutti a Bologna, i quattro, dopo varie esperienze artistiche individuali, decidono di unire le forze e dedicarsi completamente al progetto FNO..Ad oggi sono sicuramente una delle realtà più convincenti della scena hip hop italiana, e il loro sound internazionale li ha portati a suonare anche all’estero in un festival importante come l’Hip Hop Kemp…conosciamoli meglio con qualche domanda.. Il tutto è arricchito come sempre da una bella illustrazione curata da SketchThisOut scaricabile anche come wallpaper su www.hiphopkemp.it.

La vostra caratteristica come ormai tutti sanno è l’internazionalità..cantate infatti in francese, inglese, ed ovviamente in italiano..e per il vostro primo disco ‘Graffi sul vetro’ siete usciti con l’etichetta La Grande Onda del Piotta, uno dei pochi qui in Italia convinto della forza nell’hip hop di mescolare, come per l’appunto voi fate, più lingue insieme…(vedi intervista a Piotta su Basement Magazine n.7).. tra l’altro anche lui nel suo ultimo disco ‘Multi Culti’ ha mischiato il rap in italiano insieme ad altre lingue.. Come vi siete trovati a lavorare assieme ?

Il fatto di mescolare più lingue non è stata una scelta stabilita a tavolino quanto una conseguenza spontanea data dal nostro incontro e dall’affiatamento che ne è derivato..E’ stato bello constatare, alla fine del nostro lavoro, che anche il Piotta avesse intrapreso la scelta di mescolare più lingue e abbia deciso di supportare la nostra realtà trovandosi in linea con noi. Siamo rimasti soddisfatti del lavoro fatto per “Graffi sul Vetro”: il disco è stato recensito da tutti i maggiori portali web e soprattutto da molte riviste del settore e non. L’ufficio stampa (NextPress) a cui s’affida La Grande Onda è molto efficiente ed oltre ai giornali è da segnalare la moltitudine di interviste radio che ha coperto buona parte della penisola. L’unica pecca che si potrebbe segnalare è che, non essendo nella stessa città, il rapporto è stato impostato soprattutto su una base telefonica, il che rende difficile il confronto, ma è una sottigliezza che si potrebbe non menzionare. Per quanto riguarda il lavoro di distribuzione operato da Self invece le pecche a nostro parere sono state moltissime data la scarsa reperibilità del prodotto nei negozi col passare dei mesi dall’uscita ufficiale e date le molteplici lamentele a noi pervenute da ragazzi che non riuscivano ad avere il cd nemmeno avendolo ordinato da diversi rivenditori…

..adesso invece per il vostro nuovo street album ‘Full Immersion’ siete usciti per la Relief Records..come mai siete passati a questa nuova etichetta discografica? E come vi siete trovati con la Relief per questo nuovo album?

Siamo passati alla Relief principalmente perchè è stato più facile trovare gli accordi e discutere in maniera diretta sulle modalità di lavoro essendo la loro sede qui a Bologna. Il disco ha solo pochi mesi di vita e il bilancio per ora è più che positivo. Ci sentiamo appoggiati in ogni circostanza ed oltre al rapporto lavorativo si è sviluppata una buona amicizia. Per noi è importante che Relief sia costantemente presente ad ogni nostra performance live rendendo direttamente disponibile il nostro lavoro al pubblico che ci segue. Chiaramente la situazione musicale italiana non è delle migliori ed è sempre più facile lamentarsi puntando il dito contro l’ etichetta, che in primis lavora per sostenere progetti che molto spesso sono salti nel buio, piuttosto che focalizzare l’attenzione sul problema vero e proprio che sembra essere molto più vasto. Il nuovo prodotto è prettamente uno StreetAlbum per il numero elevato di collaborazioni al suo interno (sia nostrane che estere), ma è stato curato in tutto e per tutto secondo i canoni di un disco vero e proprio partendo dai beat (tutti inediti tranne quelli di “Graffi sul Vetro Reload” e “Cosmos” già presenti nel primo disco) fino ad arrivare all’impegno che abbiamo messo nello scrivere le strofe.

