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Il dott. Aiazzi critica cose: l’entusiasmo



Ripensavo in questi giorni alla triste vicenda di Matt Taylor, direttore della missione che ha fatto atterrare la sonda Rosetta su un asteroide.
Il povero Matt si dovette scusare per la camicia indossata durante un’intervista. La camicia aveva delle pin-up disegnate sopra. Venne considerata sessista “dal web”.
Quando dipendi da finanziamenti privati non vuoi fare arrabbiare nessuno, quindi seguirono immediatamente scuse pubbliche con tanto di lacrime.

Per me fu una giornata nera.
Fu come se Einstein si fosse dovuto scusare dei suoi leggendari capelli a pazzo dopo aver annunciato la teoria della relatività.
Fu la vittoria del futile sullo straordinario.

Accadeva durante il culmine del cosiddetto neo-femminismo, nelle varie declinazioni nazi, casual, eccetera.
Improvvisamente, qualsiasi evento veniva letto in prospettiva di genere sessuale, al punto che la stessa corrente neo-femminista potrebbe essere definita come discriminazione sessuale.

Come succede per qualsiasi cosa, portando un’idea all’eccesso si arriva alla saturazione
, e la fase mainstream del neo-femminismo si sgonfiò rapidamente.
Purtroppo svanì solo per lasciare spazio ad altre ondate di ideologie aggressive: animalismo, dietologi e vegani d’assalto, pedagogia last-minute (teoria gender), e via dicendo.
L’aspetto disdicevole di queste “bolle ideologiche” non è ovviamente il tema: i diritti delle donne sono sacrosanti, come quelli degli animali e di qualsiasi convinzione su cosa dovremmo mangiare.

E’ la modalità comunicativa, becera e violenta, con cui queste ideologie arrivano al pubblico mainstream che le deprezza e le priva della credibilità che implicitamente avrebbero.
Un pò come se manifestassi contro la violenza menando gente per strada.
La dinamica è sempre la stessa: prima un periodo di incubazione in cui un’idea preesistente diviene improvvisamente calzante per un periodo storico, poi l’esplosione mediatica che porta l’idea a dimensioni sproporzionate.

Qual’è il filo conduttore di questi eventi?
L’entusiasmo: un sentimento che in alcuni contesti produce effetti disastrosi.
Si tratta a tutti gli effetti di un’alterazione della percezione, e come tale produce distorsioni e pregiudizi (bias).
Finché si parla di entusiasmo per un aspetto della vita privata rimane relativamente innocuo, al massimo usciamo dal parrucchiere con un taglio di capelli senza senso.
In politica e in questioni sociali ci dovremmo andare piano, cercando di rimanere lucidi.
Non siamo mai stati così politicamente polarizzati come in questo periodo.
E guarda caso siamo all’apice della crisi economica.

A tal proposito vorrei ricordare che il partito nazista fu fondato nel 1920, e che solo 9 anni dopo, a causa dell’inasprirsi della crisi economica europea, raggiunse consensi enormi passando da poche migliaia di voti a secondo partito tedesco.
Come vi dicevo:
Idea preesistente, contesto storico favorevole, entusiasmo, esplosione, estremizzazione.

saluti & baci