Scopri l'universo
espanso di Gold
Gold enterprise
Goldworld Logo
NOI SIAMO GROOT
MUSIC

Dirty Dagoes, l’intervista!



 

L’uscita del secondo mixtape della crew Dirty Dagoes è un’ottima occasione per scambiare due chiacchiere e provare a conoscere meglio questo interessante collettivo. Parliamo di un trio di produttori formato da Sick Boy Simon, Charles Bronzon e Dj Tray. Impressionante la lista degli ospiti su questo mixtape, lista che comprende sia italiani (Jake La Furia, Stokka & Buddy, Egreen, tra gli altri) che americani (Tragedy Khadafy, Sonny Seeza, Prodigal Sunn).

Il risultato è un concentrato di hardcore che guarda al passato ma è proiettato verso il futuro.

Sickboy ha risposto alle nostre domande, buona lettura.

 

Ciao ragazzi, grazie per il tempo e la disponibilità. Chi sono i Dirty Dagoes? Chi fa cosa? Come nasce questo trio?

Sickboy: Dirty Dagoes e’ un brand che comprende un team di beatmakers & una street family

 

Il trio prende vita nel 2011 ma il vostro viaggio nell’hip hop comincia molto prima. Avete voglia di raccontarcelo?

Sickboy: Io ho approcciato da bambino al writing e il breaking, verso il 2001 le prime rime e i primi beat. Sono stato influenzato, come tutti, da Strade di città degli Articolo 31, per poi passare diretto a Enter the 36 chambers, Temples of Boom, Black Sunday, Shut em down, Murda Muzik e tantissimi altri album classici. In Italia, da nominare per forza, i Colle der Fomento, Kaos One , Lou X, Sxm, Gente Guasta, Sottotono, Fritz da Cat.

Appartengo alla scuola sarda e mi sono formato con molti degli artisti sardi che oggi si stanno affermando sulla scena, gente come me, Kennedy, Uzi, Kique Velasquez e molti altri; ci si e’ influenzati a vicenda per anni collaborando e frequentandoci pur avendo progetti musicali diversi. Per alcuni io sono stato una sorta di mentore in quegli anni.

 

Che mi dite delle magliette?

Sickboy: La nostra linea di merch e’ in via di sviluppo, abbiamo tante idee e grafiche già pronte da mandare in stampa, abbiamo Alex FunBoy Damn, grafico affiliato al team che sta elaborando grafiche veramente potenti per DD. Per ora abbiamo le black T con il logo istituzionale bianco disponibili sulla nostra mail, per gli ordini:DDMV2MERCH@GMAIL.COM

 

Quali sono i prossimi progetti? Magari un disco vero e proprio?

Sickboy: Abbiamo tantissima carne al fuoco, magari ci riaggiorniamo alla prossimo release .

 

Complimenti per la lista di ospiti presenti sul mixtape, davvero impressionante. Eravate già in contatto con tutti? Com’è funzionato il processo di “reclutamento”? E per gli americani?

Sickboy: Per tutti gli artisti della west coast sono stato io stesso il tramite, grazie alla mia affiliazione a DYDLOWRIDER FAMILY e i miei rapporti lavorativi passati con THE PSYCHO REALM, e il fatto che sono bilingue (con lo spagnolo) e’ stato facile approcciarmi con gli artisti latini. A tutti gli affiliati al Wu Tang invece ha contribuito Daima dei Project Manzu, mettendoci a disposizione i suoi contatti nella Wu Family. Per altri ancora ho fatto da tramite sempre io stesso grazie alla connessione creata con Dox Boogie, produttore ed mc italo americano con base a NY; i rimanenti come Sonny Seeza, Blacastan, Miilkbone, Godilla & Tragedy Khadafi sono stati inseriti invece da Dj Tray, che e’ in contatto con una grande cerchia di mc’s americani da parecchi anni.

 

La nota stampa che accompagna il vostro tape sostiene che il vostro scopo fosse unire il sound boom bap degli anni 90 con le tecniche degli anni 2000. Confermate?