Il vostro secondo album ‘Full Immersion’ ha quindi tantissimi featuring..sia con artisti affermati, che con talenti emergenti..non vogliamo togliere spazio a nessuno..ma ci piacerebbe che ci parlaste ancora una volta, in particolare delle esperienze avute con alcuni dei nomi forse più rappresentativi dell’album, o perlomeno con quelli con cui avete avuto un contatto più diretto, sia per quanto riguarda il discorso live, sia per quanto riguarda altri progetti ..ovvero due grandi nomi per l’Italia..Lugi.. e Paura, (tra l’altro quest’ultimo grande amico e collaboratore di Gold) , e un grande nome per l’estero, Specta (ex Saian Supa Crew)…

Ci teniamo a dire che ogni collaborazione ha una sua storia e un suo perchè. Lugi è sempre stato un grosso punto di riferimento fin da quando eravamo ragazzini e collaborare con lui è stato un grosso traguardo. Prende bene vedere come un artista riesca a rinnovarsi continuando a scavare nelle origini e a trovar stimoli agli openmic e alle serate di selecta dopo anni di permanenza sulla scena..in molti non ce l’hanno fatta o hanno preso altre strade. Dopo l’uscita di Full Immersion è capitato in più occasioni di calcare lo stesso palco presentando i nostri rispettivi lavori e saremmo contenti di collaborare nuovamente in futuro. Lo stesso Paura, invece, ci ha aiutato molto nel proseguo di questo progetto, è stato uno dei primi a cui abbiamo chiesto di collaborare e lui si è dimostrato disponibilissimo, e oltre a una strofa da vero “masai” su ‘Graffi sul Vetro’ reload ha curato la parte grafica del disco e del nostro myspace..Per quanto riguarda Specta che dire..? Fino al momento in cui si è presentato in aereoporto non credevamo che venisse veramente da Parigi per scrivere un pezzo con noi..Cazzo! Lui è veramente un fanatico cultore Underground..uno che gira le nazioni con una telecamerina e sforna dvd sulla realtà globale del nostro movimento, nonché mc e beatmaker potentissimo, ex membro della Saian Supa Crew. Il beat che ha prodotto per Point Break ci ha dato modo di migliorare tantissimo e lavorare con lui ci ha dato la conferma del significato che l’HipHop ha nelle vite di ognuno di noi. Un’ esperienza che ha molti punti in comune con l’ Hip Hop Kemp, anche se completamente differente nella forma.

Per informazioni sul suo laboratorio tossico: www.myspace.com/toxiclabotitaly

E’ difficile portare ‘Live’ un progetto con molti featuring come ‘Full Immersion’?..come vi siete preparati per i vostri showcases ?…visto che tra l’altro, purtroppo immagino non sempre potrete stare tutt’insieme sul palco, causa impegni di famiglia, lavoro ecc..

Sinceramente fino ad ora non abbiamo avuto alcuna difficoltà: in 3 anni siamo riusciti a far uscire due prodotti di spessore; di conseguenza di pezzi da fare in live ce ne sono un bel po’ e il nostro repertorio completo si aggira attorno all’ora e mezza di live.E’ vero che nel nuovo disco sono presenti molti featuring, ma sono anche presenti un buon numero di pezzi in cui a rappare siamo solo noi.Per quanto riguarda gli impegni di famiglia beh, fino a questo momento sono stati rari i casi in cui non siamo stati tutti e quattro sul palco per un concerto Fuoco Negli Occhi, comunque essendo 4 cantanti nel gruppo è facile sostituirsi usando inediti o strofe appartenenti ad altri nostri pezzi. In ogni caso la tendenza è quella di fare lo show al completo, anche perchè abbiamo sempre riscontrato un ottimo riscontro da parte del pubblico quando siamo stati tutti e 4 sul palco. Siamo consapevoli che il fattore live è una componente fondamentale nonchè una prova del nove per qualsiasi gruppo e siamo altrettanto convinti che sia un punto a nostro favore.

