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#StreetOpera – Word Hip-Hop in Romagna mia!



Romagna terra di vino (Sangiovese), di turismo (Rimini, Riccione…) e delle turiste da conquistare (la gnocca), Romagna, l’east cost italiano, la terra di Pantani, le discoteche e il divertimento, la regione della Piadina e dello Squacquerone, del liscio di Casadei (padre, figlio e nipote) e del cinema di Fellini, Amarcord in primis. Non sono luoghi comuni, ma realtà concrete che vi circondano se avete il piacere di passare qualche giorno in una regione che non è una regione, ma un modo di pensare. Romagnolo, appunto.

Romagnolo, come Word, mc riminese che nella storia del Rap Italiano è quello che ha meglio raccontato la propria regione in versi, rime, beat, ironia e stile. Quando Gold ha proposto di far raccontare l’Italia, pezzo per pezzo, città per città, attraverso i rapper ho subito pensato: Romagna – Word.

word1

Word fa parte della generazione della Golden Age dell’hiphop italiano, quella dei Sangue Misto di Neffa, Deda e Gruff, dei Colle der Fomento con Ice One, degli Otierre e di Aelle in vendita nei footlocker. In Romagna c’era Word, Eron (che tutti i Writer di Italia conoscono) e la Boord-L crew e le prime Jam (Indelebile 94 e 95), dove i bboy si conoscevano, rappresentavano e si divertivano. Lui smazzava già i tape dove rappava in romagnolo, mentre qualche purista storceva il naso su chi scriveva le rime in italiano. Faceva ridere, ma era maledettamente serio.

boord-l

Puoi spiegare per chi non la conoscesse cos’è la “Boord-L”?

La Boord-L crew (che si pronuncia burdel) è una presa di coscienza. Un passaggio simile a quello per cui gli mc dei primi anni ’90 hanno iniziato a chiamarsi nigga tra loro.  Significa Guagliò, Cumpà, Frego, Fiolo… si chiamano tra loro burdel i vecchi amici che ne hanno passato tante insieme, sono i compagni di viaggio a cui ti puoi rivolgere in confidenza, anche in modo irrisorio e irriverente.

La prima volta che ti ho visto rappare è stato a una jam a Rimini, Indelebile credo 95 o 96 (con un vestito elegante tra l’altro!!!). Tanti nostri lettori  non erano neanche nati: puoi raccontare quel periodo d’oro?

In quella occasione: Il Juice, era stata organizzata per la prima volta la jam, convention… chiamatela come volete, che segnava il passaggio tra Indelebile (94 e 95) a tutte le altre feste che ne hanno imitato, più o meno bene l’essenza. A Rimini erano venuti i cugini anconetani, alcuni dei quali ancora frequentiamo.

Io ero elegante perchè guardavo (forse) oltre agli stereotipi, pensavo che l’hip hop sarebbe stato importante, dopo anni di tentativi. Era stata una bella festa, con nomi di tutto rispetto e qualità. Per noi l’epoca dell’oro era solo un’epoca di sbattimento, stavamo preparando il terreno per qualcosa di importante, lo sentivamo, certo… ma forse non immaginavamo del tutto.

Street Opera, il nostro progetto, vuole tracciare una mappa dell’Italia, non solo hip-hop. Sbarchiamo in Romagna, piadina e divertimento estivo si vedono al TG e li conoscono tutti, riesci a raccontare la Romagna come se non ci fossi mai stato? Com’è la tua terra vista dagli occhi di un romagnolo?

Spiegare la Romagna è difficile, spiegare Rimini impossibile. Tra tutte le romagne che vi sentirete raccontare Rimini è quella più indecifrabile. Il mito del divertimento rimane ed eccheggia, ma c’è anche una città in cui i reati registrati sono a livello di Milano o Roma, dove il costo della vita e la percezione del benessere sono sfasati, di certo non è più la Rimini di quando avevo venti anni, forse assomiglia di più alla K-Rimini che avevamo profetizzato. Lo spirito goliardico sicuramente rimane e la mia collezione di personaggi si arricchisce ancora nonostante gli anni, ma molto è stato sprecato e… sopravvalutato, di sicuro c’è poesia da raccontare ancora e ancora.

Che differenza passa tra la Rimini estiva e quella invernale?