Sickboy: La nostra intenzione e’ di fare rap, molti stanno andando in paranoia con le definizioni, non lo so sinceramente come definirci, di sicuro siamo fan del campionamento, del groove, delle atmosfere, dello scratch, dei drum break, delle casse sporche, dei rullanti enormi. Ma allo stesso tempo anche delle nuove tecniche di sinthesi e drum programming che fanno tanto impazzire le masse oggi.

 

Il boom bap sta veramente rinascendo secondo voi? Come si rende fresh un suono che ha segnato un’epoca?

Sickboy: Il boom bap non e’ realmente mai morto, Nas aveva solo coniato uno slogan per un ritornello, e’ la gente che l’ha preso un po troppo sul serio, poi coincidenza da noi gli eventi assecondavano quel mood.. in Italia era fallito Aelle, fallita l’ Area Cronica, gli Articolo 31 facevano pop-punk, gruppi come il Colle e le altre pietre miliari stavano in apparente pausa riflessiva, Neffa aveva smesso, Esa cantava nella jeep di Big Fish, allora sono usciti fuori i Dogo con Mi Fist salvando un po le sorti per un breve periodo, costruendo una realta’ indipendente molto forte, che poi si e’ spenta in favore del grande pubblico; ok, ad occhio nudo sembrerebbe appropriato dire che il boom bap e’ morto a livello di mercato. Si, ma non scordiamoci che il mondo e’ davvero molto grosso in confronto al nostro stivale. Nel frattempo nel resto del pianeta, sono usciti solo dischi da panico, sia in America che in Europa, e poi ti assicuro che proprio l’Europa e’ uno dei territori dove si consuma più boom bap in assoluto. Guarda cosa hanno messo in piedi gli Snowgoons solo negli ultimi anni. Tra l’altro colgo l’occasione per comunicarvi che il 22 Marzo siamo a Roma allo Zoo Bar a presentare il mixtape proprio insieme a Sean Strange & Dj Illegal degli Snowgoons.

 

La vostra idea di innovazione è quindi questa? L’evoluzione della tradizione? O c’è altro?

Sickboy: Bravo, a me tutti ‘sti mischioni mi hanno un po rotto il cazzo fra, sono stati la rovina del metal e possono essere anche la rovina nostra, tutto ‘sto mischiare mi sa di fettuccine al ketchup, mi sa di serata pacco free drink dove mischi 15 bianchi diversi e il giorno dopo stai male e vomiti.

Lo sappiamo tutti che se vuoi bere e stare bene e divertirti non devi mischiare troppo, o comunque devi curare gli accostamenti che fai. Logicamente, prendi con le pinze quello che sto dicendo, il rap e’ fatto di commistione, proprio alla radice, e’ da malati di mente non capirlo, per questo chi produce magari ascolta più soul o rock progressivo che hip hop.

Ma a prescindere dal sound, dai bpm, dai testi etc, l’hip hop e’ un’ attitudine quando ci si mette alle macchine. Prendi la roba di Timbaland o di Asap Rocky: hanno fatto della black commerciale memorabile che passerà alla storia, ma chi ha il coraggio di andare a criticare quei beat?

Quando si mantiene la mentalità e l’attitudine hip hop si può fare anche come Dj Premier che produce Christina Aguilera, e chi può andare a dire qualcosa a Dj Premier ?

Questi che parlano sempre di originalità e innovazione ma poi sono uguali ad altri mille quando e’ il momento di fare le cose, non hanno capito che noi non dobbiamo inventare nessun nuovo genere, dobbiamo solo reinventare noi stessi. Le cose poi verranno da sole, e’ ovvio che se ci metti te stesso su una produzione, avrà sempre il tuo taglio personale e starai quindi facendo sempre il TUO GENERE. Se una cosa viene fatta di gusto, avrà per forza un tocco di originalità e carattere che rispecchia l’operato di chi la esegue.

 

Questo è lo streaming dell’intero mixtape.