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SE PIOVE È COLPA DEL GOVERNO
ARTS

Photowalks #1 “SEASCAPES ” di Hiroshi Sugimoto



Forse immagini come queste parlano da sole, e non hanno bisogno di ulteriori descrizioni.

Eppure, sarà capitato anche a voi? Spesso la dinamica dietro alla realizzazione di certi capolavori è così intrigante da eguagliare quasi l’emozione che si prova davanti all’opera stessa.

Perciò, mea culpa! Andremo ad aumentare il fiume di parole che pullula nel web, sforzandoci di essere più “essenziali” possibile ;). Scusate la pretesa! E così cercheremo di fare, con tutte le immagini che di volta in volta posteremo in questo nuovo corner che ospiterà anche interviste a professionisti dell’immagine.

In passato, abbiamo già dedicato uno spazio al fotografo Francesco Cabras.

Il primo incontro con il mare riveste un significato fondamentale nella formazione di Hiroshi Sugimoto che preferisce definirsi un artista contemporaneo, piuttosto che fotografo, nonostante gran parte della sua produzione sia costituita da fotografie.

Poco conosciuto in Italia (forse qualcuno lo ricorderà per la cover dell’album “No line on the horizon” degli U2, in cui viene usata un’immagine della serie Seascapes), è certamente più noto negli Stati Uniti dove si trasferì nel 1970 per studiare design e fotografia.

Il mare è legato ai ricordi di infanzia dell’artista, alle gite in treno della durata di due, tre ore che faceva con i genitori durante le torride estati nipponiche.

Fu proprio la visione improvvisa della linea dell’orizzonte a segnare l’inizio del suo interrogarsi sull’esistenza in senso più ampio.

Sugimoto afferma che la realizzazione di questa serie di più di 200 foto, che ritrae il mare, ma anche fiumi e laghi, fotografati dalla terraferma negli angoli più diversi del mondo, intrapresa dal 1980 per più di 30 anni, scaturì dal chiedersi se fosse possibile per noi cittadini dell’epoca moderna provare le stesse emozioni degli uomini primitivi osservando un paesaggio.

E rispose a tale quesito fotografando questi specchi d’acqua immensi che secondo l’artista oggi sono gli unici ambienti la cui esperienza visiva non è cambiata nel tempo.

L’interesse per la preistoria non è nuovo.

Sugimoto colleziona fossili antichissimi che custodisce nella sua abitazione a New York all’interno di un piccolo altare scintoista.

L’impatto visivo del mare deve aver certo provocato nell’uomo primitivo, una miscela di emozioni inenarrabile, che in maniera più sommessa anche noi abbiamo sperimentato in tenera età e in qualche modo continuiamo a provare da adulti.

Seascapes: scatti in bianco e nero, caratterizzati dalla linea dell’orizzonte posta al centro della composizione che seziona in due parti uguali l’immagine.

Prive di qualsiasi presenza umana, imbarcazione, o qualsivoglia altro elemento all’infuori dell’acqua e dell’aria, queste opere ci portano indietro nel tempo donandoci un senso di eternità e di sacro mistero.