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L’ignorante 0.5 Il dono dell’antipatia



L’antipatia è un dono. Si ho scritto bene, un dono, e in questo caso il dono non è inteso come un regalo che la nostra immaginazione di bambini ci riporta a qualcosa di bello, ma una cosa che qualcuno ci ha donato senza che noi la volessimo o la cercassimo.

Pensando a chi ha il dono dell’antipatia penso subito ad uno Sgarbi che, antipatico come una merda pestata con l’infradito, viene pagato per urlare a tutti Capra, capra, capra.

Quando incrocio (molto sporadicamente) le sue urla in TV, mi verrebbe da offenderlo per quanto riesca a farmi alterare… ma facendo così cadrei nel suo giochino, nel suo fine… cioè quello di farmi incazzare, si, proprio come quello del simpatico è farmi ridere.

E io? E noi? ci caschiamo. Capre, Capre, Capre.

Pensa te, magari quando esce da un programma e non è stato troppo antipatico qualcuno del suo staff lo riprende anche dicendogli:

-Oh, oggi non sei andato benissimo eh.-

Che so, come un allenatore che a fine partita dice al proprio attaccante

-Oggi eri fiacco, dovevi spingere di più!-

Roba da matti. Capre, capre, capre.

E’ anche vero e credo, che gli antipatici si differenzino totalmente dagli stronzi. Lui per esempio non penso sia stronzo, solo antipatico.

Si perché gli stronzi sono infimi, magari parlano male degli altri, cercando di mettere zizzania tra le persone, invece l’antipatico di categoria è quello che è antipatico di natura, non lo fa apposta, gli viene naturale essere bastian contrario, magari se ne rende anche conto di stare sulle palle agli altri, ma non resiste, magari ne soffre anche in quel ruolo, ma gli viene spontaneo quell’atteggiamento di supponenza, arroganza e presunzione.

L’antipatia che proviamo per gli altri, dice nasca da preconcetti ed esperienze personali vissute in passato. Ci stà.

Sicuramente proviamo simpatia per chi ci piace e antipatia per chi non, sicuramente ci sta più simpatico chi la pensa come noi che chi non… e via e via..

E’ così che simpatie e antipatie diventano facilmente spalmabili nelle nostre giornate come la Nutella sulla fetta di pane, passiamo a paragonarci agli altri e ad esternare, con noi stessi sempre e con gli altri poco per non risultare antipatici, antipatie e simpatie, giudicando e valutando le persone che ci circondano in base, al modo di vestirsi, di parlare, tifare, ecc ecc. E poi sbagliamo.

Sbagliamo quando, per esempio, provando simpatia per qualcuno gli attribuiamo anche doti e pregi che in realtà non ha, ugualmente a quando ci sta antipatico qualcuno e gli togliamo quello che di buono potrebbe avere, perché non è detto che un antipatico non possa essere altruista o affidabile, è che spesso non gli diamo il tempo di manifestare le proprie capacità.

Certamente l’antipatico viene recepito e percepito come quello indisponente, quindi non disponibile, ma non è detto, a volte i simpatici per forza sono più antipatici degli antipatici veri.

Troppo spesso chi ci piace a pelle diventa anche intelligente e bravo quando invece magari ad una conoscenza più profonda potrebbe risultare poco affidabile e Birbone, non vi è mai successo?

E’ così che L’Effetto alone colpisce, cos’è? in soldoni? Quando la nostra percezione su una persona o una cosa, viene alterata da altri tratti delle stesse cose o persone.

E’ bello quindi mi piace.

Mi sta simpatico quindi è intelligente e via e via..

Tutti noi giudichiamo dall’apparenza chi ci circonda,  ed è inutile dire di no,  ed è inutile pensare di far parte di un gruppo scelto ed eletto alla giustizia mondiale che non la pensa così.

Perché anche il gruppo scelto sarà comunque un gruppo diviso dagli altri, che pensa meglio degli altri, che quindi si divide sempre tra il bene e il male e non dipende da che parte stai, perché la parte propria è sempre quella giusta, simpatica ed eletta e gli altri quella sbagliata, ma poi eletta da chi!?

Se non molliamo questo modo di catalogare tutto e tutti ci ritroveremo a vivere in case uguali, ad ascoltare tutti la stessa musica, ci staranno simpatici o antipatici le stesse persone, leggeremo tutti gli stessi libri, mangeremo tutti le stesse mele rosse lucide tipo Biancaneve o tutti in quei fast food con la M maiuscola…. come si chiamano? mi sfugge il nome!?

E se invece iniziassimo a pensare che forse è sbagliata la lettura che noi abbiamo della realtà che ci circonda? Psicologia spicciola da ignorante èh…

Però magari proprio così potremmo anche migliorare e non essere per primi antipatici noi, detto che essere stronzi è peggio e va a toccare etica e moralità, troppe volte mi sono accorto che anch’io posso risultare antipatico, per degli atteggiamenti, per delle parole di troppo… per voler essere per forza simpatico e piacere agli altri in una determinata situazione.

E questo ci succede di solito quando ci sentiamo a disagio, quando non ci sentiamo all’altezza di parlare con qualcuno o insicuri… e non manifestiamo il nostro vero essere, quindi cosa succede, azioniamo l’autodifesa, che è cercare il modo di piacere e di sentirsi parte della situazione con atteggiamenti e parole che non sono quelle che usiamo solitamente in situazioni in cui ci sentiamo sicuri e questo modo di comportarsi, falso con noi stessi, potrebbe risultare anche antipatico.

Allora io personalmente mi sforzo di dare almeno una possibilità a chi non sopporto, di manifestare le proprie capacità, dandogli una chance in più e detto che una seconda possibilità va data a tutti, perché non dargli almeno la prima?

Poi oh.. c’è la Santanchè e lì, vanno a farsi benedire tutti i discorsi fatti fino adesso.

Buona fortuna.