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L’ignorante 1.8 W il Mundial



Oggi è il giorno, inizia il Mondiale.

“..La formazione italiana, capitanata da Dino Zoff e Mister Bearzot è arrivata in mattinata e nel primo pomeriggio sosterrà il primo allenamento in terra spagnola in vista della partita d’esordio di sabato contro la nazionale polacca di Boniek…” España 82

Ecco. Questo è il mio Mondiale. Mi sono fermato lì.

Alla fine dell’anno sarebbe uscito Thriller di Michael Jackson e cinque mesi prima Albano e Romina avevano vinto Sanremo con Felicità.  Felicità che provavo io, bambino, vedendo un pallone, nel giocare ogni giorno e in ogni posto con qualsiasi cosa che avesse minimamente una forma sferica. E quanta pazienza deve aver avuto l’Anna, la signora del piano di sotto, per quelle partite a ritmo serrato che giocavo nel corridoio di casa contro il mio avversario immaginario, sì, perché io non avevo l’amico immaginario, avevo l’avversario immaginario, che di solito era juventino e naturalmente perdeva sempre. Almeno lì.

“ ..Già designati anche gli arbitri che dirigeranno le tre partite del girone degli azzurri, Vautrot , Eschweiler, Dotschev. La probabile formazione che affronterà sabato la Polonia nell’esordio mundial, salvo imprevisti e sorprese a cui il CT ci ha abituato, dovrebbe essere: Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Antognoni, Rossi, Graziani.”

Questa è la formazione che metterei sabato contro l’Inghilterra.

Questa è l’Italia che mi piace ricordare. Bella, rock, forte. Ma che scherzi. Il mundial…

Una formazione unica, che mette i brividi solo a guardarla in foto, Gentile con i baffoni, Cabrini il fico, Antognoni, che giocava guardando le stelle e che gioca titolare un Mondiale e Oriali che con la sua vita da Mediano aveva fatto chilometri sul campo.

“…La nostra nazionale, come già largamente anticipato nelle scorse settimane, parte sfavorita su tutti i fronti, reduce da polemiche per la convocazione di Paolo Rossi dopo lo scandalo calcio scommesse, l’esclusione del capocannoniere del campionato di serie A Roberto Pruzzo e per la conferma del blocco-Juve dopo un Europeo, quello di due anni fa disputato in Italia, non proprio brillante…”

Il calcio a quel tempo era il gioco più bello del mondo. Il calcio, estrapolato dal contorno, è ancora il gioco più bello del mondo. Sì, il contorno… perché il contorno, anche se sono passati 32 anni, è suppergiù rimasto invariato.

“…Il girone si conclude con il passaggio dei nostri azzurri per differenza reti sul Camerun. Nel secondo girone le probabilità che la nostra nazionale vada avanti sono praticamente nulle, gli azzurri dovranno affrontare infatti Argentina e Brasile date favorite per la vittoria finale…”

Nel 1982 vengono fatti tre governi, due governi Spadolini e un governo Fanfani, un attentato alla Sinagoga di Roma uccide un bambino, viene arrestato Licio Gelli (P2) e viene ritrovato il corpo di Calvi sotto un ponte a Londra e scoppia il caso Banco Ambrosiano. 

Cambiano i nomi ma i fatti, di fondo, suppergiù. E allora, visto che cambia poco, voglio godermi la mia formazione, quella che mi ha fatto sognare,  che ho amato, come ho amato il Mundial e Sandro Pertini…e voglio godermi ancora, quella cavalcata azzurra apparentemente impossibile come un segno che niente è impossibile:

“Miracolo Azzurro…. Rossi,Rossi Rossi! L’Italia distrugge il mito carioca e vola in semifinale dove incontrerà ancora la Polonia di Boniek, Italia-Brasile 3-2 che partita…”

Forse la differenza sostanziale sono le divisioni che all’epoca magari erano più nette, più decise, forse perché i partiti si assomigliavano meno e allora eravamo divisi ma divisi in gruppi più netti, identificabili. Boh,  PCI, DC, PSI.  Ora son tutti Democratici, tutti di centro. Ri-boh.

Il calcio e la nazionale, invece, hanno sempre unito tutti, sia i ragazzi nelle piazze popolari, sia le famiglie che si ritrovavano nelle case per seguirlo. Il calcio dovrebbe e potrebbe unire ancora oggi, se non fosse manipolato da interessi personali e introiti miliardari, come spesso purtroppo però accade  per tutte quelle cose che interessano milioni di persone.

Unire le persone. Lo sport lo può fare, lo deve fare. E se anch’io ho vissuto in gioventù il calcio quasi come una malattia, ho sbagliato, ma penso che, l’errore più grande, l’abbia fatto chi quel calcio ce l’aveva in mano e lo ha rovinato per egoismo, avidità e voglia di prevaricazione.

“…Boniek si piega alla furia Azzurra 2-0…Ed è finale! La telecronaca della finale, Italia-Germania, sarà affidata al nostro Nando Martellini…”

Io voglio rimanere lì. A quando si poteva ancora urlare Forza Italia, senza vergogna o fastidio per quello che poi ha rappresentato.  A quando ero bambino e non me ne fregava un cazzo delle dietrologie, perché nello sport non dovrebbero esistere. Voglio rimanere a quelle voci, a quei colori vivi dei primi anni con la Tv a colori. Alla corsa di Tardelli.. alle braccia alzate di Altobelli al gol in finale, al mucchio su Rossi al 3-2 sul Brasile, al giro di campo con la coppa in braccio. Voglio rimanere ai caroselli, a me vestito di tricolore sulla moto di famiglia a festeggiare, ai bagni nelle fontane e alle giornate di gioia vissute subito dopo. Voglio ricordare la foto, sull’aereo di ritorno dalla Spagna, della partita a carte tra giocatori, Sandro Pertini e la coppa del mondo.

Perché i nostri ricordi a colori, se tenuti stretti, sono già campioni del mondo… anzi…

“..…Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo.”