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GOLDSERIES: The Fall e i tragici bisogni di un irlandese



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The Fall è una serie tv britannica ambientata a Belfast e racconta, con un ritmo lento e riflessivo, le vite separate di un killer seriale e della polizia irlandese sulle sue tracce. I protagonisti, entrambi seducenti, carismatici e introspettivi, sono caratterizzati da un’intelligenza incredibile e per nulla sottovalutata da entrambi.

Paul Spector è un’uomo di bell’aspetto, sposato e con due figli, un maschio e una femmina; uno psicologo che si occupa di casi di famiglie che affrontano un lutto. E’ prevalentemente apatico, finge sempre davanti alla sua famiglia e concentra tutte le sue risorse sul suo hobby preferito: andare a caccia di belle donne, giovani, libere professioniste e indipendenti per strangolarle e fotografare il loro corpo nudo e senza vita. I suoi omicidi sono ben studiati e preterintenzionali, cerca sempre di conoscere in più possibile delle sue vittime prima di ucciderle e trascorre tanto tempo con il loro cadavere prima di lascarle; non lascia praticamente traccia e come ogni serial killer, raccoglie trofei, che in questo caso consistono in biancheria intima e ciocche di capelli.

Stella Gibson è la sovrintendente della Metropolitan Police, arrivata a Belfast in aiuto della Polizia locale, una donna di bell’aspetto, sensuale e dotata, non dice mai una parola sbagliata o di troppo, è riflessiva e cauta; E’ consapevole dell’effetto che ha sugli uomini e trascorre il suo tempo libero nuotando in piscina e passando quelle che lei chiama “dolci notti” con le sue prede sessuali. E’ la prima a legare i primi omicidi compiuti da Spector, a definirli seriali e collegati da rituali misogini; sembra essere l’unica in grado di comprendere gli atti di Paul, di entrare nella sua mente malata, di farlo sentire in pericolo. E’ l’unica che riesce a far sorgere un briciolo di timore nel Serial Killer di Belfast ed è anche l’unica dalla trasparenza e dalla professionalità tale da arrestarlo.

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The Fall è una serie curiosa, sensualmente intrigante e angosciate allo stesso tempo. E’ curiosa perché racconta una storia ambientata in Irlanda, con consuetudini, abitudini e dialoghi a cui il pubblico generalista seriale non è di certo abituato. E’ intrigante perché la storia è un’interessante esposizione dei brillati caratteri dei protagonisti, i quali, in modo differente, tirano fuori i loro variegati scheletri nell’armadio per terrorizzare da un lato e shoccare dall’altro i restanti personaggi (oltre che gli spettatori). E’ angosciate perché esprime il lato più tetro del Regno Unito, quello grigio, autunnale, tragico; perché il dolore viene evidenziato con la chiara volontà di trasmetterlo, di permettere al telespettatore di stare faccia a faccia con la morte, e di conoscere tutti i lati del carnefice, quelli profondamente negativi e quelli positivi e questo accade anche per colei che sta dalla parte della giustizia, del bene.

Generalmente, nell’immaginario collettivo classico, i Serial Killer sono persone con evidenti problemi mentali e sociali, emarginati, a volte con problemi anche fisici e soffocati da una tristezza primitiva che trasformandosi in rabbia diventa violenza. Di Spector, guardandolo, non azzeccheresti mai la sua natura: interpretato dal Jamie Dornan, reduce del successo (ma anche flop della critica) di “Cinquanta sfumature di Grigio”, sembra un’uomo qualunque, sicuramente di basso profilo, ma lontano da quello che la gente s’immagina. In passato, in un’altra nota serie tv, il (o meglio “i”) serial killer aveva caratteristiche simili a Spector, ovvero il fratello/assassino di Dexter nell’omonima serie tv e Dexter stesso: anche in quel caso Brian Moser uccide donne ed è uno di cui a primo impatto ci si può fidare. Spector, al contrario di Moses e di Dexter stesso, è molto più reale, la sua rabbia, quando serve, fuoriesce anche nella quotidianità ma contemporaneamente (questo in linea con Dexter) crede che alcune violenze, quelle commesse dagli altri, non possano essere accettate e nonostante lui strangoli donne per hobby, non tollera le aggressioni di un marito sulla moglie e altre dinamiche che nascono fra le mura domestiche.

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Stella sembra una donna tutta d’un pezzo, rigida, che non accenna mai un sorriso, dall’intelligenza straordinaria, strega uomini e donne con le parole e con i gesti. E’ evidente che il regista ci tiene a sottolineare il lato sensuale del personaggio interpretato dalla bionda Gillian Anderson di X-Files, che piano piano, durante la storia, manifesta le sue debolezze e le sue voglie. Ma ciò che emerge in primo luogo è l’intelligenza straordinaria che la porta a creare i meccanismi attraverso cui arriva sempre alle soluzioni, anche di qualsiasi piccolo problema, il ragionamento critico, pragmatico e logico che porta avanti in ogni sua manifestazione. Un personaggio poco gradevole solo da chi guarda in superficie, risulta decisamente apprezzabile da chiunque apprezzi la brillantezza mentale in tutte le sue forme. Per lo stesso motivo viene difficile condannare Spector per il suo modo d’essere nel suo lato “normale”, nella sua vita quotidiana; se le riprese non si fossero concentrate sui suoi omicidi, e soprattutto sulle sue assurde manie, sarebbe stato un personaggio discretamente piacevole, con i suoi lati negativi, certo, ma dotato della stessa attrattiva di Stella, avendo, tutto sommato, la stesso temperamento fintamente addormentato, ma radicalmente sveglio. Poi arrivano i pedinamenti, le abitudini a fare violenza fisica e mentale, i tradimenti (che in senso stretto, non son o proprio dei tradimenti) e tutto il resto, che portano Spector ad essere uno dei Serial Killer più deplorevoli delle Serie Tv, soprattutto se si considera la maschera che indossa per nascondere il suo vero io.

The Fall è una serie strana, anticonvenzionale, e si nota già dal fatto di esser composta da 5 puntate nella prima stagione e da 6 nella seconda; una serie che mette il luce tutti i lati psicologici della violenza insieme alla necessità di placarla. E’ una serie tv britannica che segue Black Mirror nella qualità e nella classe, e nonostante la struttura sia differente, i concetti decisamente più sfruttati e ritmi non particolarmente accattivanti, ha decisamente poco da invidiargli nella costruzione e nell’interpretazione.