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Humans of Gold #4 – storie: IlMassi e il suo naso rosso



Nuovo episodio di #humansofgold, il progetto di storytelling fatto da Persone, Foto e Storie.

In questa puntata abbiamo un soggetto interessante: Alessandro Massi aka IlMassi (35) e il suo inseparabile Naso Rosso.

Chi lo conosce sa che dove c’è IlMassi c’è il suo naso rosso, compagno di avventure, scherzi e tutto quello che può essere fastidioso. Perchè se conoscete IlMassi conoscerete anche la sua irriverenza, per non dire peggio.

Così si racconta a Goldworld:

“Sono più o meno vent’anni che questo naso rosso sta nella mia tasca destra, viene con me ovunque vado, è stato quasi in ogni continente. No non è scaramanzia.

Il naso rosso è l’icona che identifica la figura del pagliaccio. Ma io non sono un clown, non lo utilizzo come una maschera. Anche se di questo si tratta: una semplice, chiara e ben definita maschera, non ti dirò mai:

“Ciao sono un pagliaccio, ti farò ridere”

In realtà è un mezzo di trasporto, un canale comunicativo preferenziale. Mi spiego meglio: amo la comunicazione, amo capire la mente umana, mi piace stimolare emozioni e studiarne reazioni.

Adoro destabilizzare la quotidiana routine delle persone che casualmente incrocio nella mia vita.

Scherzando con loro, mettendole in difficoltà, invadendo gli spazi non convenzionali, prendendo confidenze che non mi spettano, insomma cerco di scuotere coloro che si assopiscono nelle proprie consuetudini. La mia è una provocazione voluta, mai cattiva, mai maleducata, ma pur sempre una scossa più o meno potente: non tutti son pronti a coglierne l’ironia, se pur tagliente…

Ed è a quel punto che entra in scena il naso rosso!

Rappresentando il metodo più diretto e veloce per comunicare che la cosa che ho appena fatto, che con buona probabilità ti ha scioccato o dato comunque fastidio, era una farsa, uno scherzo.

Utilizzo il naso come dichiarazione finale, come spiegazione della mia “performance”.

Se faccio un gesto inconsueto su di te, potrei esser percepito come uno stronzo. Ma se metto questa pallina rossa sul mio naso, dichiaro che ho fatto il gesto con cognizione di causa, sapendo di scuoterti, di colpirti, di superare il limite…facendolo volutamente.

È il metodo più veloce per ridere CON la vittima e non DELLA vittima. È la libertà di scherzare su tutto, con tutti e in ogni luogo. L’indossare questa maschera da una parte rassicura che è uno scherzo, dall’altra parte è un ulteriore shock perchè induce a domandare: “Chi è questo? Cosa vuole? Perchè?” e porta a riflettere, perchè è proprio questo l’obiettivo finale, far pensare, far riflettere….vivere la proprio presenza.

È il mezzo di trasporto più veloce che c’è, dal momento che io e il mio interlocutore veniamo automaticamente traslati in un luogo ed un tempo a se stante, fuori dall’ordinario, surreale, fuori dai ruoli e dalle convenzioni, fuori da ogni schema e ci rende complici in questa dimensione che scorre parallelamente alle regole quotidiane.

Utilizzo una maschera, quella del pagliaccio, per mettere a nudo l’unicità dell’essere umano.

Come il buffone di corte, che nel medioevo era l’unica figura che aveva potere e facoltà di deridere il re; ma solo e soltando indossando i panni del giullare.”

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Gli altri tre episodi di #humansofgold li trovate qui, qui e qui.