Voi per l’appunto siete in 4 e cantate tutti.. per adesso vi siete affidati a molti validi produttori..in futuro avete in progetto di produrre da soli anche i beat? mentre per quanto riguarda il djing nei vostri live, pensate di inserire nel gruppo un dj ufficiale? ..

Non abbiamo mai valutato l’ipotesi di produrre i beat per conto nostro, nasciamo tutti come cantanti e preferiamo migliorare e dedicarci completamente a questa disciplina, ma soprattutto a noi piace poter cambiare sonorità ed atmosfere durante il corso dello stesso disco, e questo viene facilitato dal collaborare con diversi beatmakers. In Full Immersion, essendo uno Street Album, abbiamo allargato la rosa dei produttori a nostra disposizione.Il dj è parte fondamentale dei nostri live e il dj ufficiale di Fuoco negli Occhi è Dj Rod. Si può dire che è già parte ufficiale del gruppo. Inoltre collaboriamo con altri dj bolognesi come Drogs, Gitta, Dima e Dobber.

Il primo vostro video ’Point Break’ è dai toni molto cupi..sembra quasi un’incubo …sappiamo che è stato fatto da Calibro 9, talento emergente della regia..….mentre per il secondo video vi siete affidati ad altri validi videomaker..potete dirci qualcosa al riguardo..

Per quanto riguarda “Point Break” avevamo intenzione di fare un video che non seguisse prettamente i canoni o gli stereotipi che vengono continuamente riproposti nei video hip hop nostrani. Diciamo che anche nel video volevamo lasciare il nostro tocco. Non ci interessava fare un video che finisse in televisione, altrimenti avremmo fatto tutt’altro a partire dalla scelta del singolo che già si presenta come un brano puramente hardcore…

L’ambientazione onirica che accompagna il video l’abbiamo studiata assieme a Calibro 9, trovandoci bene su tutti i punti di vista. Il nuovo video è uno streetvideo, anche in questo caso non bisogna far fede al termine in se, la professionalità è tutto per noi e il termine non deve intaccare la qualità del video che è più che ottima. L’appellativo street si riferisce piu all’ambientazione strettamente HipHop e meno estrema di Point Break.Il pezzo in questione è “Altamente Infiammabile” e nella versione che gira sul web è presente una sorpresa nel finale.. E’ stato girato da UnderVilla Prod ed è presente sul nostro myspace, su quello della Relief, su youtube e su vari portali del settore.

Raccontateci della vostra esperienza all’Hip Hop Kemp..come è nato tutto ciò, e quale insegnamento avete tratto da un festival come questo,dove forse la cosa più bella, a mio avviso, sono le connessioni che avvengono tra vari artisti.. per esempio,basta citare quella vostra con il gruppo angloamericano The Regime..

