Scopri l'universo
espanso di Gold
Gold enterprise
Goldworld Logo
SI TRASFORMA IN UN RAZZO MISSILE
STORIES

L’ignorante 0.4 La #neknomination ci fa una sega.



Le mode sono fatte per essere seguite, le mode vanno di generazione in generazione e ogni generazione ha avuto la sua. E’ così anche per le droghe e le idiozie di gioventù.

La mia generazione è stata quella delle corse in macchina, oppure delle corse in moto/motorino/primiscooter su una ruota, senza casco, sul viale del metano a Firenze. Morti e feriti, naturalmente.

E’ stata anche quella dei ragazzi che attraversavano i binari ferroviari un attimo prima che il treno passasse, il gioco era “vince chi si avvicina di più al treno”. Morti e feriti, naturalmente.

Qualcuno dei più giovani si chiederà perché i cavalcavia delle autostrade sono numerati.

Beh, era un’altra moda del cazzo dei metà anni 90, ragazzi che tra i 15 e i 30 anni si appostavano sui cavalcavia e lanciavano sassi cercando di colpire le macchine di passaggio, i famosi “sassi dai cavalcavia”. E anche lì, morti e feriti… naturalmente.

Boh. Gli psicologi dell’epoca la chiamarono velocemente e in tre parole: noia di vivere.

Può essere.

Ancora oggi ci sono circa una cinquantina di casi l’anno di sassi dai cavalcavia, ma non se ne parla, non va di moda. Non ci sono stati morti e feriti. Ancora.

Quindi oggi di cosa parliamo?

di #Neknomination – una cazzata al confronto.

Mi sono chiesto, in questi giorni, quale poteva essere la cosa che accomuna i problemi generazionali. Un grande Boh, o forse no, forse il problema non è la gravità delle mode, ma il non aver capito come non far venire la noia di vivere ai giovani.

Non è banale retorica.

diciamo che: La risposta è talmente banale che può sembrare retorica.

La situazione di oggi a differenza della mia generazione non è certamente migliorata, ma nemmeno peggiorata chissà come, si è soltanto mutata/trasformata e plasmata in relazione ai tempi che sono, perché di base ci sono sempre le solite cose.

La noia, la carenza di educazione civica da parte delle famiglie, sempre più dietro alle problematiche quotidiane, ma anche e sopratutto da parte delle istituzioni con scuole sempre più tagliate.

Poi c’è la distanza tra le persone, che sicuramente con l’avvento dei Social network e di Internet degli ultimi dieci anni, si è allargata, ma il cambiamento più grande credo sia nella percezione della vicinanza/lontananza tra le persone.

Si perché il tutto in piazza, grazie a post/foto/twitt ecc. ecc. della propria vita personale su siti internet, fa sembrare le persone vicine, che si conoscono benissimo, mentre in realtà quando ci incrociamo per strada non ci caghiamo neanche.

Quindi la verità è che la finta vicinanza dei social, spesso nasconde in realtà distanze tra le persone a volte incolmabili.

Ce ne accorgiamo quando un caso esplode e cioè solitamente quando è tardi per essere evitato e quando ormai viene chiamato fenomeno su giornali e tg.

Le Baby gang, la Baby prostituzione…. per esempio.

Per capire e avere un esempio concreto di quanto sia povera la nostra percezione dell’influenza sui giovani delle mode sbagliate, basta guardare per esempio le comunità, che un tempo erano quasi esclusivamente per tossicodipendenti (uso di eroina per lo più) e oggi piene invece di ragazzi con ogni tipo di dipendenza.

Quali sono?

Gioco (Videopoker, gratta e vinci, lotterie, scommesse), Social network, Internet, Pornografia, Smartphone, Cibo, Televisione.

Così, oggi, accanto alle dipendenza dalle droghe più disparate, sempre in aumento e che già bastavano e avanzavano negli anni in cui sono cresciuto io, si sono aggiunte le dipendenza non chimiche.

Allora proviamo a chiederci come fare ad aiutare i giovani a non avere la noia di vivere e a non farli cadere nelle nuove dipendenze.

Chi se lo deve chiedere e si deve sentire responsabile?

Naturalmente chi ha più a che fare con i giovanissimi: gli insegnanti.. in tutti i sensi.. perché i primi insegnanti della vita sono i genitori. Quindi anch’io.

Troppo spesso vedo genitori dipendenti e schiavi di attenzioni morbose verso i figli non pensando che quei figli saranno a loro volta adulti/genitori che diventeranno pieni di dipendenze e di aspettative, che molto probabilmente non saranno colmate e quei bambini, prima di essere adulti e genitori, saranno adolescenti, che è il momento più critico e pericoloso della vita.

Formare bambini indipendenti da subito, li renderà autonomi quando dovranno avere la forza di scegliere da soli quello che è giusto e sbagliato, mentre i bambini cresciuti dipendenti saranno più facilmente influenzabili. Perché dipenderanno da quelli più forti del gruppo in cui si troveranno. Esperienza personale di quartiere. Per avere uomini/donne indipendenti nel futuro dovremmo essere/avere genitori indipendenti ed equilibrati.

La #neknomination è solo un episodio nuovo in un mondo vecchio di queste cose.

Meglio uno shot di rum, che una siringa in un braccio (anche se oggi l’eroina viene mescolata a pasticche di anfetamina e più spesso fumata!) e non perché l’alcool non sia pericoloso, anzi, pericolosissimo forse anche più dell’eroina; ricordo un conoscente alcolista che mi diceva “vedi, per me entrare in un bar e vedere le bottiglie dietro al bancone…  è come per un tossico che cerca di smettere vedere su quella mensola siringhe già pronte!”

Però  tiro un mezzo sospiro di sollievo se il problema della generazione di oggi è la neknomination.

Purtroppo non è quello il problema e, come per la nostra generazione non lo era l’Eroina, il problema rimane la mancanza di una rete sociale forte che ti faccia sentire parte di qualcosa di importante, che ti faccia sentire un tassello importante, per realizzare qualcosa di importante.

La differenza è solo che noi non avevamo telefonini a testimoniare le cazzate che facevamo, tutto qui.

Ai Vecchi (Io?) vorrei dire di non fare quelli che non hanno mai fatto niente di male nella vita, di non passare per i buoni samaritani… ma di diventare invece loro stessi (noi) testimonianza degli errori commessi o visti, ed esempi viventi (o sopravvissuti) di un epoca davvero difficile. Non mettiamo la testa sotto la sabbia facendo finta che la droga non esista. Sappiamo bene che è dentro a molte case.

Ai giovani invece mi verrebbe da dire di fare quello che gli va perché gli va, di decidere da soli e non per una scommessa o perché lo fanno tutti e se proprio vi volete drogare, drogatevi con la testa, usate roba leggera e sicura, perché non conosciamo sempre i nostri limiti.

“Fino all’attimo prima che si fermasse, quel cuore batteva, il problema vero è che non sai mai quand’è quell’attimo e qual’è il tuo limite…”

Me lo disse un mio amico, al funerale di un altro mio amico, morto per un malore.