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Il mondo è pronto al Google Glass?



r zone google

Nel 1995 uscì qualcosa di folle e revoluzionario chiamato R-Zone, un dispositivo portatile sviluppato dalla Tiger Electronics che indossato in testa aveva uno schermo LCD trasparente che montato di fronte al viso proiettava direttamente nell’occhio destro i videogiochi con la massima interazione (da non confondere tuttavia con Virtual Boy, uscito lo stesso anno)

Che tu li confonda o meno va benissimo, dato che entrambi furono un fallimento completo, troppo avanti per il loro tempo, troppo complessi.

Quasi venti anni dopo tuttavia la multinazionale Google decide che siamo pronti. Ma non per utilizzare l’interazione di realtà virtuale come console per i ragazzini (di cui noi siamo matti ed elogiamo ogni evoluzione) ma addirituttura come nuova revoluzionaria interazione online, sociale e di vita comune.

No in realtà quello avete visto bene è il R Zone, parodiato come google glass. Il google glass invece è un dispositivo dalle mille e più qualità ( il chirurgo Dr. Christopher Kaeding ha nell’agosto del 2013 operato un paziente in diretto collegamento grazie ad un paio di google glass con un suo collega) e funzionalità interattive, come possiamo vedere in questo video:

Ma apparte queste parentesi anche troppo alla ricerca della risata, il mondo è pronto a vedere gente camminare per strada ed interagire con sguardo vago con i propri device iperinterattivi?

Come tutto di certo basta soltanto abituarsi, aspettare che diventi trend, entri nell’immaginario comune. Basta una scintilla, come Brad Pitt e George Clooney che nello stesso numero di Cioé portano le Crocs perché improvvisamante diventino socialmente ok. Basta un tweet di Will Smith che ha provato il Google Glass che tutti impazziscano. Ma se non è successo fino ad adesso, forse si sta già abbastanza male così come stiamo.