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VORREBBE VIVERE NEL '42 PERCHÉ TANTO È UN SITO E NON FAREBBE IL MILITARE
ARTS

Introduzione



Una sagoma abbagliante simile ad una fiamma vivente, irrompe nel cielo notturno.
Sotto, un giovane incredibilmente agile salta da un tetto ad un altro; nello stesso momento, nella penombra dei vicoli uno sconosciuto si trasforma in una belva furiosa.
Questo è il mondo di Marvel comic’s, il punto di origine da cui sono nati personaggi come la Torcia umana, l’Uomo Ragno e Hulk.

Qui, una serie infinita di eroi e mostri si scontrano, dando vita a conflitti pirotecnici e avventure incredibili che ci ricordano i miti dei tempi antichi e che ci divertono da più di mezzo secolo.

La Marvel, così come i suoi straordinari personaggi, è una impresa di continuo successo commerciale e culturale, che riesce a mantenere sempre teso il filo che lega l’inventiva dei disegnatori con la realtà che ci circonda.

Spesso il fumetto viene considerato un prodotto per bambini, ma se proprio vogliamo etichettarlo, potremmo dire che è ”genuinamente bambinesco”: con la sua inventiva e la sua disinibita sincerità rappresenta ciò che pensiamo e sogniamo (chi non ha mai sognato di volare o di essere fortissimo o velocissimo ?).

La continua crescita di interesse per questo fenomeno dimostra che rifugiarsi nel mondo dei comic’s è psicologicamente utile; è una valvola di sfogo che permette al lettore momenti di sincera emozione.

La Marvel ha creato una storia simbolica che rispecchia le tradizioni culturali e sociali degli ultimi sessanta anni.

I comic’s come (parte della) cultura :

I comic’s rispecchiano noi ed i nostri comportamenti sotto una chiave quasi comica, con immagini esagerate, ma tuttavia riconoscibili.

Si nota negli albi: la ribellione alla grande depressione, la ricerca del patriottismo e dei principi nella II guerra mondiale; anche la confusione, la disillusione e la ricerca di nuove energie, tutte caratteristiche del periodo dopo guerra.

Gli anni’60 sono caratterizzati da una maggiore introspezione, ricerca di una identità e di un senso delle cose; mentre gli anni ’70 rispecchiano la nostalgia per la cultura popolare del passato, con un velato scetticismo per il futuro.

Gli anni’80 sono caratterizzati da un’auto ironia (o parodia) di base, in cui si gioca sulla riconosciuta crudeltà degli esseri umani; mentre i ’90 sono gli anni delle grandi rivoluzioni tecnologiche, con i suoi pro e i suoi contro.

Con la loro stessa esistenza, questi personaggi confermano quanto l’umanità sia fiduciosa nel pensare che ogni problema possa essere superato.

La storia della Marvel è anche la storia di una forma d’arte, unicamente americana, come il jazz o il rock ‘n roll, e che si è dimostrata capace di parlare un linguaggio comune a tutto il mondo.

Gli antenati degli eroi Marvel :

L’idea di creare un racconto attraverso una serie d’immagini, è vecchia come l’arte stessa; però, il fumetto come noi lo conosciamo oggi, è un ibrido nato dalla fusione di due forme di scrittura di fine XIX sec.: le strisce dei quotidiani e le riviste Pulp.

Alla fine degli anni’30, il fumetto d’azione divenne lo specchio di un lato sconosciuto del carattere americano; una nuova nazione fondata sulle basi del puritanesimo, del razionalismo e dell’etica del lavoro, necessitava, tuttavia, di un senso del grottesco, dell’assurdo e del fantastico.

Altre culture più antiche erano ricche di leggende, eroi, mostri e divinità, esistenti dai tempi remoti; invece questo nuovo paese, con poca storia, doveva inventarsi i propri miti.

Pur ispirandosi a miti antichi, i creatori di fumetti d’azione, attinsero dalla scienza e dal progresso le basi per creare personaggi con poteri straordinari, risultato di esperimenti umani, e non più creazioni divine.

Questo favorì la nascita di una forma moderna di mitologia.

Il prototipo dell’eroe d’azione fu ” Tarzan, delle scimmie “, ideato da Edgar Rice Burroughs; un uomo allevato da gorilla che combatteva tribù indigene, contrabbandieri, e strane creature della giungla.

A lui seguirono una lunga fila di personaggi come: Buck Rogers di Philip Nolan, Flash Gordon di Alex Raymon, fino al primo vero super eroe con una identità segreta Phantom (o L’ Uomo Mascherato, come è stato chiamato in Italia) di Ray Moore.

La nascita di questi eroi è da associarsi ad un evento storico.
Il crack economico dell’ottobre del 1929, e la lunga depressione che vi seguì, estese in tutto il paese un’ insicurezza morale, oltre che economica.

I lettori avevano bisogno di qualcosa che andava oltre il ridere o il distrarsi, volevano immagini di uomini forti e caparbi, capaci di tenere in mano le sorti del mondo.

Proprio in questo clima di crisi nazionale, la Marvel, che all’epoca si chiamava Timely Comic’s, trova i suoi primi super eroi.

