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Il piccolo grande feticismo delle mutande



di Micol Pisci
Probabilmente vi starete chiedendo come sia finita in un sito del genere ma per favore non fate tante domande, mettete da parte il falso pudore e leggete. I romani non le indossavano, gli uomini greci le indossavano le donne un po’ meno e poi ci sono io che per capire meglio come funziona, questo scandalosissimo sito, le ho iniziate a vendere. Cosa? Le mutande!

Conosciute da Caterina de Medici come “briglie da culo”o da i Longobardi come “femoralia”. Nel 2015 le mutande sono viste come un qualcosa di “intimo e personale” ma a Parigi nel dopoguerra molte ragazze che erano solite frequentare i salotti non se le potevano permettere e quindi vi erano le cosiddette “mutandine collettive” usate a turno dalle clienti. Lo so, non è tanto igienico e sinceramente preferirei mostrare le mie grazie pur di non indossare mutande usate. C’è però chi le sniffa, le lecca, ci eiacula sopra, insomma ne va pazzo. Un feticismo tutto giapponese direte? Si o quasi.

Anche in Italia questa moda è arrivata e ha fatto le sue “vittime”. Sono nati veri e propri siti dove dare sfogo alle proprie fantasie. Tra quelli più visitati in Italia c’è il notissimo “mutandine usate.com”, su questo sito si può vendere il proprio intimo che non per forza deve essere uno slip, si parte dalle calze e si va a finire ad eventuali bustini o reggiseni. La ragazza che vuole vendere il proprio intimo deve registrarsi e mettere un annuncio accattivante con annesso una foto con l’intimo in questione addosso e mail dove parlare e accordarsi o semplicemente raccontare le proprie perversioni e fantasie. Ovviamente ogni cliente ha le proprie preferenze e le venditrici lo hanno capito. Lo captate dai vari messaggi nei quali le ragazze promettono un certo “modello di hair style pubico”. Oltre a questo molti clienti richiedono alle donne di indossarle per un tot di giorni o di lasciarci macchie di mestruo e “E altri perversi segni di indicibili colori”. Ovviamente i truffatori esistono ovunque e per questo esiste anche la sezione per eventuali reclami e per lasciare feedback positivi o negativi. Se per voi è troppo hardcore potrei suggerirvi invece di visitare il raffinatissimo sito http://www.usedpanties.sexy/.

Vi imbatterete in una grafica paradisiaca che fa risaltare le forme delle modelle. Ogni foto ha un titolo e una storia dietro piena di candore e pura sensualità che non scade nell’indecenza. Inoltre ad agevolare la vendita vi sono numerose e sicure modalità di pagamento. A casa vi recapiteranno delle mutande di altissima qualità (Made in Italy) accompagnate da un racconto erotico scritto dalla creatrice del sito: Camilla. Oltre ad essere un’ottima piattaforma, discreta e elegante, usedpanties è anche un blog che affronta temi piccanti in maniera risoluta e approfondita. In entrambi i siti i prezzi variano,nel primo potete tranquillamente comprare dell’intimo con prezzi che oscillano tra i 10 e i 50 euro mentre nel sito creato dalla spregiudicatissima ma delicatissima Camilla non trovate nulla a meno di 40 euro ma la qualità dell’intimo in questione è alta ed oltre a pagare gli eventuali umori pagate un servizio ottimo.

Ora tocca a voi se decidere di diventare spacciatori,spacciatrici di mutande o acquirenti e aggiornerò le eventuali interessate o interessati se mai dovessero aprire uno spazio per la vendita di boxer usati, se non lo fanno già in Giappone.