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World Press Photo 2013 a Barcellona



La Fondazione Photographic Social Vision porta per il nono anno consecutivo al CCCB di Barcellona una mostra sempre attesissima, che riunisce le fotografie vincitrici del World Press Photo, il celebre concorso di fotogiornalismo mondiale che presenta immagini graffianti, potenti, terribili e bellissime: un appuntamento con i grandi fenomeni politici, sociali, sportivi e naturali che hanno segnato gli ultimi mesi, raccontati dalla prospettiva dei migliori fotoreporter del momento.

Paul_Hansen

L’immagine vincitrice di questa edizione, dello svedese Paul Hansen, ritrae i corpi senza vita di Suhaib Hijazi, di due anni, e del fratellino Muhammad, di quasi quattro, mentre vengono portati dagli zii alla mezquita dove si celebrerà il loro funerale, a Gaza. La foto fu scattata un anno fa: i bambini morirono in seguito all’attacco israeliano del 19 novembre 2012, che distrusse la loro casa.

Wei_Seng_Chen

World Press Photo è una fondazione olandese senza animo di lucro fondata nel 1955 che appoggia il fotogiornalismo internazionale. Il concorso al giorno d’oggi ha una portata straordinaria: va in mostra in più di 80 città di 40 diversi paesi e attira oltre 3 milioni di visitatori. La potenza delle sue immagini è un invito alla riflessione e la carica emotiva delle fotografie esposte arriva quasi fisicamente a toccare il corpo dello spettatore.

Daniel_Berehulak

Aperta al pubblico dal 6 novembre, la mostra sarà al Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona fino all’8 dicembre. Abbastanza curioso quel che è successo nel frattempo, proprio fra il CCCB e l’Ayuntamiento – la giunta comunale della città –  che ha respinto l’immagine che era stata proposta per fare pubblicità per strada. Si tratta di una delle immagini vincitrici, dello spagnolo Ochoa de Olza, che ritrae il famoso torero Juan José Padilla con un occhio bendato per aver preso una grave cornata. Barcellona, fedele alle sue scelte anti corrida, ha “gentilmente” suggerito che sarebbe stato meglio trovare un’altra fotografia che accontentasse tutti. Così sembra sia stato, anche se, a dire il vero, la locandina col torero è l’unica che ho visto.