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“Non sta succedendo qui. Ma sta succedendo ora.”



Imparare a guardare significa anche imparare a pensare. Le immagini di cui ci nutriamo giorno dopo giorno, soprattutto grazie ai media in generale, e alla rete in particolare modo, formano parte fondante della nostra conoscenza sul mondo. Imparare a vedere dove comincia la realtà ed inizia la fantasia, ma anche imparare a guardare più in là del nostro verde pratino di casa, è un esercizio necessario per avere una visione sana dell’esistenza. Amnesty International, con la sua recente campagna fotografica, punta proprio ad aprirci gli occhi sui terribili eventi che continuano ad accadere altrove, in paesi spesso molto lontano dai nostri, ma in questo esatto momento comune a tutti.

Di forte impatto visivo (forse per alcune anime sensibili anche troppo diretto e brutale), il servizio illustra varie situazioni di violenza per sfondare il muro di indifferenza che ovatta le nostre vite e fodera i nostri occhi di prosciutto. Fermarsi a guardare significa dare peso e prendere coscienza del fatto che ancora oggi terribili atti di violenza vengono perpetuati senza alcun senso, e nel più dei casi a danno di innocenti. In un’epoca in cui quasi ognuno di noi possiede tutto, e a volte anche troppo, considerare di fare un’offerta per chi aiuta anche il nostro prossimo, è un atto doveroso soprattutto a Natale. Basta anche spargere la voce, diffondere un’immagine, attivare una discussione, perchè posare lo sguardo al di là del nostro panorama abituale, ci renda più consapevoli e pronti ad agire per il bene comune.

L’autore della campagna è l’agenzia pubblicitaria svizzera Walker per chi volesse saperlo.