La Rimini d’inverno è la vera Rimini, quella di Fellini e della nostalgia del passato. Ma il fascino dell’estate, del sentirsi al centro dell’attenzione e del respirare l’accoglienza dei “turisti” e delle turiste rimane indelebile. Forse però con l’età sembra quasi diventato un obbligo quello di sentirsi riminesi d’estate. La realtà è che in tanti scappano anche da qui, ci sono comunità riminesi in Costa Rica, a Barcellona, in Australia (Melbourne in particolare) e naturalmente ad Amsterdam.

La scena hip-hop è sempre stata viva, Rimini, anzi K-Rimini è sempre stato un punto di riferimento strano. Non è grande come Roma o Milano, ma la scena c’è sempre stata e qui ha un sapore particolare, come la definiresti?

Io posso testimoniare quasi mese per mese l’evoluzione della scena dal 1991 al 1998 poi sinceramente ho perso dei pezzi per strada, però ci sono testimoni che hanno proseguito il concetto. Negli anni ’90 ci siamo fatti sentire davvero, eravamo a tutte le jam che contavano, abbiamo creato la prima hip hop convention mainstream, eravamo protagonisti. Poi ci siamo fatti un po’ cullare dagli eventi, magari abbiamo guardato oltre, ci siamo intrecciati con altre forme d’arte o forse abbiamo messo su famiglia semplicemente! Ma negli ultimi 4-5 anni è ritornata una certa energia, presto sentirete di nuovo parlare di noi!

piadina

Mi sembra che ci sia un’onda poi che unisca la Romagna alle Marche, Rimini con i “cugini anconetani” dal già citato Indelebile di Rimini al Juice di Ancona, poi le tue collaborazioni con Fibra quando stava sempre a Senigallia. Esiste o è esistito un filo rosso adriatico?

Di sicuro la sintonia con le Marche c’è sempre stata. Ma anche con tante altre parti dello stivale, devo essere di parte però e quindi andare a ritroso nelle amicizie personali, citando Vercelli, Ascoli, Perugia, Roma… ma la fortuna che abbiamo avuto è stata di risultare simpatici pressoché a tutti, dato che bene o male tutti son passati di qua. Come Radio Deejay che d’estate si trasferisce a Riccione: la romagna è inevitabile! Senigallia rimane affine, poi sentirete parlare anche di Lato e Word tra non molto…

Quanto è stato importante Eron (aka Jessie per ogni bboy romagnolo) per la scena romagnola (e non)?

Eron è stato e rimane fondamentale per la nostra scena, per chi lo conosce veramente, le parole non servono, le sue opere continuano a parlare per lui, che con un tocco comunica più di tanti di noi messi insieme. Poi ormai è evidente che l’identità romagnola ed italiana, va stretta per la sua connotazione.

eron_mural_riccione_2015

Sempre dalla tua crew viene fuori Fadamat, quali sono le altri colonne portanti dell’hip-hop romagnolo?

Se devo fare nomi sulla nuova k-Rimini, potrei sbizzarrirmi, in realtà stiamo ancora cercando di individuare la nostra identità dato K-Rimini è qualcosa di più vasto di una crew: è la crew delle crew riminesi. Ad ogni modo gente come GianFlores (producer ed MC) KD One (idem) Irol, Dosher, Fora, Lone spiccano tra i tanti, ma potrei continuare, negli ultimi due anni sono successe tante cose.

Ti sto parlando solo di Rimini si intenda, in Romagna si muovono altre cose ancora. Tra tutti c’è grande rispetto con Moder e il Lato Oscuro della Costa, la ballotta di Cesena e Forlì con Shone e Gigi one more e poi potrei continuare con Materia, Tura Toro e tanti altri…

Una cosa che mi ha sempre piaciuto di te è l’uso del dialetto. Nel tape “L’Altra Faccia della Costa” a tratti era incomprensibile per i non romagnoli, ma era fantastico. Dopo vent’anni ti voglio chiedere che cos’è la Panakka? E la Sbiassa??

Per brevità ti dirò che la Panacca è “la botta” intesa come qualcosa che quando ti travolge la accusi e ti lascia a terra, Sbiassa significa sbiascica, quando sei al quinto bicchiere e ti scatta il raptus filosofico è inevitabile che sbiassi.

