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Le opinioni di Spleen e Gulag sul film dei The Pills



I nostri amici Gulag e Spleen hanno visto per noi il film esordio dei The Pills “Sempre meglio che lavorare”.

Ecco qui le loro opinioni.

L’opinione di Gulag

Se studi cinema, ma anche solo se ne sei fruitore, ma anche solo se ti è capitato di vedere una volta nella vita un film di Orson Welles, il film dei The Pills non fa per te.

Ma chi l’ha detto che il cinema è fatto solo per quelli che posseggono gli strumenti per poterlo apprezzare?

C’è chi al posto di tutte ste seghe mentali sul montaggio, sulla fotografia, sulla sceneggiatura, sullo sviluppo dei personaggi, preferisce sedersi e guardare qualcosa che per un attimo gli faccia staccare il cervello e che gli strappi qualche risata.

Non ho intenzione di fare un’analisi pseudo beef come il tizio che ha recensito il film per conto di Rolling Stone Italia, credendosi per un attimo di essere Truffaut ai tempi dei Cahiers du cinèma (dimenticandosi di scrivere per la stessa testata che una volta ha messo i The Kolors in copertina), anche perché non ho gli strumenti adeguati ne una laurea triennale che possa darmi l’autorità di sparare cazzate sul cinema (vedi LEI).

Ammetto di aver passato la prima mezz’ora convinto di essere davanti alla migliore commedia italiana degli ultimi 5 anni (esclusi il film di Boris e Song’e Napule), la scena iniziale con loro bambini è fantastica, per non parlare della scena dove Matteo guarda il tumblr del padre che si è improvvisato fotografo alla Terry Richardson, meravigliosa.

Il problema è quell’ ora restante che ti fa capire che nessuna delle storie presentate si svilupperà in maniera soddisfacente.

Il film inizia a diventare sconnesso, confuso e, specialmente nel finale, un po’ troppo emo/romano per i miei gusti, anche se intervallato da frasi divertenti, in pratica il film diventa una canzone di Calcutta o dei Gazebo Penguins

Comunque tutto sommato credo che glielo si possa perdonare, vista la merda che è uscita al cinema negli ultimi anni, almeno loro ci han provato e il prodotto è sicuramente migliore di una qualsiasi commedia italiana uscita negli ultimi 10 anni* (si, ci metto pure il film di Checco Zalone, perché per quanto mi piaccia Zalone, nel momento in cui Salvini apprezza un tuo lavoro, significa che hai fallito).

In conclusione spero che questo film porti ai The Pills un sacco di “cash money money bling bling” secondo l’antica tradizione dell’Hip Hop, perché sono sicuro che senza le pressioni di agenti esterni e nella totale indipendenza darebbero il meglio, così come hanno sempre fatto nei video su youtube (però mi raccomando, la prossima volta pagate il mio amico Mortecattiva quando lo citate).

Consiglio a tutti di guardare:

La tipa wild

Il piano perfetto

Fabio Volo

Il bagno okkupato

*nell’elenco sono presenti pure tutti i film di Verdone dal 2000 in poi (mamma mia raga, che schifo)

L’opinione di Spleen

Allora, il film l’ho guardato in streaming, audio pessimo e video pessimo, e col senno di poi ho realizzato che guardandolo al cinema non è che il giudizio sarebbe migliorato.



Il lato positivo è che nonostante sia un audio preso dal cinema non si sente la gente ridere sotto.


Il lato negativo è che non c’è un cazzo da ridere.



È un film parecchio emo, con qualche siparietto divertente e qualche trovata carina, tipo i bimbi che impersonano i protagonisti da piccoli e che si chiedono cosa siano le pippe e i froci.



La parte più bella, secondo me, consiste nella caratterizzazione del padre di Matteo che si crede un artista, vuole andare a Berlino, gira una serie TV e fa delle foto come Terry Richardson.

Per il resto è la storia di tre trentenni che non sanno che fare della propria vita, totalmente avulsi dalle responsabilità e dal lavoro.


Luca inizia a lavorare, contagiato da una figa che conosce ad una festa.


Luigi si riscopre adolescente ribelle e occupa una scuola.


Matteo c’ha sto problema/non problema del padre supergiovane, ma dei tre è il personaggio meno caratterizzato, difatti lui è “quello che non riesce più a farsi le canne”.



Va beh, comunque si ride molto poco, sa un po’ tutto di già visto e la noia prevale.


Pure la colonna sonora è angosciante.


Altro lato negativo: non si vede manco una tetta.

Però.


C’è un però.


Se uno decidesse di guardare il film perché fondamentalmente è una persona triste, o semplicemente è un utente di Tumblr allora il film potrebbe rivelarsi addirittura ispirante.

Immagini esclusive dell’after-party