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L’ignorante 0.8 L’impresa è essere normali.



Ecco, forse sono antico, anzi sicuramente, ma non ci capisco niente.

La notizia è questa, anzi l’impresa, perché è così che la chiamano:

Tredici giorni nella pancia di un orso impagliato.

E’ tutto vero. L’ha fatto l’artista francese Abraham Poincheval.

e io mi dico: …Tredici giorni dentro un orso impagliato? Artista?? Impresa???

Io sono sincero, qualcuno mi aiuti a capire, vi prego. Non la capisco.

Vorrei capire giuro: La necessità, il fine.

Poi non lo offendo promesso, ma voglio capire, devo capire!

L’unica cosa che posso trovare “interessante” in questa storia è vedere come un essere umano moderno possa sopravvivere senza collegamenti con l’esterno tramite computer o cellulare per tredici giorni, ma per questo bastava il grande fratello quindi figuriamoci che impresona.

E’ questo il problema, il mio problema… che la chiamano impresa.  …Tredici giorni in un orso impagliato..

Una volta le imprese erano quelle di Reinhold Messner, e l’impresa non è stata riuscire a dire bene: “Altissima…purissima…Levissima”,  ma è stata quella di essere stato il primo uomo a scalare l’Everest in solitaria senza ossigeno, o quella di Ambrogio Fogar che conquistò a piedi, con il cane Armaduk, il polo nord, o quella di Giovanni Soldini che in solitaria circumnavigò il mondo in barca a vela salvando anche una velista in mezzo all’oceano pacifico.

Questi sono eventi/imprese che hanno in se il senso dell’avventura, che riportano la mente ai grandi navigatori del passato, “imprese” che possono avere un senso storico, scientifico.. e che possono aiutare le persone, si parla di migliaia, a scoprire mondi nuovi o ad avvicinarsi ad un determinato sport o ad un arte. 

Come nel caso di Valentino Rossi per il motociclismo, o Usain Bolt, che fa avvicinare all’atletica tutti gli anni migliaia di ragazzi grazie alle sue imprese e anche al suo “Modo” di realizzarle e di essere, esuberante, convinto, sicuro di se, come il grande Muhammed Alì che in gioventù, quando ancora non aveva vinto niente, vantava già di essere il più forte del mondo e di tutti i tempi. Così è stato.

E quanti pugili sono nati grazie a lui. E quanti giovani hanno “mollato” la strada (cattiva) e sono entrati in palestra grazie a lui. Imparando disciplina e rispetto dell’avversario. Impresa.

Naturalmente non è importante fare per forza cose superstraordinarie come loro…perchè ci può essere il Vigile del fuoco, il poliziotto o il medico che andando nelle scuole a parlare del proprio lavoro può far appassionare i ragazzi.. insomma, secondo me per parlare di impresa, se anche minima, serve avere almeno un fine. Un motivo. cercare di lasciare un segno, se pur piccolo.

Tredici giorni in un orso impagliato..

Cosa può aver imparato mia figlia di 6 anni stamani mentre facevamo colazione guardando sul giornale “l’artista” dentro un orso impagliato??

Ma sopratutto alla sua domanda:

-Babbo, che fa?-

Cosa gli dovevo rispondere?

Amore guarda è solo un deficiente. …No, non si può. Mmhhh, allora:

-Amore guarda, nel mondo ci sono tanti tipi di persone che fanno cose… bla bla bla…-

Arrampicarmi sugli specchi, argomentando per 15 minuti cercando di dire una verità che in un modo comprensibile fosse credibile fino in fondo perché lei/loro, i bambini, ti bollano subito se dici una cagata!

Allora come si fa? Come si fa, per esempio, con Millie Brown che dipinge vomitando?

Si, vomitando.  Cioè, in un mondo in cui i problemi alimentari tra i 12 e i 25 anni sono a milioni, mi devo ritrovare un artista che ingurgita litri di colore per vomitarli su una tela.

Sono vecchio per queste stronzate, come diceva Roger, lo sbirro di Arma letale in coppia con Mel Gibson

E se mia figlia a 20 anni farà l’artista così, con molta naturalezza mi ritroverò a dirgli:

-Ma non ti potevi drogare come tutti gli altri!?-

Io son vecchio? mh. boh… forse si, ma allora sono contento di esserlo.

Perché se parliamo di imprese io tifo per Messner,  Fogar e Soldini…. Stupidi anche loro? “..io col Bip che sarei andato?

…bah, può essere, è certo però che se fosse così sarebbero stati stupidi Amerigo Vespucci, Colombo, Marco Polo… e quanti ce ne sono nel mondo, Vasco da Gama, Hudson che scoprì il passaggio a Nord ovest passando dall’inesplorato Antartide.

Rotte e scoperte che ancora oggi usiamo. Roba da perdere la testa, roba da morire in un posto desolato, lontano da casa alla ricerca di qualcosa che neanche sappiamo se esiste. Into the Wild.

Certo, anche stare dentro un orso tredici giorni non è da tutti, ma infatti è da… lasciamo fare.

Ma cosa ci lascia? cosa ci può insegnare? A cosa servirà tra 10/20/30 anni? mezz’ora…

Le imprese, i gesti, ma anche l’arte, devono lasciare qualcosa, anche fosse solo immaginazione, sogni o speranze.. ma devono lasciare in eredità qualcosa che possa essere fatto proprio, che possa aprire la mente, far viaggiare l’immaginazione, far venire voglia di cercare modi diversi di condividersi con il mondo, modi diversi di esplorare zone sconosciute, cioè che non conosciamo, come possono fare certe performance artistiche su temi ricorrenti, quotidiani e importanti come la violenza sulle donne, sui bambini, sulla guerra, o come i Flash Mob che aiutano a bloccare almeno per un attimo tutto per porre attenzione su un determinato argomento, che aiutano a capire un disagio, una situazione, una paura che può diventare comune a tutti.

Anch’io vorrei essere stato Indiana Jones, ma non è importante fare per forza cose assurde per fare imprese importanti… bastano anche cose semplici ma che abbiano un fine, un motivo, poi ognuno fa come gli pare,  certo… per me dentro l’orso ci può stare anche due anni.. ma almeno che non mi si venga a dire o a chiamarla arte, ma sopratutto impresa.

Vorrei che i miei figli, ma i giovani in generale, avessero esempi belli, importanti, nell’arte, nella musica, così nello sport, ma sopratutto nella vita quotidiana, con insegnanti che li facciano innamorare, sognare, immaginare, che gli raccontino di esploratori, di scoperte importanti, di storie incredibili… utili anche se immaginarie. L’impresa oggi, forse,  è essere normali.

E nella speranza che il mondo e la vita siano davvero un cerchio, spero che questo cerchio sia verso la chiusura, sennò più che dentro l’orso, siamo nella….