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SOTTO LA CURVA FA LA MITRAGLIA
MUSIC

Niko Is, l’intervista!



 

La mossa è chiara, un classico del rap: ho un album in uscita, il primo ufficiale, quindi caccio fuori un bel mixtape per far girare un po’ il mio nome, che non è che sia proprio famosissimo.

Questo deve aver pensato il brasiliano Niko Is, quando – lo scorso 10 marzo – ha rilasciato Good Blood, terzo mixtape della carriera (il primo su Javotti Media, l’etichetta di Talib Kweli) che anticipa il full album Brutus (anche questo una futura release griffata Javotti) e che segue i precedenti Chill Cosby (2012) e The other side of the velvet rope (uscito lo scorso anno).

Dopo essersi trasferito in Florida all’età di sette anni, abbandonando così il natìo Brasile, Niko non si è dimenticato delle proprie radici, infarcendo le proprie produzioni di evidenti riferimenti carioca. Questo gusto sudamericano dona al suo ultimo tape, il già citato Good Blood, un tocco di freschezza notevole, che si unisce alla buona verve di masticarime dell’mc.

Ho scambiato una rapida chiacchiera epistolare con Niko, buona lettura.

 

 

Il tuo nuovo mixtape, Good Blood, è appena uscito. A proposito, spacca. Quali sono le tue prossime mosse e cosa hai fatto, musicalmente, fino ad oggi?

Ho passato gli ultimi due anni a lavorare a Brutus, il mio primo album, che uscirà a breve.

Il mixtape è uscito per Javotti Media, l’etichetta di Talib. Come sei entrato in contatto con questa label? Anche l’album uscirà su Javotti? Ci sarà anche Talib, in qualche veste, sul disco?

Mi son trovato al posto giusto nel momento giusto. Lui ha scoperto la mia musica, mi ha dato un colpo di telefono per avviare il disco ed il resto è storia. Sì, il mio primo album uscirà su Javotti e sì, ci sarà sicuramente anche Talib.

Il tuo mixtape è prodotto quasi interamente da Thanks Joey. Chi è? Puoi dirci qualcosa su di lui?

E’ il mio socio, quello con cui ho fatto tutto da 10 anni a questa parte. Per gli amici è semplicemente Quincy.

Credo di aver notato un trend ultimamente: sono sempre di più gli mc che scelgono un unico produttore per un disco. Ultimi in ordine di tempo Snoop & Dam Funk, Prince Po & Oh No oppure Sean Prize e M-Phazes, solo per citarne alcuni. E’ un trend che vedi anche tu? Tu perchè hai scelto di avere un unico produttore nel disco? 

Beh, è qualcosa che è sempre successo nell’hip hop, penso ai Gangstarr o a Eric B con Rakim. Io non lavoro solamente con Thanks Joey ma credo che avere un solo produttore doni un senso di coesione ad un progetto.

Sei nato in Brasile ma ti sei spostato in Florida in giovane età. Sei in contatto con la scena hip hop carioca?

Provo ad esserci per quanto mi è possibile.

Il singolo Ballon d’or mi lascia intuire che tu, da buon brasiliano, abbia una passione per il calcio. I prossimi mondiali di calcio si giocheranno proprio nel tuo paese: come si classificherà la nazionale verdeoro?

Non c’è dubbio che il mio paese continuerà il proprio dominio calcistico. Voglio dire, è del Brasile che stiamo parlando (ahah!)

Di seguito il video del singolo Ballon D’or. Il mixtape è scaricabile dal sito dell’artista www.nikoismusic.com