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Caduta Libera, l’intervista!



I Caduta Libera sono un giovane duo proveniente da Roma, dediti – da bravi capitolini – ad un rap di matrice hardcore.

Libba (1991) e Delgado (1993) sono fuori in questi giorni con “Conspiracy, il complotto” (Ai Town Record Label) il loro biglietto da visita diretto alla scena nazionale.

L’intervista che segue è li risultato di una nostra chiacchierata epistolare.

Buona lettura.

Chi sono i Caduta Libera? Come nasce l’incontro personale e quello artistico?

Nascono entrambi nello stesso momento: ci siamo conosciuti in una battle di freestyle e quasi da subito abbiamo iniziato a collaborare. Tutti e due eravamo interessati alla musica dell’altro e ci piaceva come si combinavano voci, testi e flow. Ora siamo legati da una fratellanza profonda, nata da tutto ciò che abbiamo passato insieme sia a livello musicale sia in strada.

Da un po’ di tempo si fa un gran parlare di cospirazioni: nel vostro brano “Conspiracy” parlate della volontà di sporcare una cultura. Da parte di chi? A che scopo? Qual è, quindi, il complotto?

È fantastico vedere che in Italia l’hip hop si sta espandendo. Allo stesso tempo però è ridicolizzato da “esponenti sbagliati” che fanno passare questa cultura per una barzelletta. Noi ci crediamo e andiamo contro questo modo di denigrare la musica. “Contro la musica spazzatura” sia nel mainstream sia nell’underground, vendersi per soldi o per le visualizzazioni per quanto ci riguarda è riprovevole. Il complotto è nato per questo, non solo per il nostro cew ma per tutti gli artisti bravi ma sottovalutati che più cercano di arrivare a un risultato più vengono messi all’angolo da un sistema sbagliato e ingiusto.

Il rap romano è stato sempre caratterizzato da una forte componente hardcore. Voi per primi parlare di “cloni, di cloni, di cloni”. Non avete mai pensato che questa cosa, sulla lunga distanza, potesse rivelarsi un limite stilistico? Come si evita “l’effetto fotocopia”?

Bisogna essere originali, devi contraddistinguerti da tutti gli altri e cercare di fare la tua musica tirando dritto come uno schiacciasassi, senza avere limiti o standard imposti. L’effetto fotocopia non si evita, o copi o non copi, e chi conosce questa musica se ne accorge se sei un “clone”.

Per rimanere in tema di cospirazione, giro a voi una domanda che feci anche a Fetz Darko, anche lui romano, anche lui, come voi, sensibile a queste tematiche. Dove tracciate il confine tra pura paranoia ed “altra” consapevolezza?

Abbiamo sempre cantato il vero con parole dure, raccontando anche storie pesanti, sperando che all’ascoltatore arrivasse un po’ della nostra esasperazione per la situazione italiana e, più in generale, a livello umano. Siamo in pieno decadimento sociale e nessuno dice niente. Quando scrivi, può capitare di usare determinati aggettivi o frasi più di impatto, di conseguenza può risultare un po’ paranoica come cosa ma effettivamente non è niente di più e niente di meno di quello che viviamo tutti i giorni. “KEEP IT REAL in tutto quello che fai!”.

Come nasce la collaborazione con Amir?

Amir è un artista che abbiamo sempre ascoltato e stimato. Volevamo unire due correnti di musica e di pensiero differenti e vedere cosa ne usciva e a nostro modesto parere il pezzo è venuto una bomba. Quando gli abbiamo chiesto di collaborare gli abbiamo fatto sentire un po’ di “Conspiracy” e rimase piacevolmente sorpreso. Dopo aver avuto la produzione di Fama abbiamo registrato ed è stata una bella soddisfazione anche aver cantato il pezzo live alla serata di presentazione del disco al Circolo degli artisti qui a Roma.

Caduta Libera… come, dove e quando si verificherà l’atterraggio?

È quello il bello… quando atterri hai finito il viaggio. Siamo fiduciosi nel pensare che il modo in cui viviamo e facciamo la nostra musica sia un “moto-perpetuo”: buttarsi a capofitto senza preoccuparsi dell’atterraggio. La vita è una e va vissuta in caduta libera. E se il modo in cui lo fai ti porta da qualche parte, ben venga.