La Marvel trova i suoi eroi :

All’inizio del ‘39, un ragazzo del Massachussetts, di nome Bill Everet, da vita ad un personaggio molto innovativo per l’epoca: “Namor il sub-mariner” un essere metà uomo e metà pesce, nato da un marinaio ed una nobile atlantidea.

Questo personaggio piacque così tanto da guadagnarsi subito una testata regolare, albo che successivamente diede il nome a quello che sarebbe diventato il più grande impero editoriale (di comic’s) del mondo.

Ovviamente il titolo della serie era “ Marvel comic’s”.

All’uomo pesce fu affiancato un secondo personaggio destinato a diventare famoso “ The Human Torch” (La Torcia Umana).

Nata dalla fantasia di Carl Burgos, questa creatura, che di “umano ”aveva ben poco, è un androide creato, in una provetta gigante, dal folle Prof. Horton, il cui bizzarro esperimento faceva sì che la creatura si incendiasse, una volta a contatto con l’ossigeno.

Scappata dal laboratorio la “ Torcia” incendia involontariamente una intera città.
Già nel primo episodio, questo personaggio, si trova a dover fare i conti con la giustizia, poiché nella sua folle corsa causa la morte di un innocente.

La “Torcia Umana”, confusa ed instabile, si può paragonare ad un Frankestein di quell’epoca, e difficilmente si poteva considerare un eroe, specialmente se paragonato ad altri personaggi di quel periodo, primo fra tutti “Super Man” eroe altruista e dignitoso.

Gradualmente questo personaggio fu ridimensionato però il suo difficile approccio con il mondo esaltò sia lo staff Marvel che il pubblico, ed aprì la strada ad altri eroi “difettosi”, che divennero, poi, la specialità della “Casa delle idee”.

Se la “Torcia ” aveva un lato selvaggio, “Namor ” era del tutto fuori controllo; fra l’altro, l’abbinamento di questi personaggi così complementari (acqua – fuoco) risultò essere una formula vincente.

L’opera di Bill Everett tendeva all’horror poiché, la sua creatura era da considerarsi un mostro: con le orecchie a punta e la strana forma del cranio, “Namor” era cresciuto con la promessa di vendicarsi della gente di superficie, che aveva distrutto il suo idilliaco regno sottomarino.

Anche se le sue gesta erano malvagie, in esse vi si poteva trovare un profondo senso di giustizia, ed i lettori si rispecchiavano in qualche maniera nei suoi attacchi alla civiltà.

I suoi fans non si turbavano per le distruzioni che egli causava: navi o grattacieli che fossero.

La “Depressione” aveva creato uno stato generale di rabbia inespressa ed indiretta, ed i personaggi “ innocenti ” spinti a causare distruzione, erano le principali icone della produzione artistica di quell’epoca.

C’era una generale consapevolezza che la civilizzazione aveva fallito e poteva essere tranquillamente cancellata.

In alcune parti del mondo questa frustrazione portò al fascismo, invece che all’uso della fantasia.

Però “Namor” rappresentò il malcontento della popolazione in maniera più o meno innocua; egli rappresentava anche la naturale ribellione dei giovani.
Se “Super Man” rispecchiava il superego Americano, allora il “Sub-mariner” era il suo opposto.

Bill Everett si considerava, assieme alla sua creatura, un giovane arrabbiato come i ragazzi che seguivano le sue avventure, ed il suo periodo alla Marvel comic’s fu la parte più interessante e fondamentale per i futuri sviluppi della “casa delle idee”.

Quando gli eroi si incontrano :

La Marvel fu la prima a sviluppare una nuova formula editoriale, destinata a rivoluzionare la storia dei comic’s.

Il progetto era basato su una storia in cui i personaggi di maggior successo, la “Torcia” e “ Namor”, si incontrassero, o meglio si scontrassero nell’ 8° edizione di “Marvel Mistery Comic’s” del Luglio 1940.

Questo incontro, conosciuto nel mondo commerciale come “cross over”, portò alla creazione di innumerevoli storie epiche con mille eroi e diede un’identità all’universo Marvel, come struttura sociale affollata e complessa, dove tutti i personaggi si conoscono ed interagiscono.

Bill Everett e Carl Burgos lavorando in coppia, sotto la supervisione del giovane editore Martin Goodman, per la prima storia “cross over”, crearono le basi per un racconto che sarebbe poi passato agli scrittori Jhon Compton e Hank Chapman.

Era naturale pensare che i due personaggi sarebbero stati ostili l’uno verso l’altro “erano due elementi opposti –disse poi Everett – ognuno con la propria tragica storia”.

Questa fu soprattutto un’abile mossa commerciale, l’incontro tra acqua e fuoco non deluse i numerosi fans che si appassionarono a questa saga per i tre mesi consecutivi.

Tutto venne programmato pensando alle vendite, i lettori erano incoraggiati a comprare gli albi per poter seguire la storia.

Queste innovazioni editoriali spaziarono su tutta la linea della Marvel, ma solo per breve tempo per essere, poi, recuperate vent’anni più tardi.

Questa serie risultò troppo rilassante, considerando la situazione bellica del momento nel mondo ed il pubblico sarebbe stato poco tollerante verso eroi che sprecavano energie in scaramucce personali.

Illustrazioni di Alex Ross