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Walking Dead is back la tempesta dopo la quiete



Non bisogna per forza essere appassionati di morti che camminano, di horror splatter o di storie post apocalittiche per rimanere affascinati da questa produzione arrivata ormai alla 5a stagione! La sanguinosa, nauseabonda e accattivante Walking Dead ha assorbito anche i più tradizionalisti consumatori seriali, quelli a cui gli zombie hanno fatto sempre schifo e che non hanno mai concepito nemmeno lontanamente l’idea di vedere un film che si avvicinasse soltanto a questa serie Tv. E per questo che viene spontaneo chiedersi come mai una produzione del genere abbia scaturito un successo simile.

Il controsenso maggiore è che Walking Dead è una serie che non racconta nulla di nuovo, ovvero, tratta di una società che si sfalda in seguito a una non ben chiara epidemia sfuggita di mano…o meglio, tratta dei risvolti sociali che un’epidemia apparentemente globale potrebbe creare. Una serie di apocalittiche possibilità raccontate abbondantemente dalla cinematografia da decenni!

Allora che cos’ha Walking Dead in più delle centinaia produzioni sugli zombie? Intanto è una serie tv, con tutte le sfaccettature del caso: dilatazione temporale, narrazione a puntate, finali di stagioni ecc. Ma il carattere che più disorienta e affascina è che mette in evidenza alcune delle contraddizioni maggiori del genere umano: un uomo di legge che diventa carnefice, l’emotività di un assassino, la crescita immorale di un ragazzino di buona famiglia, la lotta continua con la propria moralità, il terrore di essere uccisi dai morti (almeno in parte)…il tutto scritto con una cura maniacale che ha permesso di avvicinare anche i consumatori seriali più “schizzinosi”. Il susseguirsi delle stagioni ha permesso agli spettatori di non annoiarsi e di seguire con passione ogni episodio, nella speranza comune che i “buoni” riuscissero ad arrivare in un posto sicuro, in un rifugio per soli vivi dove la lo scorrere dei giorni avrebbe avuto la possibilità di avere un senso. Questo in effetti, nelle prime 3 stagioni, è avvenuto sempre, illudendo i protagonisti e scoraggiando gli zombie. Nella 4a stagione qualcosa inizia a cambiare: divisi e in fuga, tutti i personaggi devono riuscire a cavarsela con pochi mezzi, dando l’impressione che tutta la cruda magia che ha tenuto in vita gli ultimi superstiti fino a quel momento fosse svanita, come se la speranza, che di solito è l’ultima a morire, si fosse mescolata agli azzannatori. I boschi sono il tetro scenario di questa stagione, l’unica, fino a quel momento, davvero priva di forti emozioni. Ma dopo aver fatto abbassare la guardia agli spettatori, l’ultima puntata apre nuovi scenari e nuove angoscianti possibilità: la corsa e l’arrivo verso “Terminus”, l’ultima vera ancora di salvezza, che sembra offrire un labile sollievo, uno squarcio di luce in mezzo alle tenebre; ma tutto questo dura poco! Come era già capitato ai tempi del cinico Governatore, nuovamente i cattivi tornano ad essere gli umani, che adesso sembrano essere poco diversi dai “vaganti”, una sorta di mangia-uomini vivi e vegeti, che racchiudono una crudeltà che fino a quel momento pareva paradossalmente impossibile.

Comic-Con Trailer: The Walking Dead: Season 5 (Screengrab)

“Hanno fatto incazzare le persone sbagliate!”: ecco le parole che concludono la 4a stagione, uscite dalla bocca del poliziotto che ha mollato l’etica per cercare di sopravvivere e che lasciano lo spettatore incredulo e affamato di risposte!

Dopo esser stati rinchiusi in un vagone di un treno abbandonato, o meglio utilizzato a mo’ di cella, comincia la 5a stagione, che scuote tutti fin dal primo minuto, anche chi si lamentava della lentezza della precedente. Questa stazione abbandonata sembra uscita da un film di guerra e la corsa verso una salvezza, che giorno dopo giorno sembra essere sempre più un miraggio, ritorna ad essere centrale! La prima puntata gira intorno a una frase apparentemente banale, ma che descrive pienamente ciò che gli autori vogliono trasmetterci: “O sei il macellaio o sei il bestiame!”, e a quanto pare i nostri eroi hanno imparato bene a lavorare con coltelli e mannaie. Muore un numero indefinito di zombie, accompagnato da una quantità altrettanto indefinita di umani; saltano teste e braccia, così come le delusioni (se ci sono state) della 4a stagione; uccidere persone non è più un tabù a quanto pare, e di quel poco di umanità che era rimasto ai protagonisti non c’è più traccia.

Dopo esplosioni, sparatorie e sgozzamenti, i “buoni” riescono a farcela anche stavolta, un po’ imbestialiti, ma vivi e di nuovo (quasi) tutti insieme: ecco che la prima puntata della 5a stagione sembra avere la forma di un gran lieto fine, uno di quelli che non ti aspetti in Walking Dead, ma che, in fondo speri di vedere!

La speranza è davvero l’ultima a morire dunque…speriamo solo non si trasformi!