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Cinema

Zeta: La recensione di Gulag e Spleen



La recensione di Gulag

ZETA: STORIA DI UN INFAME

Scrivo questa recensione simpa dopo molto tempo dall’uscita del film per due motivi: il primo è che non sono riuscito in tutti questi mesi ad arrivare a dieci minuti dall’inizio del film senza cadere in catalessi, il secondo è per chiarire che l’ho guardato in streaming e non al cinema.

Zeta è davvero la perfetta summa di quello che è oggi il tipico rapper emergente (credo italiano, ma non ne son sicuro) ossia uno stronzetto saccente, che incide quattro rime del cazzo e già pretende in un colpo solo una fan base, un disco di platino e pure di insegnarti come stare al mondo. OK.

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Lui si chiama Alex, e questa è la sua storia.

Giovane rapper ligure col padre pescivendolo che, come ormai spesso accade, colpito dalla crisi cerca di trovare fortuna emigrando dal nord verso Roma, in barba al restante 99,9% che invece fa esattamente il contrario… vabè, in realtà non viene mai spiegato il perché del trasferimento. o forse si, ma non ci ho fatto caso. Dimenticavo, Alex ha pure la mamma morta che gli ha lasciato in eredità solo la rabbia e il diabete, perchè purtroppo l’ulcera era già stata usata per il buon Ronald Dunham in Clockers.

Dato che la vita non gli ha già fornito abbastanza sfighe (povero e rabbioso, diabetico, orfano di madre) decide pure di aggiungere alla lista la professione di rapper e ci crede così tanto da schifare ogni singolo live che il povero amico e Dj (Marco) gli procura, perché: “io non la spreco la mia musica per quattro stronzi”.

Per rimarcare ulteriormente il fatto che LUI LA GAVETTA COL CAZZO CHE LA FA decide di abbandonare Marco nel bel mezzo di un live e andarsi a limonare (o trombare? non mi ricordo) Gaia, la ragazza di Marco, che onestamente non è molto brava a nascondere di volere un piacevole scambio di fluidi corporei con il nostro protagonista.

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Non pago, il nostro eroe continua la trafila di atteggiamenti di merda decidendo di andare ad una serata rap e rubare il microfono a un poveraccio durante il suo showcase (che probabilmente si era preparato da giorni). ragazzo che passerà tutto il resto del film a ostentare odio verso lo stronzetto diabetico (e grazie al cazzo, vorrei vedere voi).

da qui in poi mi sono rotto i maroni di raccontare tutto quello che succede, quindi vi elencherò solo le altre grandi gesta infami del nostro Alex aka Zeta:

– Un rapper famoso chiamato Sante lo vuole produrre e lui, ovviamente, gli scopa la tipa. Sante si incazza e gli toglie il saluto (alla faccia del gangsta).

– Sfancula il gruppo rap con Marco praticamente da subito per intraprendere la carriera solista.

– Firma il contratto con un’ etichetta famosa che vuole solo sfruttarlo e si deduce dal fatto che il boss parla sempre a bassa voce e si veste un misto tra Miami Vice e Fabrizio Bentivoglio ne “Il capitale umano”.

– Butta nel cesso la sua vera essenza di rapper per cominciare a fare canzoni da “venduto” ossia scopre che si può anche rappare intonando qualcosa ogni tanto e ai fan sta cosa non va proprio giù. (che poi fa ridere perchè ‘sto qui è dall’inizio che fa roba melodica con l’autotune, non riesco ancora a capire la differenza tra il “prima” e il “dopo”).

– in tutto questo guadagna un sacco di soldi e nonostante tutto si lamenta di continuo con l’amico Marco (ricordate? quello sfanculato e cornuto).

– Manda a cagare il padre perché, pensate che stolto, ha un lavoro vero e si fa il mazzo per portare a casa in un mese quello che Alex racimola con uno skit per onetwo onetwo.

– L’amico Marco, senza soldi e senza gruppo rap, entra in un brutto giro di spaccio e viene assassinato. Alex disperato lo piange, quando in realtà sarebbe bastato offrirgli un qualsiasi lavoro del cazzo da driver nel suo entourage per procurargli uno stipendio umano e allontanarlo dalla “strada”.

– Ora che Marco è morto, la sua coscienza è pulita e si può accoppiare tranquillamente con Gaia, senza che lo spettatore rimanga perplesso

– Incontra J.Ax in un bagno e non lo insulta (questa è forse la cosa peggiore)

– Decide di collaborare con la polizia per fare arrestare gli spacciatori che hanno ucciso l’amico che LUI ha abbandonato a se stesso e LUI non ha mai aiutato una volta fatti i soldoni.

Il film si conclude con una battle di freestyle contro il tizio a cui all’inizio del film ha sfilato il microfono durante il live. Zeta vince e arriva in finale. Mi pare che poi nella finale svenga per colpa di una rima di Ensi.

Voto: il film alla fine va perdonato perchè è lapalissiano che sia stato creato per far breccia nel cuore dei minorenni (il corrispettivo del pupazzo Dodò con il rap al posto delle filastrocche).

dodo

Ammetto che a parer mio in confronto “senza filtro” sembra girato dai fratelli Taviani, se non altro ha meno scavalcamenti di campo rispetto a Zeta.

La cosa più divertente però è vedere tutti questi rapper famosini nella parte di loro stessi, che poverini non si sono resi conto di aver fatto un cameo per un film di Moccia con il “bum bum cha” in sottofondo, ma come si dice: nel dubbio, tappati il naso e fattura.

Zeta il film

La recensione di Spleen

mia madre se ne è andata in inverno
mi ha lasciato solo 2 cose: la rabbia e il diabete

finisci di mangiare
HO FINITO PA. LA VITA MICA ASPETTA

IL RAP è IL MIO DESTINO

DRAMA
FOTTUTO FOTTUTO

BAFFETTI
STORIA D’AMORE A CAZZO DI CANE
TRADIMENTO

SBIRRI IN BORGHESE
O’ Zingariello

8 MILE DE NOARTRI

MC GENNY SAVASTANO

SAGRA DELL’AUTOTUNE

MC GENNY SAVASTANO BEVE LA REDBULL

DRAMA

FEDEZ BEVE LA BIRRA ANALCOLICA

ALTRO DRAMA

BAFFETTI

SALMO INTELLETTUALE

CANOTTIERA ED AUTOTUNE

MARADONA E TETTE

TETTE

TETTE
DRAMA

TETTE

CANOTTIERA IMBARAZZANTE
BALLETTO IMBARAZZANTE

PIPPARE
PIPPARE

DRAMA
DRAMA

CANOTTIERA IMBARAZZANTE

BORSETTATE

COLTELLATE QUINDI DRAMA

MARCO SE NE E’ ANDATO E NON RITORNA PIU’

DON TORMENTO

SCOPARE MINESTRA RISCALDATA

DRAMA A CASACCIO

LEZIONE DI VITA DI JAX

BRAZZERS

SBIRRI

MENATA PATERNALISTICA

RAP. PER FORTUNA C’E’ NOYZ.

CONTEST

8 MILE

ENSI

MADONNA CHE PALLE NON FINISCE PIU’

BON. FINITO. HA PURE PERSO IL CONTEST.

Immagine di Photoshop Lover