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Referendum: lo stai facendo male



Mi sono stancato di spaccarmi la testa per decidere cosa votare al referendum.

Specialmente visto che sono circondato da persone felici di aver deciso in tre secondi quale sia la scelta giusta, senza dubbi o incertezze.
È purtroppo provato scientificamente che siamo dei poveri illusi (sì, anche io e te) e che dovremmo fare attenzione a cosa pensiamo prima di darlo per valido al 100%.
Sempre che ci vogliamo evolvere, altrimenti torniamo tutti sul banano, dove si sta comunque belli comodi.

I Bias cognitivi sono delle tendenze della nostra mente a pensare in un modo che causa deviazioni sistematiche rispetto a uno standard di razionalità assoluta.
Come sa bene chi mi legge da tempo, la razionalità assoluta non è certo la mia prima priorità, e anzi mi trovo per lavoro a combattere contro le conseguenze della mentalità razionalista occidentale.
E’ importante però sapere come funziona la nostra mente e quali sono gli errori logici più comuni, specie quando devo prendere una decisione importante.
Vi faccio strada:

TROPPE INFORMAZIONI

Il Mondo contiene troppe informazioni e siamo costretti a filtrarle proprio come farebbe un compressore di immagini digitali. Semplicemente, il nostro cervello non ce la fa a percepire tutto.
Per questo motivo notiamo meglio informazioni che abbiamo già memorizzato, cose bizzarre che sono diverse da ciò che ci aspettiamo, e notiamo quando qualcosa cambia. Tendenzialmente eliminiamo il rumore di fondo.

Un aspetto pericoloso è che siamo attratti dagli elementi che confermano le nostre credenze preesistenti.
E questo vuol dire che tendiamo a ignorare informazioni che contraddicono le nostre credenze.
Non è questione di carattere: è un limite del nostro hardware (il cervello) e del nostro software (la mente).
Questa è da tenere a mente quando siamo sicuri di una cosa al 100% e sventoliamo la nostra opinione senza ritegno dando dell’incompetente a chi ci contraddice.

La ciliegina sulla torta è che notiamo i difetti negli altri più facilmente che in noi stessi.
È provato scientificamente e insisto: non è un fatto personale, sono difetti di fabbrica della razza umana.
Infatti le stesse persone che non hanno dubbi sul referendum se la stanno ridendo sulla questione Trump / Clinton, dove succede esattamente la stessa cosa: tifo da stadio che fa prestare poca attenzione ai fatti.

NON C’È ABBASTANZA SIGNIFICATO

Non solo dobbiamo semplificare i dati per percepire il mondo, ma dobbiamo anche dargli un significato per poterci orientare all’interno di esso.
E visto che la visione d’insieme ci sfugge, uniamo i puntini per dare un senso alle cose.
Infatti la nostra mente tende a trovare schemi e fili logici anche in dati sparsi che non hanno affatto.
Più saranno incomplete le nostre informazioni su qualcosa, più sarà arbitrario il significato che gli attribuiamo.
Infatti quando mancano dei dati, la nostra mente semplicemente riempie i buchi con informazioni generali o stereotipate.
È usanza comune e trend allarmante avere opinioni su cose che non conosciamo e dare per buone notizie che ci piacerebbe fossero vere.

Vi lascio una settimana per convincervi che questo articolo non vi riguarda.
Per ripetere a voi stessi che siete razionali e che “la gente” sono solo gli altri, non voi.

Ma visto che come sapete amo i paradossi ho una notizia da darvi.
Se entro due minuti vi sarete convinti di essere nel giusto mi avrete dato ragione su tutto.
Ai superstiti cultori dell’atteggiamento scientifico dò appuntamento alla prossima settimana per la seconda parte.
Il peggio deve ancora arrivare.

Cordiali saluti.

P.S. anche se per principio evito i titoli clickbait, avrei voluto intitolare questo articolo “il Dott. Aiazzi sblasta la mente umana”.