Sempre in quel tape c’era un pezzo che spaccherebbe anche oggi, Persuasione Quotidiana, che parlava di pubblicità (“voglio uccidere il bambino della valle dell’orto e anche quello mantovani lo voglio vedere morto”). Come è cambiata ai giorni nostri la Persuasione Quotidiana?

Ai giorni d’oggi è cambiata la percezione radicalmente, ormai è normale essere persuasi dalla pubblicità.  La tristezza è proprio che tanti non la mettono nemmeno più in discussione, però d’altro canto, con i forum, i social network (usati con intelligenza e parsimonia) possono dar voce ad opinioni interessanti. Quel pezzo mi si illuminava nelle mani mentre lo scrivevo ed è stato frutto di un grosso cambiamento nella mia vita: tre mesi a letto per la rottura dei legamenti (quando per ripararli ti sventravano con 19 punti di sutura) e ore ed ore di copia e incolla fatti con le video cassette ed i Blob di Rai3!

In Moovement citi da Fellini a Pantani. Puoi darci una tua opinione sul Pirata?

La mia opinione sul Pirata è inevitabilmente romantica, nessuno mi convincerà mai di altro che non sia il mito della fatica di un ragazzo romagnolo che si è fatto il culo per sfondare. La realness gli si leggeva negli occhi!

Poi ci sono mille riferimenti dal vino in Genuvino (i bboy che ballano sulla tovaglia romagnola), ai campionamenti di liscio romagnolo. Hai praticamente sempre raccontato la tua terra con un fottuto amore?

Il vino, il cibo e la gnocca sono dei must per un vero romagnolo. Poi devo confessarvi che io sono nato a Rimini da madre romagnola DOC e padre napoletano. Questo ha fatto sì che avessi anche la sfacciataggine di urlarlo ai 4 venti, si può non amare la propria terra? Se non si ha un’origine chiara ci si danna per cercarla, non è vero? Io che sento la mia lo devo manifestare con fierezza, ne sento la responsabilità.

Continuo, forse è una domanda assurda, ma perchè i rapper non parlano in questa maniera della propria terra e parlano solo di quanto spaccano o quanto trombano o fumano? 

Ribadisco: se hai bisogno di sfoggiare, sfuggi, se hai bisogno di spaccare, scappi: se gli mc hanno una connotazione questa traspare, tutto il resto è solo scenografia.

-k-rimini

Passando ai giorni nostri ci parli di “The king of K-Rimini”, la jam organizzata lo scorso Agosto?

La jam del ritorno dei king è stata una genialata di Difo (già ribattezzato Difo Bambaataa) che si è reso conto che tra vecchi e nuovi, K-Rimini aveva potenzialità. Abbiamo stupito il territorio riminese ed anche noi stessi, riuscendo a raccogliere quantità e qualità in una sola festa, riguadagnato credibilità e dimostrando che uniti possiamo fare ancora grandi cose. Ora dobbiamo confermarci, ma dal giorno dopo sta maturando un progetto (K-Rimini Mix Key) una raccolta del meglio dell’hip hop riminese: non scherziamo più!

L’elezione del king (Gian Flores) è stata solo un pretesto per ritrovarci e rimetterci in gioco, quasi tutti hanno capito la filosofia, agli altri lo spiegheremo con i fatti!

La rifarete quest’anno?

Lo rifaremo e presenteremo il progetto musicale, per ora… poi ci sarà spazio per i writer e i breaker, siamo solo un po’ lenti nella realizzazione.

Cosa bolle nella pentola romagnola? Ci parli del progetto di Radio K-RN?

Radio K-Rimini è semplicemente una manifestazione di tutto ciò: ci siamo dati una voce per confermare che ora possiamo esprimere giudizi e veicolare il gusto che abbiamo sviluppato… Fare radio è una bella evoluzione ed un compromesso tra lo stare in studio a registrare e fare live in giro: si raggiungono le persone anche più remote e lo si fa con l’adrenalina del live.
Per chiudere, mi preme dire che, nonostante gli anni credo ancora in questa forza unificatrice che si chiama hip hop, qua in Romagna credo che sia rimasta genuina in buona parte e ci permetta di trasportare fedelmente il senso più intimo nelle nebbie del futuro. PACE E FIEREZZA!