Il tutto nasce dalla mia (Chiodo) partecipazione al Kemp del 2005 dopo aver conosciuto ad una serata a Prato dj Tuco, Albio, Skinki, ovviamente tu Paolo, e altri ragazzi che organizzavano la jam toscana. Partii con Pest (Personaggi Scomodi) ed oltre a fare freestyle agli openmic e nei cerchi ci fu data la possibilità di fare 2 pezzi sul palco principale durante il live di Skinnyman e Foreign Beggars.
Restai molto colpito da questo evento e nel 2006 partecipai nuovamente al Kemp con Brain portando uno show case di qualche pezzo, per arrivare al 2007 dove la nostra formazione si è esibita al completo in un live dalla durata di un’ora. Il featuring con The Regime è stata una conseguenza della stima reciproca fra le nostre crew e speriamo vivamente di collaborare nuovamente con loro in occasione di progetti futuri.. E’ stata per tutti noi l’esperienza piu bella a livello di live… Abbiamo iniziato lo show davanti ad un pubblico ristretto, che si è però subito moltiplicato, superando il migliaio di persone; è raro vedere un pubblico che non ti conosce apprezzare cosi tanto la musica che fai; inoltre ringraziamo tutti gli italiani che erano sotto il palco per la carica che ci hanno dato. Lì abbiamo imparato che non importa solo la lingua con la quale ti esprimi, l’importante è che il messaggio che lanci sia serio e il pubblico recepisca appieno ciò che vuoi trasmettere a prescindere dalla nazionalità. Erano palpabili la fratellanza e lo spirito di ricerca dati dall’incontro di persone provenienti da nazioni e culture differenti ma accomunate dalle quattro arti… può sembrare melenso ma è così. A nostro avviso eventi come questo sono linfa vitale per la nostra cultura e consigliamo a tutte le teste Underground di partecipare numerose e cariche!

Lo scorso inverno vi abbiamo visto anche su All Music per Audioambiente con i Pali e Dispari..come è stata questa simpatica ed utile esperienza in Tv? Pensate che i mass media possono dare una spinta positiva al movimento hip hop italiano, o può invece, questa cosa, risultare un’arma a doppio taglio per la scena?

Inizialmente eravamo titubanti sulla partecipazione ad Audioambiente sopratutto per paura che fosse uno scimmiottamento della nostra cultura. Invece si è rivelata un’esperienza costruttiva che ci ha fatto riflettere parecchio e ci ha dato modo di esprimere la nostra opinione su di un tema molto importante quale la tragica situazione attuale di Madre Terra. La televisione è un mezzo che può essere sfruttato positivamente, anche se a fatica, dal movimento HipHop.. In questi anni vediamo molto arrivismo e molta fame di fama nel “nostro” ambiente…Noi non facciamo questo per essere qualcuno a tutti i costi o sembrare qualcun altro.. Lavoriamo tutti da anni e sappiamo come funziona.. Se la nostra musica ci permettesse di campare con la nostra passione le saremmo in primo luogo riconoscenti e non siamo disposti a sputtanarne né il messaggio né l’immagine in cambio di quattro spicci da mercanti in fiera.. E’ molto in voga la scusa di arrivare all’attenzione di un pubblico più vasto, ma che senso ha se il trend del mercato impone di farlo con parole vuote..Noi vogliamo un pubblico di fottute teste pensanti, non uno stock di marionette che passa con l’estate..

Per sintetizzare non sono i mezzi a sputtanare un artista, ma quello che lui comunica.. Se sei un artista serio, vai in tv e ti poni per quello che sei senza fare il coglione per il tuo rendiconto, resti uno serio…

Progetti futuri riguardo a FNO? E se avete in cantiere in futuro di fare anche qualche progetto solista,individuale, diverso da Fuoco negli Occhi. So per esempio del progetto di Micha Soul & the FunkAddiction

Al momento siamo totalmente concentrati su Full Immersion: il disco è uscito da poco e impiegheremo le nostre risorse nel promuoverlo al meglio. Di progetti ce ne sono ma sono ancora tutti a uno stadio fin troppo embrionale per definirli tali. Micha Soul & the FunkAddiction è un progetto che va avanti da almeno un anno e mezzo, ma è un discorso che esce dall’ambito hip hop. Nel tempo che ci separa dalla prossima uscita di Fuoco negli Occhi ci dedicheremo a collaborazioni varie. Inoltre stiamo supportando assieme ad altri gruppi emergenti del panorama bolognese il progetto “Laboratorio HipHop: Arena 051” in collaborazione con una realtà solida come quella del TPO. Per info: www.myspace.com/arena051

FNO@HIpHop Kemp 2007

Fuoco Negli Occhi – Point Break