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L’Isola d’Elba, il Calippo al limone e una pecora



Quest’estate sono stato al mare con mia moglie e la nostra bimba. Ci siamo fatti una bella settimana all’Isola d’Elba, e abbiamo visitato diverse spiagge cambiando meta di giorno in giorno. Un pomeriggio, mentre eravamo sotto all’ombrellone intenti a costruire un gigantesco castello di sabbia, mia figlia mi guarda con gli occhioni in stile Gatto con gli Stivali chiedendomi un Calippo al limone. Io faccio finta di niente, inizio a fischiettare come se non avessi sentito, il sole è alto e fulmina ogni cosa esca dal raggio d’azione dell’ombrellone, ma la piccola insiste, con quegli occhioni supplicanti. Distolgo lo sguardo e mi guardo intorno: l’esercizio commerciale più vicino è un chioschetto posto a circa 1360m da noi. Provo a convincere la bimba che all’Elba non ci sono i calippi, non li portano, si scioglierebbero durante il viaggio in traghetto, ma non funziona: lei vuole il calippo al limone. E gioca il suo asso nella manica: “Papinoo…”

Al “Papino” non resisto e mi faccio coraggio, devo accontentarla. Mia moglie mi supplica di non uscire dal cono d’ombra, ma ormai sono convinto, quindi annuisce spalmandomi di crema solare protezione 150 anche sopra al costume, che non si sa mai. Il vero amore si distingue nei momenti difficili.

Sono pronto per partire, anzi no! Dove sono le mie ciabatte? Eppure erano qui… nooo! Le abbiamo usate per le fondazioni del nostro castello di sabbia, la riproduzione in scala 1:25 della villa sulla cascata dell’arch. Frank Lloyd Wright… Mi piange il cuore, e se la distruggo mi piange anche la figliola, quindi indosso le infradito dorate della consorte, 6-7 numeri meno ma meglio di nulla…

Mi inoltro nella giungla vacanziera sostando abusivamente sotto gli ombrelloni altrui per alleviare le ustioni ai talloni, e dopo circa 10 minuti e 46 insulti raggiungo il tanto agognato chioschetto. Mi avvicino al frigorifero, prendo 5 calippi (1 per la bimba e 4 per tenerlo al fresco durante il ritorno) e vado al bancone per pagare. Ma alla cassa non c’è nessuno.

Aspetto un po’, ma mi spazientisco dopo poco anche perché ci sto veramente male il queste infradito. Fingo di tossire, per richiamare l’attenzione di qualcuno nel retrobottega, ma nulla. Provo a chiamare, ma ancora niente. Allora vado dietro al bancone, mi affaccio e trovo…

LA YELLOW PECORA!

Ve la ricordate? È stata la protagonista della barzelletta più amata/odiata di fine anni ’90, quella che almeno una volta tutti hanno raccontato. E’ costata la vita a tre fratelli per poi essere avvistata nei posti più disparati, anche se in molti dicono di averla vista viaggiare spesso in treno.

Sul web la ricerca continua: provate con Google! E voi, l’avete trovata la Yellow Pecora?